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BORA-hansgrohe, 2021 ricco per Peter Sagan con Classiche, Giro, Tour e Tokyo: “È un combattente e può ancora vincere molto”

Anche la stagione di Peter Sagan inizia all’insegna dei cambiamenti. Il capitano della BORA-hansgrohe, insieme a tutto lo staff, ha dovuto rinunciare a partire per l’Argentina, dato che la Vuelta a San Juan verrà svolta al massimo con i corridori di casa, ripiegando su un breve ritiro in Italia. Il Direttore Sportivo Ján Valach ha rilasciato un’intervista a sport.pravda.sk. nella quale fa il punto del presente e del futuro del suo corridore più rappresentativo che, a suo avviso, può ancora fare grandi cose nei prossimi anni.

“Mercoledì è iniziato un ritiro di dodici giorni sul Lago di Garda, in Italia – afferma il DS – Non è una zona in cui fa particolarmente caldo adesso, ma conosciamo questo ambiente e troviamo sempre buone condizioni. Siamo in un hotel che conosciamo bene, lo usiamo spesso anche prima della Milano-Sanremo. L’importante è che lo abbiano chiuso e quindi sarà sempre disponibile solo per noi”.

La preparazione proseguirà poi in gruppi più piccoli, le ormai note bolle, ma il rinvio del Challenge Mallorca li costringerà ad ulteriori cambiamenti: “Dobbiamo adattarci a ciò che succederà. Oggi non si può dire cosa accadrà tra un mese, figuriamoci in estate. Abbiamo il programma impostato per un calendario classico. Noi lo seguiamo, vedremo…”.

Per quanto riguarda Peter Sagan, ritiene il suo 2020 molto proficuo: “È stato un serio cambiamento nel programma tradizionale, anche se non per il coronavirus. Penso che abbia fatto bene. Ha lottato per la maglia verde ogni giorno nel Tour, ha continuato con questo stile anche al Giro”. L’avere affrontato due corse così impegnative così ravvicinate non è stato un problema: “Peter è il tipo di corridore che sopporta carichi pesanti, ne beneficia, non lo stancano e migliora sempre di più“.

Quest’anno il programma non sarà troppo diverso: “Lo stiamo pianificando, inizieremo con le Classiche di primavera seguite da Giro, Tour e Olimpiadi…“, aggiunge Valach, anche se la partecipazione al Tour dipenderà dalle disposizioni sulla quarantena preventiva che prenderanno a Tokyo: “Questo è oggetto di dibattito, non è ancora tempo per una decisione finale, e lo scorso anno ci ha mostrato che dobbiamo andare passo dopo passo. La situazione è ancora in evoluzione. Vedremo quale sarà la realtà, credo che alla fine uscirà un compromesso adatto a tutti”.

A quasi 31 anni, Sagan ormai entra a tutti gli effetti in una nuova fase della propria carriera, che potrebbe coincidere con nuovi obiettivi: “Vedo spazio soprattutto nelle Classiche, ne abbiamo parlato più volte. È l’età ideale per lui. Peter ha ancora un’alta competitività e se teniamo conto dell’esperienza necessaria, può candidarsi, potrà vincerle forse anche a quarant’anni. Questo sarà il suo piano principale nelle prossime stagioni. Ci stiamo lavorando per il futuro e non vedo l’ora che arrivi. Naturalmente, sarà importante come saprà gestire l’energia mentale, o se comunque gli andrà. È un combattente e può ancora vincere molto, soprattutto nelle Classiche, ma anche in volata in situazioni ottimali”.

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