Giro d’Italia 2018, Mohoric: “Betancur non ha collaborato nel finale. Occasione persa”

Arrivo complicato fa rima con Matej Mohoric al Giro d’Italia 2018. La dodicesima tappa della Corsa Rosa, con arrivo a Imola, conferma l’ottimo stato di forma del corridore sloveno, nuovamente all’attacco, ripreso solo in dirittura d’arrivo. Il corridore della Bahrain – Merida si è reso nuovamente protagonista di una grande azione nel finale, come successo martedì lungo l’arrivo di Gualdo Tadino. Il campionario esposto è stato pressapoco identico: scatto sullo strappo e discesa da funambolo, peccato per lui che diverso sia stato l’esito della sua azione, spentasi lungo il rettilineo finale con lo scatto fulmineo del vincitore di giornata Sam Bennett (Bora-Hansgrohe).

L’azione serarebbe secondo lui potuta concludersi in maniera vincente se lungo la discesa conclusiva l’ex iridato tra juniores e U23 avesse trovato un atleta diverso da Carlos Betancur (Movistar), rimasto sulla sua ruota lungo la discesa bagnata al contrario di Diego Ulissi (UAE – Team Emirates), che era stato il primo a partire.

“È stata una tappa difficile a causa della pioggia e delle strade affrontate – commenta dopo la corsa – Sull’ultima salita siamo andati davvero forte, hanno iniziato ad attaccare e ho seguito i movimenti. Dopo la discesa mi sono ritrovato in testa con Betancur, ma non ha assolutamente voluto collaborare con me. Sapendo che ha un buon spunto in volata e avendo io vinto la tappa due giorni fa, non gli ho certo tirato la volata. Quindi ho capito che sarebbe stata dura spingere di più e il gruppo ci ha ripresi”.

Comprensibile l’amarezza per aver visto sfumare la possibilità di aggiudicarsi la seconda tappa in tre giorni, ma rimane comunque la consolidata certezza che negli arrivi complicati e resi ancor più tali dal maltempo Mohoric sia assolutamente uno dei migliori del gruppo. Scatto, passo e abilità in discesa ne fanno sempre più una realtà, preziosa anche nel supportare i compagni, come nel caso di Domenico Pozzovivo ieri, aiutato a rientrare dopo il frazionamento del gruppo, e non più un giovane di belle speranze.

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