Giro delle Fiandre 2026, Tadej Pogačar mette il suo terzo sigillo! Sul podio Mathieu Van Der Poel e Remco Evenepoel
Tadej Pogačar mette la firma anche sul Giro delle Fiandre 2026. Il campione del mondo ha vinto la Classica Monumento belga per la terza volta in carriera, dopo le edizioni conquistate nel 2023 e nel 2025. Il corridore della UAE Team Emirates – XRG ha conquistato il successo staccando tutti i rivali con una serie di azioni: l’ultima e decisiva è arrivata all’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont, dove con una progressione inarrestabile si è tolto dalla ruota Mathieu Van Der Poel (Alpecin – Premier Tech), poi secondo sul traguardo a 34″. Sale sul podio anche un indomito Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), terzo a 1’11” dopo aver lottato a lungo con gli altri due fenomeni. In top 5 anche gli altri due protagonisti attesi Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike) e Mads Pedersen (Lidl-Trek), rispettivamente quarto e quinto a più di due minuti.
Giornata poco redditizia per gli italiani: il migliore al traguardo è Alberto Bettiol (XDS Astana Team), 24°. Sfortunato invece Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling), che era riuscito a entrare nell’azione decisiva ma è poi caduto mentre si trovava in uno dei gruppi inseguitori. Si è messo in mostra invece il giovane Edoardo Zamperini (Cofidis), uno dei tredici corridori presenti nella fuga di giornata.
Il video dell’arrivo
RENDIDOS A TADEJ POGACAR.
El campeón del mundo firma su tercer Tour de Flandes, el duodécimo Monumento, el cuarto consecutivo… y tan solo deja la incógnita de si será capaz de ganar los cinco en un mismo año.
🚴♂️ Lo has visto en @Eurosport_ES y @StreamMaxES. #RVV26 pic.twitter.com/ouzJyoEUGu
— Eurosport.es (@Eurosport_ES) April 5, 2026
Il racconto della corsa
Ritmo sostenuto fin dalla partenza, con tanti corridori che provano, senza successo ad avvantaggiarsi. In successione si muovono corridori del Team Flanders-Baloise, della Pinarello-Q36.5 Pro Cycling, della Tudor Pro Cycling, del Team Picnic PostNL, della Unibet Rose Rockets e anche della EF Education-EasyPost. I chilometri però scorrono senza che ci sia alcun corridore in grado di avvantaggiarsi rispetto al gruppo.
La mossa che dà il là alla fuga di giornata porta la firma di Silvan Dillier (Alpecin-Premier Tech), intorno al chilometro 30. Lo svizzero si avvantaggia insieme a Kamil Gradek (Bahrain Victorious), Luke Lamperti (EF Education-EasyPost), Connor Swift (Ineos Grenadiers), Luca Van Boven (Lotto-Intermarché), Dries De Pooter (Team Jayco AlUla), Julius van den Berg (Team Picnic PostNL), Edoardo Zamperini (Cofidis), Frederik Frison (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet BH), Victor Vercouillie (Team Flanders-Baloise) e Hartthijs de Vries (Unibet Rose Rockets), sui quali poco dopo si porta anche Eric Antonio Fagundez (Burgos Burpellet BH).
Il gruppo lascia fare, con la UAE Team Emirates XRG che piazza subito Mikkel Bjerg a controllare le operazioni, concedendo però ai battistrada di accumulare poco più di 3′ di vantaggio. La relativa quiete viene rotta dall’attraversamento di un passaggio a livello, le cui sbarre si chiudono esattamente in corrispondenza del passaggio del gruppo. La prima parite di questo, con Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) e tutti i suoi compagni, oltre a Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe) riesce a passare, mentre il grosso mette piede a terra. I corridori passati proseguono nella loro azione, finché non interviene l’automobile del direttore di corsa, imponendo loro di rallentare fino al ricongiungimento con la “retroguardia”, nel frattempo ripartita.
