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Tokyo 2020, Chris Froome e gli altri big dopo la ricognizione: “Può essere più duro dello Yorkshire”

Si prospetta una dura battaglia a Tokyo 2020. Alcuni dei corridori più importanti in gruppo, infatti, in questi giorni si sono recati in Giappone per il Criterium di Saitama e, alcuni di loro, come Chris Froome, Michal Kwiatkowski, Romain Bardet e Jakob Fuglsang ne hanno approfittato per andare in ricognizione sul percorso della prova a cinque cerchi del prossimo anno. Il responso che i quattro hanno dato al quotidiano spagnolo Marca è stato pressoché unanime: ci si aspetta una dura battaglia e un percorso che, in caso di mal tempo, potrebbe risultare ancora più duro di quello degli scorsi mondiali di Yorkshire 2019, vinti da Mads Pedersen sotto il diluvio.

“È di una durezza estrema con 234 chilometri e quasi 5000 metri di dislivello – ha dichiarato l’ex iridato Michal Kwiatkowski – Servirà per metterci tutti alla prova. E se piove o c’è mal tempo come è capitato in questi giorni sarà ancora più duro, anche se speriamo non tanto quanto in Inghilterra”.

Di avviso simile il suo compagno di squadra al Team Ineos, Chris Froome, che pur avendo il Tour de France come principale obiettivo stagionale, sembra aver messo nel mirino anche la prova olimpica: “Mi è piaciuto molto e senza dubbio sarà uno dei grandi obiettivi della stagione. Il principale sarà il Tour, però penso che per come sono state organizzate le date potrò arrivare in buona forma ai Giochi Olimpici. Non è scontato che venga fuori un’altra opportunità così con un tracciato così duro. Per età, condizione e percorso potrebbe essere la mia ultima opportunità per vincere l’oro su strada. Le squadre con più corridori avranno un vantaggio, perché sarà fondamentale poter contare sull’aiuto dei compagni”.

Il più diretto di tutti è stato invece il danese dell’Astana, Jakob Fuglsang, che non si è nascosto e ha dichiarato sin da ora che la prova olimpica sarà l’obiettivo numero della sua stagione: “Mi è piaciuto, senza dubbio sarà l’obiettivo principale della mia stagione. Voglio l’oro a tutti i costi, più di qualsiasi altra corsa. Credo sia adatta a me, sono ottimista. Inoltre, se piove, può risultare ancora più duro dello Yorkshire. Potrà vincere solo uno scalatore”.

Infine, Romain Bardet, pur non volendosi sbilanciare troppo, vista la concorrenza interna di un corridore come Thibaut Pinot, ha dichiarato a sua volta di aver apprezzato il tracciato e di vedersi in una possibile lotta per le medaglie: “Spero di arrivare al Tour in buona condizione. Il percorso che si snoda intorno al monte Fuji è molto esigente, credo che si deciderà in un gruppo ristretto. In Francia vedremo chi sarà il leader, ora non mi preoccupo di questo, però potrei lottare per una medaglia”.

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