Presentazione Squadre 2026: Lidl-Trek – Ayuso, Milan, Pedersen, Skjelmose e pure Gee per provare l’assalto al primo posto mondiale
La Lidl-Trek puntava a risultati importanti e li ha ottenuti. Adesso l’obiettivo è progredire ancora di più. Il 2025 infatti è stato caratterizzato da una serie di vittorie e piazzamenti di assoluto rilievo, che hanno ancor più consolidato il ruolo della squadra ai vertici del WorldTour. La formazione, non più statunitense ma tedesca – dopo che lo sponsor Lidl ha rilevato da Trek la maggioranza delle quote dell’entità sportiva, determinando il cambio di bandiera – guarda ora al 2026 con l’obiettivo di compiere un ulteriore passo in avanti. Sul fronte Classiche e volate, il gruppo diretto da Luca Guercilena può contare su certezze assolute, su corridori che stanno crescendo molto bene, su rinforzi “pesantissimi” arrivati dal CicloMercato (e attenzione perché un altro di questi potrebbe arrivare dal Canada nei prossimi giorni…) e su alcuni giovani di sicure qualità.
Gli uomini più attesi
Inutile nascondersi, Juan Ayuso arriva nella formazione con licenza tedesca con un’attenzione mediatica particolarmente importante. Lo spagnolo è stato protagonista di un trasferimento di mercato tanto inatteso quanto discusso, quando all’improvviso ha scelto di lasciare la UAE Team Emirates XRG per sposare un altro progetto. Dopo aver sgomitato nella formazione emiratina per avere i suoi spazi, il classe 2002 potrà finalmente essere il leader sulle tre settimane e in buona parte delle corse da una settimana. L’obiettivo, chiaramente, è salire su quel podio di un Grand Tour che gli manca dal 2022, quando fu terzo nella prima Vuelta a España della sua carriera. Il suo calendario è incentrato sul Tour de France ma gli dovrebbe permettere di cercare conferme anche prima, tra Parigi-Nizza, Giro dei Paesi Baschi e Classiche delle Ardenne. Insomma, il terreno per placare la fame di dimostrare il suo valore non mancherà al 23enne, che si presenta con un palmarès personale di tutto rispetto dopo la classifica generale della Tirreno-Adriatico, le due tappe alla Vuelta e quella al Giro d’Italia conquistati nel 2025.
Insieme a lui, il riferimento nelle gare più dure sarà Mattias Skjelmose, che non a caso ha storto il naso in maniera neanche troppo velata quando ha saputo dell’arrivo dello spagnolo. Forte dell’Amstel Gold Race 2025 vinta davanti a Pogacar, il danese si vuole proiettare in una nuova dimensione soprattutto nelle classiche più dure, senza comunque tralasciare le corse di una settimana, che gli hanno già regalato diverse soddisfazioni. Parigi-Nizza, Paesi Baschi, Ardenne e Tour: sì, il calendario è simile a quello di Ayuso e per questo trovare la giusta convivenza con il nuovo arrivato sarà fondamentale per puntare al bersaglio grosso. Al classe 2000, comunque, non mancano né la personalità né il talento per essere un leader anche là dove c’è un altro grande interprete.
A completare un comparto ricchissimo di corridori adatti ai Grand Tour c’è poi il colpo last minute Derek Gee, arrivato soltanto il 6 gennaio dopo aver risolto il contratto con la Israel – Premier Tech (oggi NSN Cycling). Il canadese ha mostrato la sua solidità nelle corse a tappe chiudendo in quarta posizione il Giro d’Italia 2025 ed è lecito aspettarsi che sia lui il capitano per la corsa rosa, dato che gli altri due pezzi grossi punteranno con decisione sul Tour de France. Cambiare casacca all’ultimo momento crea sempre qualche difficoltà quando si tratta di impostare una stagione nel migliore dei modi, ma il classe ’97 ha le qualità giuste per adattarsi in fretta. Nell’anno del mondiale canadese, poi, le motivazioni non mancano.