In tutto questo a beneficiarne sono i fuggitivi, che si ritrovano con il vantaggio aumentato fino a oltre 5 minuti. Si entra così negli ultimi 200 chilometri di corsa, con il gruppo che inizia a recuperare qualcosa dopo i primi due tratti di pavé, dove si spezza brevemente anche in due tronconi, prima di tornare a concedere fino a 5’30” nel tratto che precede il primo muro di giornata, ovvero il primo passaggio sull’Oude Kwaremont. In vista della salita, ovviamente, il plotone accelera, ma poi la affronta ad andatura tranquilla, scollinando con poco meno di 5′ di ritardo.
Superando l’Eikenberg, il successivo muro del Wolvenberg vede Connor Swift vittima di una caduta tra i fuggitivi, con il britannico che riesce però a ripartire e riaccodarsi poi agli altri, e Romain Grégoire (Groupama-FDJ United) tentare un allungo, con il francese subito raggiunto da Christophe Laporte (Visma | Lease a Bike) e da altri corridori. Il resto del gruppo va però subito a chiudere, ma l’accelerazione fa calare il gap sotto ai quattro minuti e poi a 3’40” in vista del quarto muro, il Molenberg, prima del quale si registra un attacco, senza conseguenze, di Tomas Kopecky (Unibet Rose Rockets)
Proprio sul Molenberg, a poco più di 100 chilometri dalla conclusione, esplode però la gara. La UAE Team Emirates XRG fa il forcing con Nils Politt e Florian Vermeersch e porta via un drappello di 16 corridori comprendente tutti i big. Presenti infatti Tadej Pogačar e Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG), Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), Matej Mohorič (Bahrain Victorious), Stan Dewulf (Decathlon CMA CGM Team), Magnus Sheffield e Samuel Watson (INEOS Grenadiers), Mads Pedersen (Lidl-Trek), Remco Evenepoel, Gianni Vermeersch e Tim van Dijke (Red Bull – BORA – hansgrohe), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Wout van Aert e Christophe Laporte (Team Visma | Lease a Bike), Matteo Trentin e Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling Team).
L’accelerata porta questi uomini ad avvicinarsi rapidamente a poco più di due minuti dai battistrada, tra i quali nel frattempo ha perso contatto Sainbayar, e di guadagnare una ventina di secondi sul plotone, dove nessuno sembra in grado di organizzare un inseguimento efficace. Il gap, dunque, si dilata nei chilometri seguenti, lungo i quali si abbatte anche un veloce acquazzone sulla corsa: ai -85 dalla conclusione, i 16 del drappello dei big hanno ormai un minuto di margine sul gruppo e poco più di 30″ di ritardo dai fuggitivi, che vengono raggiunti dai primi inseguitori a 78 chilometri dall’arrivo.
Sul successivo muro di Berg Ten Houte, Vermeersch e Pogačar aumentano ancora un po’ il ritmo e cinque dei fuggitivi della prima ora, ovvero Frison, Dillier, Vercouillie, De Vries e De Pooter, perdono contatto, mentre il gruppo scivola a 1’45” nonostante il tentativo di Lotto-Intermarché e Groupama-FDJ United di tenere alta l’andatura. Dopo aver sfiorato i due minuti, il ritardo del gruppo scende a 1’35” in un momento di rallentamento dei battistrada che vede Swift, Pluimers e Florian Vermeersch prendere qualche secondo di margine sul Nieuwe Kruisberg/Hotond prima che Laporte riporti tutti sotto.
A quel punto, i 23 al comando si dirigono a tutta velocità verso la seconda ascesa dell’Oude Kwaremont, dove Pogačar attacca subito e fa la selezione decisiva. A rispondere al fenomeno sloveno sono Van Aert e, con un po’ di fatica, Evenepoel e Van Der Poel, quest’ultimo un po’ troppo indietro al momento dell’accelerazione, mentre Pedersen non riesce per poco a riagganciarsi. Prima dello scollinamento Pogačar dà un altro colpo e questa volta è Van Aert a staccarsi, scollinando con soli 4″ di ritardo ma non riuscendo a riavvicinarsi nel tratto seguente, così come Pedersen alle sue spalle.
