© Jean-Claude Faucher

Pagelle Giro dei Paesi Baschi 2019: Ion Izagirre trionfa in casa – Brilla la Bora, delude ancora Thomas

Ion Izagirre (Astana), 10: I Paesi Baschi festeggiano il trionfo di un loro alfiere. Il più giovane dei fratelli Izagirre ha corso con intelligenza, non facendosi prendere dal panico quando Buchmann ha messo nel sacco l’Astana nella quinta tappa. Grazie ad una grande gamba, l’enfant du pays ha ribaltato la corsa nella tappa finale di Eibar, mandando in visibilio i suoi tanti tifosi presenti sulle strade e al traguardo. Le lacrime dopo l’arrivo non possono che essere una logica conseguenza di questa impresa, che per un basco come lui equivale alla vittoria di un Tour de France.

Maximilian Schachmann (Bora-hansgrohe), 9,5: La rassegna basca lo catapulta in una nuova dimensione. Domina la crono iniziale e poi vince la terza e la quarta tappa, palesando una condizione di forma invidiabile. Deve cedere il simbolo del primato nelle ultime due tappe poco adatte alle sue caratteristiche, ma riesce ugualmente a chiudere in Top 10 nelle generale. Sulle Ardenne sarà meglio tenerlo d’occhio.

Emanuel Buchmann (Bora-hansgrohe), 8,5: Ad Arrate fa il fenomeno. Attacca e vince di forza la tappa, prendendosi anche la maglia di leader. Nella tappa finale di Eibar non riesce però a difendersi dagli attacchi dell’Astana, nonostante l’aiuto di Patrick Konrad (6) e Schachmann, e deve lasciare il simbolo del primato. Nonostante un’iniziale beffa, visto che a 300 metri dall’arrivo sbaglia strada e perde quella decina di secondi che gli avrebbe permesso di salire quantomeno sul podio finale, la giuria gli restituisce il tempo perso, che gli vale il terzo posto finale.

Adam Yates (Mitchelton-Scott), 8,5: È probabilmente il più forte in corsa, ma un problema meccanico nella seconda tappa non gli permette di giocarsi fino in fondo le sue carte. Chiude quinto in classifica generale, ma la vittoria nella tappa finale impreziosisce la sua settimana. Il suo inizio di stagione è stato impeccabile, anche se spesso gli è mancato il colpo del KO, e i Paesi Baschi hanno confermato che questo potrebbe essere il suo anno. Una citazione la meritano anche Mikel Nieve (6,5) e Lucas Hamilton (6,5), autori di una settimana di alto livello.

Daniel Martin (UAE-Emirates), 8: Una settimana proficua per l’irlandese. È costantemente tra i migliori e, pur non riuscendo a vincere una tappa, si porta a casa un importante secondo posto in classifica generale. La condizione sembra in crescita e la prossima settimana, con l’arrivo delle Ardenne, arriva il suo terreno di caccia preferito.

Tadej Pogacar (UAE-Emirates), 7,5: Il talento sloveno ormai non sorprende più. Dopo il trionfo in Algarve, dimostra tutte le sue potenzialità anche in una corsa di livello maggiore. Corre soprattutto in appoggio a Martin, ma ha comunque il tempo per centrare un secondo posto di tappa a Arrigorriaga e chiudere sesto in classifica generale. Sempre più realtà.

Jakob Fuglsang (Astana), 7,5: Al momento è uno dei migliori interpreti delle corse a tappe di una settimana. Anche nei Paesi Baschi ha dimostrato un ottimo colpo di pedale, correndo in modo offensivo e lasciando spazio soprattutto al compagno Izagirre, che correva in casa. È un suo attacco a mandare in crisi Buchmann e, pur non potendo lottare per la maglia di leader, si porta comunque a casa un più che positivo quarto posto, che si aggiunge alla lista di grandi risultati della sua squadra in questo inizio di stagione.

Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick-Step), 7: Due tappe gli sono bastate per guadagnarsi un bel voto. Quarto nella crono iniziale, vince alla sua maniera la frazione di Gorraiz, dovendosi poi arrendere alla maxi-caduta che condizionerà tutta la corsa. Per fortuna le conseguenze non sono sembrate serie e sulle Ardenne dovrebbe tornare protagonista.

