Arctic Race of Norway 2022, Victor Lafay: “Siamo venuti qui per vincere. Dopo il ritiro dal Tour non ho respirato bene per tre settimane”

Colpo doppio per Victor Lafay all’Arctic Race of Norway 2022. Il corridore della Cofidis, infatti, è riuscito a fare il vuoto nell’ascesa finale della terza tappa della corsa norvegese e si è preso anche la maglia di leader, che fino al traguardo di oggi è stata sulle spalle del compagno Axel Zingle. Un risultato importante per il francese, che dopo il ritiro dal Tour de France aveva passato un periodo difficile in cui aveva avuto difficoltà persino ad allenarsi. Il transalpino si rilancia dunque con il successo odierno e non nasconde di voler puntare ora anche al successo nella generale.

“Mi fanno male le gambe! – ha ammesso dopo il traguardo – È stato difficile vincere qui. Sapevo di dover attaccare sulla parte più dura della salita. Axel Zingle mi aveva detto di giocarmi le mie carte perché lui non si sentiva al meglio. Ho accelerato quando mancavano più di 2 km e la strada per arrivare al traguardo mi è sembrata lunghissima. Ho visto che avevo un buon margine sui miei inseguitori e siccome la pendenza era alta, non stavamo pedalando molto forte. Ho deciso che non potevo fermarmi ad aspettare e quindi ho insistito. La salita era dura e penso che i miei avversari dietro pensassero lo stesso. Alla fine, prometteva bene per me”

Il classe  ’96 ha spiegato poi come hanno deciso di gestire la tappa all’interno del team, visto che ieri Zingle aveva dichiarato di voler provare a difendere la maglia:“Avevamo varie carte da giocarci. La migliore era Axel, dato che era già in testa e credevamo potesse reggere sulla salita finale, ma il ritmo era davvero alto negli ultimi chilometri e gli ha presentato il conto. Fortunatamente, ha tagliato il traguardo vicino ai migliori, quindi non è lontanissimo in classifica. Spero che se dovessi perdere la maglia, sarà lui a prenderla. Siamo venuti qui per vincere questa corsa e siamo in buona posizione per riuscirci. Faremo del nostro meglio. Ho dovuto lasciare il Tour perché non stavo bene e per tre settimane ho faticato a tornare ad allenarmi perché non respiravo bene. Oggi sono tornato ed è molto bello”.

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