Volta a la Comunitat Valenciana 2026, Iván Romeo non ha gradito la crono neutralizzata: “Una cosa senza senso, non devono essere i corridori a decidere”

Iván Romeo non ha per nulla gradito lo scenario che si è venuto a creare nella seconda tappa della Volta a la Comunitat Valenciana 2026. La cronometro individuale che era in programma si è infatti disputata, ma con alcuni cambiamenti regolamentari decisi nell’immediata vigilia della prima partenza: a causa del vento, infatti, i corridori non hanno utilizzato l’attrezzatura specifica per le prove contro il tempo e l’esito della cronometro non è stato conteggiato ai fini della classifica generale. Scelta, quest’ultima, per nulla condivisa dal corridore della Movistar.

“Sono partito senza troppa motivazione, dopo tutto quello che è successo – le sue parole subito dopo l’arrivo, raccolte dai nostri inviati – Era difficile concentrarsi, dato che fino a due ore prima della gare eravamo lì a consultare una chat per capire cosa avremmo dovuto fare. Non è la situazione ideale. E non sono neanche contento di quello che alla fine è stato deciso. Io penso che le condizioni non fossero ideali, ma che si potesse comunque gareggiare”.

Lo spagnolo aggiunge: “Alla fine siamo andati comunque a 50 all’ora in questa prova e non capisco perché i tempi non dovessero contare per la generale. Per me non ha senso. Se non dobbiamo prendere rischi, allora non corriamo proprio. Non posso saperlo per cento, ma penso che il 60-70 per cento dei corridori sia comunque andato vicino al massimo. Quindi, questa situazione proprio non la capisco. Credo ci debba essere un protocollo fissato e che non si debba stare a decidere cosa fare quando mancano 20 minuti all’inizio della corsa“.
Romeo puntualizza: “Io ero d’accordo sul fatto di non usare le bici da crono e i materiali aerodinamici, era una cosa impossibile. Però, fra noi corridori c’era la metà che diceva questa cosa dei tempi non validi per la generale e alla fine si è deciso così. Ma io non credo che spetti ai corridori decidere. Penso ci debbano essere delle regole chiare oppure qualcuno fuori dal gruppo che decide cosa si deve fare e cosa no. Fare come abbiamo fatto oggi non ha senso”.
Il giovane spagnolo conclude: “Non so a chi debba toccare il ruolo di decisore in queste situazioni, probabilmente è una cosa di cui dovremmo parlare fra noi. La mia crono? Difficile concentrarsi, quando mi hanno detto che avevo un buon tempo all’intermedio ho pensato che fosse impossibile. Ho avuto brutte sensazioni. Non so, forse è stata la giornata strana. Adesso vediamo di dimenticarla e di guardare avanti”.

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