Alessandro De Marchi (CCC Team), 6,5: Al friulano non piace correre passivamente e anche nei Paesi Baschi lo ha dimostrato. Fa incetta di punti nei tanti gran premi della montagna previsti nelle ultime due tappe, ma Adam Yates lo priva della maglia di miglior scalatore conquistando gli ultimi tre GPM di categoria superiore. In una settimana un po’ anonima per il team polacco, comunque, il Rosso di Buja conferma di essere un corridore di sicuro affidamento.

Bjorg Lambrecht (Lotto Soudal), 6,5: Solo Alaphilippe lo precede nella frazione di Gorraiz. Il 22enne belga sta crescendo bene, dimostrando grandi doti di scattista. Potrebbe essere la rivelazione sulle Ardenne?

Diego Ulissi (UAE-Emirates), 6,5: Per il toscano arriva la miglior prestazione stagionale. Chiude al secondo posto la terza frazione, alle spalle di un inarrivabile Schachmann, e poi va all’attacco nella tappa finale di Eibar. Niente di trascendentale, considerando le sue indiscusse abilità, ma sicuramente è stata una settimana che può dargli morale in vista delle Ardenne.

Mikel Landa (Movistar), 6: Non è ancora nelle migliori condizioni e si vede. Lo si aspettava soprattutto nelle ultime due tappe, ma nella frazione di Arrate non riesce a seguire le sfuriate di Ion Izagirre e Adam Yates, nonostante sia lui il primo ad accendere la bagarre, e poi nella frazione di Eibar è vittima di un problema meccanico nel momento in cui c’è l’attacco decisivo di Fuglsang. Chiude comunque settimo in classifica generale, ma visto che correva davanti al suo pubblico la speranza era quella di essere maggiormente nel vivo della corsa.

Bauke Mollema (Trek-Segafredo), 6: Settimana vissuta in crescendo per l’olandese che, dopo le prime tappe in sordina che lo tolgono dai giochi per la classifica generale, appare più pimpante nelle due tappe più difficili. In vista delle Ardenne e del Giro d’Italia sembra essere sulla strada giusta.

Enrico Battaglin (Katusha-Alpecin), 6: Almeno tre tappe erano perfette per le sue caratteristiche. Il veneto riesce a piazzarsi solo nella tappa di Estibaliz, chiusa al terzo posto, che rappresenta comunque un passo avanti rispetto alle prestazioni un po’ mediocri di inizio anno. I suoi obiettivi devono ancora arrivare e la condizione sembra crescere.

Enric Mas (Deceuninck-Quick-Step), 5,5: Le aspettative sul talentuoso corridore spagnolo erano ben altre. L’anno scorso qui ottenne la prima vittoria da professionista, mentre quest’anno, dopo aver perso tempo a causa della caduta della terza tappa, non riesce a reagire e non riesce ad incidere nelle tappe a lui più congeniali. Nella frazione di Arrate è il primo a rompere gli indugi, ma si vede costretto a rimbalzare nella scalata finale. Ancora peggio va ad Eibar, dove corre in maniera totalmente anonima.

Daniel Martinez (EF Education First), 5,5: Dopo la splendida crono iniziale, ce lo si aspettava grande protagonista anche in classifica generale. Il colombiano invece cede alla distanza, dovendosi accontentare delle posizioni di rincalzo e, anzi, è Hugh Carthy (6,5) ad apparire maggiormente in condizione.

Geraint Thomas (Team Sky), 5: Dopo una discreta crono iniziale chiusa al nono posto, il vincitore dell’ultimo Tour de France scompare dai radar se non quando il suo nome appare tra i coinvolti nella maxi caduta della terza tappa. A parte qualche escoriazione, però, il britannico non riporta gravi conseguenze, quindi era lecito aspettarselo un po’ più attivo nelle tappe finali più impegnative. La sua stagione ancora non è decollata.

George Bennett (Jumbo-Visma), 5: Il neozelandese, che di solito nelle brevi corse a tappe è sempre molto attivo, non brilla, dovendo sempre inseguire i migliori. Il suo obiettivo è il Tour de France, quindi, per ora, nessun campanello d’allarme.

Michal Kwiatkowski (Team Sky), s.v.: Nelle prime due tappe è tra i migliori, concludendo entrambe al terzo posto. Poi la caduta lo costringe al ritiro sul più bello. Non l’avvicinamento perfetto alle Ardenne.

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