Il nome più rappresentativo della squadra, probabilmente, rimane però Mads Pedersen. Il campione del mondo 2019 sembrava aver lanciato la sua carriera con il successo iridato (un po’ a sorpresa) di Harrogate, e da quel momento in effetti sono arrivati numerosi successi su tanti terreni. Tanti, ma non tutti: nella bacheca del danese manca ancora una Classica Monumento, che negli anni ha sfiorato più volte raccogliendo 5 podi e 11 top ten. La concorrenza, lo sappiamo, è davvero agguerrita, nell’epoca di due fenomeni assoluti come Pogacar e Van der Poel, ma il classe ’95 ha bisogno di inventarsi qualcosa per fare quel passo in più. Intanto, comunque, con 60 vittorie in carriera, di cui 5 al Giro, 4 alla Vuelta e 2 al Tour, resta uno dei più vincenti in gruppo.
La squadra è zeppa di stelle e un’altra di queste ha il volto di Jonathan Milan. Il friulano è uno dei velocisti più forti dell’intero panorama mondiale e ha tutta l’intenzione di continuare a macinare vittorie. Nel suo programma c’è soprattutto il Giro d’Italia, ma ci sono anche alcune corse di un giorno della parte primaverile della stagione. In questo ambito, i margini di ambizione dell’iridato dell’inseguimento su pista sono ancora tutti da decifrare, ma, indubbiamente, le qualità per provare a fare qualcosa di grandioso ci sono. Rimanendo nel campo degli italiani, c’è anche Giulio Ciccone nella lista dei corridori che possono puntare a qualche successo di enorme spessore: l’abruzzese arriva da quella che, numeri alla mano, è stata la miglior stagione della carriera e avrà probabilmente compiti di squadra a lui più graditi, visti i cambiamenti che ci sono stati nell’organico. Per lui, le sfide più importanti riguardano le tappe dei Grandi Giri e quelle due Monumento, la Liegi e il Lombardia, che lo hanno già visto grande protagonista oltre che da podio, nel recente passato.
Nella batteria dei (tanti) corridori che possono puntare a successi pesanti c’è anche Thibau Nys, la cui progressione, iniziata già da qualche stagione, ha subìto un leggero rallentamento nel 2025, ma che rimane una potenziale stella, soprattutto su traguardi di un giorno. Tanta attenzione meriterà Quinn Simmons, che nella stagione passata si è invece lasciato alle spalle un periodo di difficoltà e che è ormai, a tutti gli effetti, un corridore di primissimo piano, soprattutto in scenari tattici caotici o almeno difficilmente inquadrabili. I suoi attacchi da lontano sono ormai proverbiali e il fatto che qualcuno di questi possa andare a buon fine non sembra per nulla improbabile. E attenzione anche a Toms Skujiņš, che con gli anni è diventato un notevole specialista delle corse di un giorno (anche se i risultati migliori sono arrivati con la maglia della sua Nazionale): il lettone ha fondo, regolarità, grinta e potrà rappresentare, come già avvenuto in passato, una carta importante nel mazzo delle strategie di squadra.
Il reparto Classiche avrà a disposizione anche un Mathias Vacek sempre più convincente. Il ceco ha già dimostrato di potersi sdoppiare fra il compito di sostegno ai capitani (Pedersen in particolare) ed eventuali giornate di libera uscita, in cui le sue capacità di finalizzatore veloce potranno risultare molto importanti. Nel pacchetto degli specialisti del settore, che saranno preziosi anche quando ci sarà da preparare le volate, ci sono anche l’esperto Edward Theuns e due nuovi arrivi di CicloMercato, il tedesco Max Walscheid e il danese Matthias Norsgaard, entrambi reduci da stagioni non entusiasmanti e pronti a gettarsi nella mischia quando ci sarà da spendersi per i compagni nella caccia alle Classiche e ai successi di giornata. In tema di lavoro prezioso, un ruolo di primissimo piano lo avrà ancora Simone Consonni, ormai “lepre” collaudata per Milan e, in generale, uomo che rappresenta una garanzia nei momenti più caldi che precedono una volata di gruppo.
Un “doppio lavoro” potrebbe invece attendere Søren Kragh Andersen e Andrea Bagioli. Il danese arriva da un’annata molto altalenante, mentre il lombardo è parso in crescita rispetto al recente passato: per entrambi potrebbero esserci, nell’economia di una squadra che vuole vincere tanto, diverse occasioni da sfruttare nelle pieghe del calendario, senza dimenticare che l’italiano, non più in là di due anni fa, chiudeva secondo un Lombardia. Compiti da finalizzatore, su percorsi più filanti, li avrà il tedesco Tim Torn Teutenberg, che è ancora molto giovane, ma che ha già vissuto parecchie esperienze sulle strade dei “grandi”.
