Giro d’Italia 2026, Jonas Vingegaard conquista Pila e vola in Maglia Rosa! 4° Davide Piganzoli, 5° un Giulio Pellizzari in ripresa
Colpo doppio di Jonas Vingegaard nella quattordicesima tappa del Giro d’Italia 2026. Come da pronostico, il capitano della Visma | Lease a Bike ha staccato tutti quanti nell’arrivo in salita di Pila e ha colto il suo terzo successo parziale in questa edizione del GT italiano, andando inoltre a vestire per la prima volta in carriera la Maglia Rosa. Dopo l’ottimo lavoro dei compagni di squadra, che hanno controllato per tutta la giornata, il 29enne danese ha allungato a circa 4,5 chilometri dal traguardo e ha fatto subito il vuoto, chiudendo con un vantaggio di 49″ su Felix Gall (Decathlon CMA CGM) e di 58″ su Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe).
Quest’ultimo ha potuto anche beneficiare del supporto di un ritrovato Giulio Pellizzari, che con un’ottima gestione della scalata finale è riuscito a guadagnare anche qualcosa sugli altri big, chiudendo quinto a 1’03” appena dietro a un altro azzurro, Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike). Buona prestazione anche per l’ormai ex leader Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), che dopo aver perso contatto a più di 8 chilometri dalla conclusione è giunto al traguardo con un ritardo di 2’49”, scendendo in seconda posizione nella generale a 2’26” da Vingegaard. Gall torna invece al terzo posto a 2’50” dal danese, mentre Pellizzari risale in sesta piazza, dietro a Thymen Arensman (Netcompany Ineos) e a Hindley, e Piganzoli entra nella top-10.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Con il via ufficiale, la Visma | Lease a Bike si porta subito in testa al gruppo per controllare, ma ciò non impedisce ad alcuni corridori di provare ad andare all’attacco appena iniziato il GPM di Saint-Barthélémy. Primo a scattare è Mattia Bais (Team Polti VisitMalta), presto raggiunto da Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber) e Chris Hamilton (Team Picnic PostNL): questo terzetto guadagna una decina di secondi di margine, ma da dietro allungano altri uomini che rapidamente si riportano sui battistrada.
A riaccodarsi sono Luca Vergallito (Alpecin-Premier Tech), Jefferson Alexander Cepeda e Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Enric Mas, Lorenzo Milesi, Juan Pedro López ed Einer Rubio (Movistar Team), Jan Hirt (NSN Cycling Team), David De La Cruz, Mark Donovan e Nickolas Zukowsky (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Koen Bouwman e Christopher Juul-Jensen (Team Jayco AlUla), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Ludovico Crescioli e Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta), Igor Arrieta, Jan Christen e Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), Johannes Kulset e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility).
Hamilton e Bais perdono presto contatto, così come, in gruppo, vanno già in difficoltà i velocisti e anche Christian Scaroni (XDS Astana), che poi si ritirerà dopo non essere stato bene nel corso della notte, mentre Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) deve fermarsi a causa di una caduta e di un conseguente problema meccanico, riuscendo però a rientrare rapidamente. Il plotone, sempre tirato dalla Visma, concede circa un minuto di margine ai battistrada, tra i quali perdono contatto Marcellusi, Tonelli e Leemreize mentre Van der Lee e Christen allungano e riescono a guadagnare fino a 30″ di margine, con il neerlandese a transitare poi per primo al GPM davanti all’elvetico.
Gli altri fuggitivi rientrano sulla coppia al comando durante la discesa successiva, formando così un gruppetto di 23 uomini che, nel corso della picchiata e del tratto di fondovalle seguente, porta a 2’30” il proprio vantaggio sul gruppo. Concluso questo tratto, la strada torna a salire verso il traguardo volante di Roisan, dove Narváez transita per primo e supera così di un punto Paul Magnier (Soudal Quick-Step) nella classifica della Maglia Ciclamino, e poi verso il GPM di Doues, dove Leknessund aumenta il ritmo e seleziona ulteriormente il drappello di testa. Oltre al norvegese, davanti restano Kulset, Van der Lee, Ciccone, López, Rubio, Hirt, De la Cruz, Donovan, Vlasov, Bouwman, Crescioli Poels e Arrieta.
