Amstel Gold Race 2026, Remco Evenepoel regola Mattias Skjelmose allo sprint e nega il bis al danese! 10° Marco Frigo

Remco Evenepoel conferma i pronostici e trionfa all’Amstel Gold Race 2026. Il belga della Red Bull-Bora-hansgrohe ha conquistato per la prima volta in carriera la classica della birra battendo nettamente in uno sprint a due il campione uscente Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), che sfiora così il bis consecutivo. I due erano rimasti da soli al comando a 22 chilometri dal traguardo dopo aver staccato Romain Grégoire (Groupama-FDJ United), primo ad accendere le micce tra i big ai -43 dalla conclusione. Il francese è stato poi raggiunto da un drappello di inseguitori che ha chiuso con un ritardo di 1’59” ed è stato regolato da Benoît Cosnefroy (UAE Team Emirates XRG), che completa il podio di giornata proprio davanti al connazionale.

Di questo gruppetto di otto uomini faceva parte anche Marco Frigo (NSN Cycling Team), andato in fuga sin dai primi chilometri e ultimo degli attaccanti a venir ripreso. Il 26enne, autore di una splendida gara, è poi riuscito a restare con gli inseguitori della coppia al comando nonostante i tanti chilometri trascorsi all’attacco e nel finale ha anche provato ad anticipare la volata per la terza piazza, finendo però per chiudere con un comunque bel decimo posto.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

La corsa parte a scatti che rimescolano la situazione nei primi 10 chilometri, finché non si forma la fuga di giornata in vista del primo dei 33 muri in programma. A riuscire ad avvantaggiarsi sono dunque Huub Artz (Lotto Intermarché), Filip Maciejuk (Movistar), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Warren Barguil (Team Picnic PostNL), Xabier Mikel Azparren (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Joseba López (Caja Rural-Seguros RGA), Siebe Deweirdt (Team Flanders-Baloise), Valentin Retailleau (TotalEnergies) e Abram Stockman (Unibet Rose Rockets), che rapidamente guadagnano due minuti rispetto a un gruppo che a quel punto si prende un momento di tregua. Il distacco massimo arriva così al termine della prima ora di gara, durante la quale i battistrada percorrono 47,5 chilometri, guadagnando un margine di 4’45”.

In quel momento si porta tuttavia in testa la Red Bull-Bora-hansgrohe, supportata successivamente anche dalla Visma | Lease a Bike, che comincia a tenere sotto controllo la corsa, mantenendo i battistrada attorno ai quattro minuti di vantaggio. Dopo il passaggio al cartello che indica cento chilometri percorsi, con le salite che aumentano di frequenza e il meteo che sembra iniziare a peggiorare, in gruppo si nota un po’ di tensione, che porta il vantaggio a scendere a 3’25”, prima di un nuovo rallentamento che permette ai battistrada di tornare a 4’25” di vantaggio e poi a 4’40” dopo il breve sconfinamento in Belgio.

Con la pioggia che inizia a cadere sulla corsa e con anche la Decathlon CMA CGM a collaborare nell’inseguimento, il plotone torna a guadagnare qualcosa nei confronti degli attaccanti, ma è soprattutto la Red Bull a imprimere una forte accelerazione al gruppo, che ai -100 dalla conclusione si avvicina a 1’50”. Il primo passaggio sul Cauberg vede Maciejuk, López, Deweirdt e Stockman perdere contatto dalla testa della corsa e Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team) e Tim Wellens (UAE Team Emirates XRG) andare in difficoltà nel plotone, con il secondo che riesce poi a riaccodarsi, mentre il primo si ritira al transito sul traguardo, dove il ritardo del gruppo è di 1’10”.

Sulla successiva salita di Geulhemmerberg anche Barguil e Retailleau non riescono più a seguire il ritmo di Frigo, Artz e Azparren, che restano quindi al comando con sempre poco più di un minuto di vantaggio sugli inseguitori. A 68 chilometri dall’arrivo allunga dal gruppo Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step), mentre poco dopo Azparren perde contatto dalla testa della corsa, venendo presto raggiunto e saltato dal neerlandese, avvicinatosi a 45″ dai due fuggitivi superstiti. In seguito, però, Reinderink rimbalza indietro e viene riassorbito ai -50 dal traguardo dal plotone, che dopo aver rallentato e aver nuovamente concesso fino a 1’45” agli attaccanti, accelera in vista del secondo passaggio sul Gulperberg.

