Giro d’Italia 2026, Paul Magnier: “Difficile capire le tattiche della Movistar, magari lo fanno solo per lo spettacolo”

Occasione mancata per Paul Magnier che non ha potuto giocarsi la vittoria in volata nella dodicesima tappa del Giro d’Italia 2026. Il portacolori della Soudal Quick-Step ha dovuto cedere, insieme ad altri velocisti, al ritmo imposto da alcune squadre sulle salite della tappa di Novi Ligure, vinta da un imponente Alec Segaert (Bahrain Victorious), capace di centrare un successo pesantissimo con un colpo da finisseur. La tappa, sulla carta, sembrava adatta ai velocisti e lo scenario più atteso era quello di uno sprint. Tuttavia, come spesso accade, le dinamiche di corsa hanno cambiato il finale. Magnier ha mostrato rammarico per l’occasione mancata, rimandando comunque l’appuntamento con il tentativo di vittoria alla tappa di Milano.

“A dire il vero, è difficile capire la tattica della Movistar. Penso che abbiano un corridore veloce, ma non so se lo facciano per lo spettacolo o se sia davvero per cercare di vincere la tappa; alla fine lasciano indietro i velocisti, ma non vincono la tappa”, ha dichiarato Magnier ai giornalisti presenti, tra cui i nostri, alla fine della tappa numero dodici. Attualmente il francese della Soudal Quick-Step veste la Maglia Ciclamino, al comando della classifica con 130 punti davanti a Narváez, non troppo lontano con 119 punti. A riguardo, il classe 2004 ha aggiunto: “In realtà sono rimasto sorpreso di riuscire a tenere la maglia all’arrivo. Sono contento di mantenerla anche se sono deluso per non esserci riuscito oggi, ma la prossima occasione è a Milano e penso che sarà molto più pianeggiante, quindi si adatterà molto meglio a me.

Il velocista 22enne si è trovato a dover cedere sui GPM di giornata all’andatura imposta da alcune squadre, tra cui la Movistar, come da lui stesso evidenziato, e, insieme ad altri velocisti, non ha potuto giocarsi la vittoria finale. “Ero già al limite nella prima salita, poi ero leggermente rimasto indietro ma la Movistar ha imposto un ritmo pazzesco. Penso che stessero anche inseguendo un po’ la moto, ma fa parte del gioco. E alla fine, sull’ultima salita, non sono mai davvero riuscito a recuperare. Ero davvero al limite e poi ho provato a dare il massimo in discesa, ma era troppo tardi”, ha concluso Magnier.

 

 

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