Quest’ultimo segue Van der Lee quando questi accelera in vista del GPM, dove lo spagnolo passa davanti al neerlandese e poi insiste nell’azione, prendendo fino a una ventina di secondi di vantaggio sugli altri, sui quali rientrano anche Mas, Garofoli e Juul-Jensen. Il plotone, dove arriva anche un uomo Bahrain a dare una mano alla Visma nell’inseguimento, transita in vetta con un ritardo di 3’35” e con lo stesso distacco inizia la successiva salita di Lin Noir, che vede Arrieta raggiunto dagli altri attaccanti. I 17 al comando diventano rapidamente 14 quando perdono contatto Leknessund, Crescioli e Juul-Jensen, e questi uomini arrivano assieme al GPM, dove passa per primo Ciccone.
Il plotone, tirato per tutta la salita da Tim Rex (Visma | Lease a Bike) e nel quale Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) staziona stabilmente nelle ultime posizioni, giunge in cima con distacco di 3’20” e prosegue la rimonta anche lungo la successiva ascesa di Verrogne, con Bart Lemmen (Visma | Lease a Bike) ad aumentare ancora un po’ il ritmo e a portare il gap sotto i tre minuti. L’andatura imposta dal neerlandese crea ulteriore selezione, tanto che in gruppo restano una quarantina di corridori, fa scivolare nelle ultime posizioni anche la Maglia Rosa Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) e fa scendere a 2’35” il ritardo dai battistrada, rimasti in 13 dopo che Van der Lee ha perso contatto.
La lunga discesa e il tratto di fondovalle seguenti non modificano più di tanto la situazione, anche se il gruppo rosicchia ancora una ventina di secondi agli attaccanti, che iniziano l’ascesa finale di Pila con un vantaggio di 2’15”. Donovan e López si sacrificano in favore dei compagni di squadra per cercare di respingere la rimonta degli inseguitori, dove una volta cominciata la salita è Victor Campenaerts (Visma | Lease a Bike) a dare un’ulteriore accelerata. Primo degli uomini di classifica a saltare è Markel Beloki (EF Education-EasyPost), undicesimo alla partenza, ma anche Pellizzari ed Eulálio paiono nuovamente in difficoltà nelle ultime posizioni del plotone, riuscendo comunque a rimanere attaccati a un gruppo ridotto a circa 20 unità e che dimezza rapidamente il distacco dai battistrada.
Davanti, intanto, iniziano gli attacchi e le scaramucce, con Ciccone e Rubio tra i più attivi nel cercare di fare la differenza. Assieme a loro, entrando negli ultimi 8000 metri, restano solo Mas, Poels e Hirt, ma il loro destino è ormai segnato perché il gruppo aumenta ancora l’andatura grazie a Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike). Il ritmo dello statunitense fa male a molti, a partire da Ben O’Connor (Team Jayco AlUla) e Damiano Caruso (Bahrain Victorious), ma presto perdono contatto anche Derek Gee-West (Lidl-Trek), Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) e la Maglia Rosa, lasciando solo dieci uomini nel gruppetto dei migliori.
Nonostante un ultimo tentativo di allungo di Ciccone, i fuggitivi vengono ripresi quando Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike) dà l’ultima accelerata, che vede Pellizzari perdere contatto, anche se il marchigiano riesce a mantenersi vicino salendo del proprio passo, e lancia l’attacco di Jonas Vingegaard, che allunga a 4500 metri dal traguardo. Nessuno riesce a seguire l’attacco del danese, con Felix Gall (Decathlon CMA CGM) che, come sul Blockhaus, sceglie di salire regolare; all’austriaco si accoda Piganzoli, mentre un po’ più distanti restano Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Thymen Arensman (Netcompany Ineos).
Su quest’ultimo rientra un Pellizzari che sembra avere una gamba migliore rispetto agli scorsi giorni, tanto che poi stacca il neerlandese e si riposta sul compagno di squadra Hindley. Entrando negli ultimi tre chilometri, Piganzoli perde invece contatto da Gall, il quale non riesce tuttavia a riavvicinarsi a Vingegaard e vede anzi il danese continuare ad aumentare il proprio margine e involarsi verso la vittoria di tappa. Il leader della Visma va così a trionfare e a prendersi anche la Maglia Rosa, mentre l’austriaco chiude con un ritardo di 49″ e riesce a resistere per 9″ alla rimonta di Hindley, che assieme a Pellizzari era andato a riprendere Piganzoli.
Risultato e Classifiche Tappa 14 Giro d’Italia 2026
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