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Favoriti Vuelta a España 2018, Maglia a Pois blu: tanti pretendenti, Majka e Fraile in prima fila

La Vuelta a España 2018 si conferma il teatro dei sogni per gli scalatori. Con ben 407,3 chilometri di salita distribuiti lungo i 51 GPM inseriti sul tracciato, la competizione per la Maglia a Pois blu si preannuncia di alto livello. I punti messi in palio da questa edizione sono 320, con la salita del Lagos di Covadonga, sede di arrivo della quindicesima tappa, che ne assegna 20. Tradizionalmente questa graduatoria, al contrario di quella a punti, non viene fagocitata dagli uomini di classifica. L’ultimo a farla sua fu il russo Denis Menchov nel 2007. Da allora si sono registrati ben cinque successi francesi, con il poker consecutivo di David Moncoutié cui ha fatto seguito il trionfo di Nicolas Edet nel 2013, uno australiano (Simon Clarke nel 2012), tre spagnoli con Luis Leon Sanchez e Omar Fraile tra il 2014 e il 2016 e quello italiano ottenuto da Davide Villella un anno fa.

Favoriti Maglia a Pois blu Vuelta a España 2018

Partiamo da una premessa: per evitare che ad indossare la maglia sia uno dei big della classifica generale, bisognerà stringere i denti. Ben 70 dei 320 punti totali saranno infatti messi in palio sui traguardi di tappa, producendo la più elementare delle traduzioni: per avere la certezza di non essere insidiato da chi occuperà verosimilmente uno dei gradini del podio finale di Madrid, occorrerà puntare anche alla posta piena nelle singole frazioni.

Tra i collezionisti di pois spicca Rafal Majka (Bora-Hansgrohe). Amante del genere alla francese, col podio di Parigi che lo ha visto indossare la maglia sia nel 2014 che nel 2016, il polacco è corridore dal destino indecifrabile. Reduce da un Tour de France 2018 decisamente sottotono, potrebbe provare a riscattarsi puntando a una buona classifica oppure concentrarsi proprio su questa particolare graduatoria, proponendo la specialità della casa delle fughe da lontano. Rasserenato dal rinnovo contrattuale, la medaglia di bronzo della prova in linea dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016 dovrà però dimostrare di aver ritrovato il colpo di pedale dei giorni migliori per inserirsi a pieno titolo nella lotta.

Nel roster Astana sono stati inseriti gli uomini che si sono portati a casa le ultime tre maglie messe in palio. Davide Villella, che nel frattempo ha cambiato casacca dopo aver trionfato un anno fa con la Cannondale, potrebbe essere messo in secondo piano da un Omar Fraile che presenta come biglietto da visita, oltre al double 2015-2016, un pesante successo di tappa al Tour de France. Qualora dovesse aver smaltito le fatiche della Grande Boucle, difficilmente lo spagnolo rinuncerà alla corsa per la tripletta.

Alla quinta partecipazione nel GT spagnolo e alla tredicesima in carriera in una corsa a tappe di tre settimane, Alexandre Geniez (Groupama-FDJ) sembra disporre della maturità mentale e fisica per tuffarsi nella bagarre. Il 30enne transalpino fu quarto in questa classifica due anni fa e, senza nutrire particolari ambizioni in ottica classifica generale, è un elemento particolarmente adatto alle azioni dalla lunga distanza. Altro aficionados del tema sono Pierre Rolland (EF Education First-Drapac Cannondale), per il quale l’obiettivo diventa spesso accessorio a quello ben più importante della vittoria di tappa, e  Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), le cui velleità di avanguardista, al pari di quelle del compagno di squadra e connazionale Damiano Caruso, potrebbero tuttavia essere sacrificate sull’altare delle speranze del capitano Richie Porte.

Tra gli italiani merita una menzione Gianluca Brambilla (Trek Segafredo), la cui ricerca della miglior condizione passerà inevitabilmente attraverso azioni da lontano in una formazione nella quale anche il leader designato, l’olandese Bauke Mollema, potrebbe presto rimodellare i propri obiettivi iniziali se le gambe non dovessero rispondere nella maniera desiderata. Tra chi è abituato a curare la classifica occhio invece ad Adam Yates (Mitchelton-Scott), tra i grandi delusi del Tour de France e pronto a fare corsa parallela col gemello Simon: se dovesse decidere di correre per obiettivi collaterali, non sarebbe una sorpresa vederlo ai piani alti. Il ragionamento è trasferibile a Daniel Martin (UAE Team Emirates) e Steven Kruijswijk (LottoNL-Jumbo), probabile gregario di lusso di George Bennett dopo i fasti della Grande Boucle, nonché potenziale precettore di un Sepp Kuss che si presenta all’appuntamento dopo aver dominato il Tour of Utah e con l’ambizione di confermare la pasta di cui è fatto quando la strada impenna.

Uomini buoni per tutte le stagioni (e tutte le classifiche) sono Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e Igor Anton (Dimension Data). Il basco ha riposto le speranze di far sua la corsa dei sogni nel 2010, quando cadde nel corso della seconda settimana dopo aver dominato le prime frazioni, e potrebbe reinventarsi in un ranking che ben si sposa con le sue doti da grimpeur, come con quelle del compagno di squadra Merhawi Kudus. In una Movistar sempre zeppa di capitani e dalle idee altrettanto confuse, può cimentarsi Richard Carapaz, già inatteso e brillante protagonista in montagna al Giro d’Italia.

Tra i possibili outsider si annovera invece la coppia della Caja Rural-Seguros RGA composta da Alex Aranburu e Sergio Pardilla, il fiammingo Laurens De Plus (Quick-Step Floors) fresco di trasferimento, e un Wilco Kelderman (Sunweb) sul quale pesa l’incognita della condizione dopo la caduta di cui è rimasto vittima a giugno e che, se non dovesse rivelarsi competitivo per la vittoria finale, potrebbe ridefinire in questo modo il suo obiettivo.

Borsino dei favoriti

***** Rafal Majka

**** Omar Fraile, Richard Carapaz

*** Adam Yates, Pierre Rolland, Alexandre Geniez

** Alessandro De Marchi, Gianluca Brambilla, Igor Anton, Thomas De Gendt

* Sepp Kuss, Steven Kruijswijk, Sergio Pardilla, Davide Villella, Merhawi Kudus

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