Astana, molta Italia nel resto della stagione di Alex Aranburu: “Al Giro per aiutare Fuglsang”

Alex Aranburu è uno dei volti nuovi della Astana. Dopo due stagioni particolarmente brillanti con la maglia della Caja Rurar-Seguros RGA, il 24enne basco si è accasato alla formazione kazaka, che conta una colonia spagnola forte di ben sei uomini, ai quali si aggiungono quattro colombiani. Nel corso della prima parte del 2020 si è fatto vedere al Tour de la Provence e alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, conclusa in 19ª posizione. Nel calendario post-lockdown ripartirà dalla Vuelta a Burgos e poi si dedicherà per lo più alle corse italiane con Milano-Sanremo, Il Lombardia e il Giro d’Italia, che era già nel suo programma a inizio stagione.

Il ritiro che sta effettuando con alcuni compagni a Sierra Nevada rappresenta finalmente un ritorno alla normalità: “Al mattino ci alleniamo e nel pomeriggio siamo tranquilli: massaggi, osteopata, merenda e cena. E via un giorno. La vita di un ciclista“. I mesi di lockdown sembrano essere alle spalle ma ora sono necessarie nuove misure di prevenzione: “Sembra che tutto funzioni e speriamo che continui così. Se siamo tutti responsabili, possiamo farcela. In squadra indossiamo mascherine, i lettini vengono puliti, mangiamo in una stanza diversa dalla sala da pranzo, con il nostro cuoco… Stiamo andando molto bene. Se continueremo tutti su questa linea, saremo in grado di correre e competere. Se seguiamo tutti i protocolli possiamo uscirne, speriamo che sia così, perché correre sarà meglio per tutti”.

Parlando di corse, il suo calendario è ormai definito nel dettaglio con le partecipazioni certe a “Vuelta a Burgos, Milano-Torino, Milano-Sanremo, Gran Piemonte, Il Lombardia, Campionati spagnoli, GP Plouay, forse Coppi Bartali, Tirreno-Adriatico e Giro d’Italia”. Il calendario è di alto livello ed è contento che la squadra si fidi già così tanto di lui: “Mi piacciono le gare italiane – aggiunge – Bisogna iniziare a fare pratica e a raggiungere il livello di corse come Sanremo e la Lombardia. Perché, inoltre, se corri in gare importanti, aumenti il livello e ti senti di più nella categoria. Penso che sia essere la strada giusta, cogliere l’occasione con impegno e imparare il più possibile”.

Il suo obiettivo al Giro d’Italia sarà quello di aiutare il capitano: “Fuglsang è il capitano, andrò ad aiutare, questa è la prima cosa, e se verrà lasciata qualche opportunità ci sono sempre tappe come nella Vuelta in cui poter andare in fuga”.

Nonostante il poco tempo per adattarsi, si è sentito subito a suo agio in questa squadra: “Non immaginavo una così buona atmosfera con così tante persone provenienti da diversi paesi. Mi sono sentito molto a mio agio. E aiuta anche ad avere conoscenze, come Izagirre. Si parla principalmente italiano, anche se mi difendo meglio con l’inglese. E usiamo anche lo spagnolo”.

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