Giro d’Italia 2021, la Vini Zabù rinuncia: “Un messaggio importante, un gesto d’amore verso il ciclismo”

La Vini Zabù rinuncia al Giro d’Italia 2021. Dopo l’autosospensione in seguito alla positività all’EPO di Mattia De Bonis, la formazione di Angelo Citracca e Luca Scinto ha deciso di non partecipare alla Corsa Rosa per dare, assieme al proprio main sponsor, “un messaggio importante al mondo del ciclismo, che sia di insegnamento per quegli atleti che ancora pensano di poter prendere scorciatoie barando”. A darne l’annuncio è dunque proprio il team siculo-toscano, attraverso una lettera in cui spiega le ragioni e motivazioni di quello che viene definito “un gesto d’amore verso il ciclismo” nonché “la totale estraneità degli atleti e di tutto il team a qualsiasi pratica scorretta”.

Ovviamente, resta ora l’interrogativo sulle scelte di RCS Sport riguardo la squadra da invitare in sostituzione: sarà la Arkéa – Samsic di Nairo Quintana, che si è detto disponibile a modificare il proprio programma per essere al via, oppure la Androni – Sidermec di Gianni Savio che ha più volte ribadito in questi mesi la propria incredulità per l’esclusione? Senza dimenticare la Gazprom – Rusvelo di Ilnur Zakarin e Roman Kreuziger, sinora sempre rimasta discreta ma il cui progetto non manca di appeal.

Riportiamo qui di seguito il testo integrale della nota con cui il team ha annunciato la sua dolorosa decisione, con la quale si autoesclude dalla corsa più importante dell’anno, ribadendo comunque la sua intenzione di proseguire regolarmente la propria stagione con lo sponsor che “garantisce l’attuazione dei contratti di sponsorizzazione per tutto l’anno in corso, affinché sia lo sport a vincere”.

Il Team e il main sponsor Vini Zabù hanno deciso di dare un messaggio importante al mondo del ciclismo, che sia di insegnamento per quegli atleti che ancora pensano di poter prendere scorciatoie barando. Il Team ha, infatti, concordato con il proprio main sponsor di non partecipare al Giro di Italia, nonostante abbia dimostrato agli organi competenti di aver adottato le più diligenti misure per combattere il doping.

L’ investigazione interna ha confermato la totale estraneità degli atleti e di tutto il team a qualsiasi pratica scorretta.
Il main sponsor ed il Team hanno sensibilizzato l’atleta De Bonis della necessità che collaborare fattivamente con gli organi inquirenti, affinché questo episodio increscioso possa trasformarsi in un efficace strumento di lotta per debellare le organizzazioni che commerciano sostanze vietate. Dalla effettiva attività di collaborazione con gli organi inquirenti dell’atleta De Bonis, dipenderà la scelta di adire o meno le vie legali a risarcimento degli enormi danni subiti.
Coloro che decidono di violare i principi dello sport etico con l’assunzione di sostanze proibite danneggiano non solo loro stessi, ma l’intera squadra di apparenza (i colleghi, i membri del personale, i dirigenti sportivi e gli sponsors). 
La nostra decisione di non partecipare al Giro di Italia vuole sottolineare il pregiudizio che l’illecita condotta del singolo può arrecare all’intera squadra, con effetti devastanti per chi, invece, profonda il massimo impegno per consentire ai ciclisti di gareggiare.
Un doveroso ringraziamento alla RCS Sport per la considerazione dimostrataci con l’invito al Giro d’Italia e per aver valutato positivamente il nostro progetto di Team.
La nostra rinuncia alla corsa più ambita dai ciclisti italiani è un gesto di amore verso il ciclismo. Lo sponsor, condividendo i principi istituzionali del Team, garantisce l’attuazione dei contratti di sponsorizzazione per tutto l’anno in corso, affinché sia lo sport a vincere.
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