Qui Frigo distanzia Artz e resta da solo al comando, mentre il gruppo si porta a 50″, anche se è sul successivo Kruisberg che la corsa si accende grazie all’attacco di Romain Grégoire (Groupama-FDJ United). Sul francese si riportano Remco Evenepoel (Red Bull- Bora-hansgrohe), Matteo Jorgenson (Visma | Lease A Bike), Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Kévin Vauquelin (Ineos Grenadiers) e Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies) e questo drappello va rapidamente a riprendere Artz, avvicinandosi a 35″ dal solitario battistrada. Poco dopo, però, Vauquelin scivola in una curva e tira giù anche Jorgenson e Artz; il francese riesce a ripartire velocemente, non così lo statunitense, piuttosto dolorante e costretto al ritiro.

La caduta rallenta anche Burgaudeau e davanti restano così solo Evenepoel, Skjelmose e Grégoire, che in vista del Fromberg, salita numero 28 di giornata, vanno a riprendere Frigo, con ancora 36 chilometri da percorrere. Alle loro spalle, con 25″ di ritardo, viaggiano Søren Kragh Andersen e Albert Withen Philipsen (Lidl-Trek), Benoît Cosnefroy (UAE Team Emirates XRG), Senna Remijn ed Emiel Verstrynge (Alpecin-Premier Tech), Pello Bilbao (Bahrain Victorious), Alex Baudin (EF Education-Easypost), Ewen Costiou (Groupama-FDJ United), Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step), Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) e Ion Izagirre (Cofidis), mentre ciò che resta del gruppo si trova ancor più dietro, con un ritardo ormai di quasi un minuto.

Sul successivo strappo di Keutenberg Frigo perde contatto e viene poi ripreso dagli inseguitori, rimasti in cinque: trattasi di Withen Philipsen, Cosnefroy, Baudin, Costiou e Vansevenant, ai quali riescono in seguito a riaccodarsi anche Remijn, Varstrynge e Schmid. Questi nove iniziano per la seconda volta il Cauberg con 30″ di ritardo dal terzetto di testa, dove Grégoire va in difficoltà in salita e perde contatto da Evenepoel e Skjelmose, scollinando con 7″ di ritardo. Il belga e il danese transitano quindi per la seconda volta sul traguardo e iniziano il giro finale con 12″ di vantaggio sul francese e 50″ sugli altri inseguitori, tra i quali non è più presente Remijn.

Chilometro dopo chilometro, Grégoire e il drappello di otto perdono sempre più terreno nei confronti due battistrada, dove è soprattutto Evenepoel a fare il grosso del lavoro, anche se comunque Skjelmose non fa mancare i cambi, in particolare una volta superato il Bemelerberg, penultima asperità di giornata. Qui Grégoire viene raggiunto dagli inseguitori, tra i quali perde contatto Baudin, ma si fatica a imbastire un inseguimento efficace e si procede soprattutto a scatti, con Frigo, Verstrynge e Costiou a tentare senza successo di allungare in momenti diversi per staccare gli altri.

Davanti, invece, si procede di comune accordo e il vantaggio sale così sopra il minuto e mezzo, margine con il quale la coppia al comando approccia per la terza e ultima volta il Cauberg. Nessuno dei due prova a fare la differenza in salita e si arriva così assieme sul rettilineo finale, con Evenepoel a costringere Skjelmose a iniziare la volata dalla prima posizione; lo sprint, che lo scorso anno aveva regalato una splendida vittoria al danese, questa volta vede il belga prevalere nettamente e andare così a trionfare dopo il terzo posto del 2025. Quasi due minuti più tardi arrivano gli inseguitori, con Cosnefroy a regolare tutti quanti dopo che Frigo aveva provato a partir lungo per anticipare, finendo però risucchiato e concludendo decimo.

Risultato Amstel Gold Race 2026

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