Un altro reparto molto ben fornito è quello dei corridori che possono dedicarsi alle classifiche generali e, allargando il campo d’azione, alle gare più esigenti dal punto di vista altimetrico. C’è Tao Geoghegan Hart, che in passato ha addirittura vinto un Giro d’Italia e che da lì in poi ha dovuto fare i conti con una lunga serie di incidenti e di problemi fisici. Sull’inglese poggiano ancora speranze importanti, così come sul tedesco Lennard Kämna, altro atleta che ha dovuto superare un incidente gravissimo e che nel 2025 ha lanciato segnali incoraggianti in chiave recupero completo. Da vedere poi cosa potrà fare Bauke Mollema, alle porte di quella che dovrebbe essere la sua ultima stagione in gruppo, e bisognerà anche capire se Matteo Sobrero avrà qualche possibilità individuale a disposizione, all’interno di una annata che lo vedrà presumibilmente spesso a disposizione dei compagni.
Sul piano dei corridori da “salita”, lo spagnolo Carlos Verona rimane un cardine dello schieramento della formazione tedesca e sarà probabilmente rinfrancato dalle belle cose fatte vedere nel 2025. Qualcosa in più, rispetto al recente passato, ci si aspetta invece dal neerlandese Sam Oomen e dall’austriaco Patrick Konrad, mentre il francese Julien Bernard rappresenterà principalmente, come da sua tradizione, un levriero da sguinzagliare negli attacchi delle prime ore.
Infine, completamente dediti al lavoro definibile “di fatica”, su terreni e in contesti variabili, saranno il belga Otto Vergaerde, l’eritreo Amanuel Ghebreigzabhier e l’italiano Jacopo Mosca, che sono ormai delle figure molto ricorrenti in testa al gruppo, quando c’è da fare il ritmo e da tenere a bada gli attacchi in corso di svolgimento.
Le giovani promesse
Nominalmente l’unico neoprofessionista è Jakob Söderqvist, che però ha alle spalle già una certa esperienza, visto che nel 2025, anno in cui era un membro della formazione di sviluppo, è stato più volte schierato all’interno della “prima squadra”. In tante di queste occasioni, peraltro, lo svedese ha fatto vedere di essere un corridore già maturo, tanto da riportare anche una vittoria, nella cronometro del Giro di Danimarca. Proprio la cronometro sembra essere un terreno di caccia molto propizio, visto che lo scandinavo è anche il campione mondiale U23 di specialità; per lui, però, ci saranno spazi importanti anche nelle Classiche del Nord e in alcune brevi corse a tappe, dove le sue capacità di passista veloce potranno essere molto fruttuose.
Albert Withen Philipsen è invece pronto per la sua seconda annata da pro’, anche se ha solo 19 anni. Il danese è stato usato con moderazione durante la passata stagione e l’approccio ha dato i suoi frutti, soprattutto nel finale d’anno, quando sono arrivati i podi in due corse di altissimo profilo come la Tre Valli Varesine e la Parigi-Tours. Il ragazzo è efficace sugli strappi, tiene sulle salite più lunghe ed ha qualità eccellenti sui percorsi misti e tecnici, che lo rendono efficace anche nelle brevi corse a tappe. Detto che non si sa ancora bene dove possa arrivare (normale, vista l’età), il talento che si intravede è di notevolissimo spessore: non ci sarà da sorprendersi se porterà a casa qualche vittoria pesante ancor prima del prossimo settembre, quando compirà vent’anni.
Organico Lidl – Trek 2026
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| Staff | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Potenziale Lidl - Trek 2026
Volate - 9.2
Montagne - 8.2
Colline - 8.9
Pavè - 8
8.6
L'obiettivo è dichiarato, ormai da tempo: prendersi il primo posto nella classifica a squadre UCI. Per farlo serve continuare a vincere, come avvenuto nelle scorse stagioni, in termini numerici, ma anche aggiungere qualità e peso a quelle vittorie. L'organico sembra pronto quantomeno per provarci, soprattutto perché l'arrivo di Juan Ayuso dovrebbe aver coperto quel ruolo, quello di capitano per i Grandi Giri, che nessuno dei corridori già in squadra sembrava accettare di buon grado. Campioni affermati, corridori di grande prospettiva e anche un paio di giovani che possono svoltare, in positivo, da un momento all'altro: che sia l'anno buono per quel primo posto?
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