Tour de France 2025, dalla Soudal Quick-Step arrivano frecciate per la Visma|Lease a Bike: “Hanno fatto un ritmo folle: sono saltati in tanti, ma sono saltati anche loro”

La prima tappa pirenaica del Tour de France 2025 ha prodotto sconquassi. Il tragitto verso Hautacam ha fatto da scenario per l’ennesima cavalcata imperiale di Tadej Pogačar, che ha vinto la tappa mandando a gambe all’aria la concorrenza e andando a riprendersi la Maglia Gialla. Lo sloveno sembra inarrestabile, nonostante i vari tentativi strategici, messi in atto soprattutto dalla Visma|Lease a Bike di metterlo in difficoltà. Anche durante la frazione numero 12, la squadra di Jonas Vingegaard ha provato a fare corsa dura, ma il risultato finale ha detto molto bene al campione della UAE Emirates XRG, lasciando i “calabroni” con il secondo posto del danese e con gli altri grossi calibri della squadra in difficoltà lungo la salita conclusiva.

Sul tema “corsa dura” e sui vari atteggiamenti tattici visti, sono arrivati diversi pareri, soprattutto da casa Soudal Quick-Step. Remco Evenepoel, che è andato in difficoltà prima di reagire con grande determinazione, ha sottolineato come “alcune squadre abbiano corso come se facessero da gregari per Pogačar“.

Il bi-campione olimpico non ha fatto nomi, mentre il suo compagno di squadra Ilan Van Wilder è stato molto meno diplomatico. “Tanti corridori sono saltati perché hanno dovuto reggere il ritmo che ha fatto la Visma|Lease a Bike – le parole del belga riportate da NieuwsbladE alla fine sono saltati anche quelli della stessa Visma|Lease a Bike. Questo è successo perché non puoi pensare di continuare a correre come hanno fatto loro fino a Parigi”. Più che a Vingegaard, il probabile riferimento è a Matteo Jorgenson (che ha chiuso a più 10′ dal vincitore di giornata) e anche a Sepp Kuss e Simon Yates, usciti presto di scena.

Il portacolori della Soudal Quick-Step aggiunge: “Mi dispiace essere diretto, ma credo che quelli della Visma|Lease a Bike abbiano sentito l’odore del sangue dopo la caduta del giorno prima di Pogačar e hanno dato tutto. Però, alla fine, gli è rimasta in mano la parte più piccola del cerino…”.

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