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Giro d’Italia 2021, il CPA sottolinea come accorciare la 16ª tappa sia stato “emblema del ciclismo sicuro”

Il CPA celebra l’accorciamento della tappa regina del Giro d’Italia 2021. Viste le previsioni meteo che sin dalla sera prima apparivano preoccupanti, la Associazione Ciclisti Professionisti si era da subito attivata per consultarsi con i rappresentanti delle squadre e con i propri membri per chiedere delle misure volte alla sicurezza dei propri associati. In prima linea per concordare con gli organizzazioni una soluzione che potesse garantire spettacolo e incolumità del gruppo, si è dunque arrivati a quello che Mauro Vegni ha definito un compromesso, tagliando “due discese che con pioggia e freddo ad alta quota avrebbero fatto rischiare ai corridori ipotermia e di non essere in grado di guidare le loro bici in sicurezza”, ma garantendo l’arrivo a Cortina d’Ampezzo.

Una scelta preventiva, che con il senno di poi forse non sarebbe stata necessaria, ma che sul momento era apparsa nel complesso l’unica soluzione per garantire una tappa vera, senza rischi di cancellazioni, annullamenti o sospensioni di vario genere che sarebbero potute incorrere tanto in salita quanto in discesa se le condizioni fossero peggiorate.

“La tappa regina era fantastica sulla carta, ma come abbiamo visto dalle poche immagini tv che siamo riusciti ad ammirare, le condizioni meteorologiche oggi erano al limite – ha commentato Cristian Salvato, presidente dell’assocorridori italiana e delegato del CPA alla Corsa Rosa – Lavorando con RCS Sport, il CPA ha fatto in modo che le voci degli atleti potessero essere ascoltate e che la corsa arrivasse al traguardo senza correre rischi esagerati. Ci siamo consultati con tutti i rappresentanti dei corridori e la maggioranza ha richiesto un cambiamento del percorso. Ci scusiamo per i tifosi che ci aspettavano su Fedaia e Pordoi, che se vanno in bicicletta sanno bene cosa avrebbe voluto dire affrontare lunghe discese bagnati e congelati a quella altitudine. Gli atleti hanno onorato la corsa e dato spettacolo. Dal primo chilometro passando per il Passo Giau e la discesa che portava al traguardo è stata corsa vera”.

Il CPA si batte per la sicurezza dei corridori, come dimostra il suo impegno per una miglioria dei regolamenti e delle barriere. Un delegato CPA partecipa ad ogni gara World Tour per fare da tramite tra i corridori e gli organizzatori e garantire che la voce dei primi sia ascoltata senza farli esporre singolarmente. Oggi al Giro è prevalso il buon senso e la collaborazione tra le parti coinvolte nel mondo del ciclismo.

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