Il terzetto al comando affronta quindi per la prima volta il Paterberg, dove Pogačar aumenta ancora l’andatura mandando questa volta in difficoltà Evenepoel, che tuttavia riesce a scollinare con soli 3″ di ritardo. Nel tratto seguente, dove è soprattutto lo sloveno a lavorare, mentre Van Der Poel dà solo qualche cambio e si mantiene per lo più a ruota, il belga si mantiene sempre a qualche secondo, non riuscendo però a riavvicinarsi e, anzi, rimbalzando indietro sul Koppenberg, dove transita con un distacco di 20″. Dietro di lui, Pedersen ha nel frattempo raggiunto Van Aert, con i due tuttavia si trovano ormai a 50″ dalla coppia al comando, mentre il resto degli inseguitori paga più di due minuti di ritardo.
Pogačar e Van Der Poel sembrano rallentare un attimo dopo il Koppenberg ed Evenepoel riesce così a riavvicinarsi fino a 5″, ma lo sloveno torna poi ad aumentare l’andatura e, aiutato un po’ di più dal neerlandese, respinge il campione olimpico a 15″ dopo il Taaienberg e a 20″ in vista dell’Oude Kruisberg/Hotond, terz’ultimo muro di giornata, e degli ultimi 30 chilometri di gara. Anche in questo caso, il campione del mondo prova ad aumentare il ritmo, ma il neerlandese rimane incollato alla sua ruota. Con questa nuova sollecitazione, quindi, la rimonta di Evenepoel diventa sempre più complicata, a una trentina di secondi dalla coppia di testa.
Come facilmente prevedibile, la corsa viene decisa dall’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont. Appena entra nel settore in pavé, Tadej Pogačar produce una nuova progressione a cui Van Der Poel non riesce a rispondere. Lo sloveno guadagna presto qualche metro e sembra poter fare il vuoto, ma il suo rivale non si arrende e scollina a 6 secondi. Inizia così un entusiasmante inseguimento fino ai piedi del Paterberg, dove il campione del mondo apre di nuovo il gas e scollina con 17″ di margine sul suo inseguitore. Alle loro spalle Evenepoel accusa ormai un minuto di ritardo, mentre Van Aert stacca Pedersen per provare (invano) l’inseguimento solitario al podio.
Nel tratto di pianura finale, la resistenza di Van Der Poel dura poco. Pogačar mantiene una ventina di secondi di vantaggio per un paio di chilometri, poi inizia a guadagnare sempre di più sul neerlandese. Lo sloveno entra quindi negli ultimi 3 chilometri con più di 40 secondi di vantaggio e può permettersi di vivere il rettilineo finale come una lunga passerella, nella quale festeggia insieme al pubblico di Oudenaarde il suo terzo successo in carriera al Giro delle Fiandre. Van Der Poel taglia il traguardo a 34″ dopo una strenua resistenza, Remco Evenepoel difende il suo terzo posto arrivando a 1’11”. Terminano a più di due minuti invece Wout Van Aert, quarto a 2’04”, e Mads Pedersen, a 2’48”. Nella volatina tra gli “umani”, Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) si aggiudica il sesto posto anticipando Florian Vermeersch (UAE Team Emirates – XRG) e Matej Mohoric (Bahrain Victorious). In top ten arrivano anche Christophe Laporte (Visma | Lease a Bike) e Gianni Vermeersch (Red Bull – BORA – hansgrohe), molto preziosi per il lavoro svolto a vantaggio dei rispettivi capitani.
Risultato Giro delle Fiandre 2026
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