© Unipublic / Charly Lopez

Vuelta a España 2020, Top/Flop del Giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2020.

TOP

Primoz Roglic (Jumbo-Visma): Terzo successo di tappa per lo sloveno, il secondo in tre giorni, che gli vale anche la riconquista della Maglia Rossa. Dopo la leggera debacle di domenica scorsa sembrava che la sua Vuelta si stesse mettendo male, invece nel giro di poco è riuscito ad annullare lo svantaggio da Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) e a tornare in testa alla graduatoria, con lo stesso tempo dell’ecuadoriano. La fucilata negli ultimi 100 metri della frazione odierna con la quale stacca tutti è sintomo che il 31enne sta bene e che lotterà fino in fondo per tentare il bis nella classifica generale.

Andrea Bagioli (Deceuninck-Quickstep): Molto bravo il 21enne lombardo, che al suo primo GT conquista un ottimo piazzamento. Nel finale è davanti al momento giusto, ma può fare poco sullo scatto di Roglic, venendo superato negli ultimi metri anche da Felix Grosschartner (Bora-Hansgrohe), pagando forse anche un po’ la stanchezza dopo dieci tappe intense. Finora una Vuelta positiva per lui, che potrebbe provare a migliorare ulteriormente in una delle frazioni intermedie della prossima settimana, dove potrebbe tentare anche qualche fuga.

Guillaume Martin (Cofidis): Ci prova quasi tutti i giorni il 27enne francese, titolare della Maglia a Pois. A 600 metri dalla conclusione della tappa tenta di sorprendere con un attacco il gruppo, che si stava studiando troppo, guadagnando pochi metri di vantaggio. Purtroppo per lui, Carapaz gli va dietro e, passati i 200 metri all’arrivo, lo scalatore transalpino viene ripreso, concludendo comunque in ottava posizione, con lo stesso tempo del vincitore. Avrà ancora diverse chances a disposizione per provare a portare a casa una vittoria di tappa, che a questo punto sarebbe meritata.

FLOP

Richard Carapaz (Ineos Grenadiers): Un arrivo che tutto sommato si poteva anche adattare alle caratteristiche dell’ecuadoriano, che infatti è nelle prime posizioni del plotone nelle ultime centinaia di metri. Poi, senza motivo, decide di correre dietro a Guillaume Martin, non pericoloso per lui in classifica generale, quando questi scatta a 600 metri dal traguardo, sprecando energie che gli sarebbero servite per evitare il buco nel finale. Un’azione che gli costa  tre secondi e la Maglia Rossa, anche se ora in classifica ha lo stesso tempo di Roglic. Nel giro di due tappe, però, ha dilapidato i secondi che aveva guadagnato domenica scorsa sullo sloveno, correndo forse in maniera troppo aggressiva e sprecando energie preziose.

Alex Aranburu (Astana): In realtà, il quarto posto del basco non è di per sé un brutto risultato, ma non è certamente quello per cui la sua squadra ha lavorato per buona parte della tappa, tirando il gruppo per molti chilometri. Il finale si adattava molto bene al 25enne, corridore veloce che sa tenere bene sugli strappi impegnativi, che era anche ben posizionato sulla ruota di Bagioli nelle ultime centinaia di metri. Un’occasione mancata per lui, ma potrà provare a rifarsi la prossima settimana.

Hugh Carthy (EF Pro Cycling): Degli uomini di vertice della classifica generale è quello che paga di più oggi, arrivando a dieci secondi dal vincitore. Niente di particolarmente grave per il 26enne, che anzi sta disputando un’ottima Vuelta, ma un secondo segnale negativo dopo i secondi persi due giorni fa, che lo allontanano dal podio. Considerando anche che la cronometro non è un esercizio nel quale possa guadagnare terreno, lo scalatore britannico dovrà cercare di rifarsi in questo fine settimana, dove ci sono due tappe di montagna adatte a lui.

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