Movistar, Ruben Guerreiro incredulo dopo le voci di problemi con l’anti-doping: “Ho controllato il calendario, pensavo fosse un pesce d’aprile”

Ruben Guerreiro è uno dei corridori rimasti senza squadra nel periodo di CicloMercato compreso fra la fine della stagione 2025 e l’inizio della 2026, ormai alle porte. Il portoghese non è stato confermato dalla Movistar, dopo un legame durato tre anni, e, almeno per il momento, non ha una sistemazione per poter proseguire la sua carriera professionistica. Guerreiro, cinque vittorie e anche la Maglia Azzurra del Giro d’Italia 2020 portate a casa dal 2017 a oggi, non ha comunque intenzione di mettere una pietra sopra al suo percorso agonistico, Il lusitano è alle prese con un problema fisico di difficile risoluzione, ma è determinato nel risolverlo.

“Non sono uno a cui piace molto parlare – le dichiarazioni di Guerreiro raccolte da TopCycling – E preferisco farlo una volta sola. Posso dire che ho ancora acceso il mio spirito competitivo e ho il desiderio di metterlo in mostra, come ho sempre cercato di fare. In questo periodo sto affrontando un’ernia cervicale che mi trascino dal 2024 e che non è mai stata pienamente curata. Così, non ho firmato con nessuna squadra, perché in questo momento non sono pronto per gareggiare. Ma sto lavorando sul mio recupero”.

Quindi, non ci sono ventilati problemi con l’anti-doping, come invece sostenuto da una voce “uscita” da casa Movistar? “Quando ho letto quella cosa, sono andato a controllare il calendario per vedere se non fosse il primo aprile… – la risposta di Guerreiro – Non ho nessun problema pendente e non ho commesso nessuna violazione. Non ho mai ricevuto neppure una notifica per mancati controlli. È una notizia che non ha nessun fondamento. Nei miei 11 anni di carriera da professionista, sono sempre stato trasparente, leale e onesto”.

Guerreiro descrive la sua carriera come attualmente “in sospeso”: “Dal mese di novembre non ho più avuto modo di allenarami pienamente in bicicletta, perché sono concentrato sulla fisioterapia e sulla preparazione muscolare. Per questo, abbiamo smesso di avere trattative con nuove squadre. Poi, è vero che un corridore di 31 anni che ha avuto una brutta stagione o un infortunio può finire per essere messo da parte, ma ci sono anche tanti atleti trentenni che sanno ancora andar forte e che dimostrano che l’età è solo un numero. Si può fare tutto, ma serve che le persone siano determinate nel fare bene le cose, da entrambi i lati”.

Il portoghese sta lavorando al suo recupero dopo che “un’importante squadra di calcio mi ha indirizzato verso uno specialista del settore – il suo racconto – Io preferisco fare le cose con calma e passo dopo passo. Quindi, ho detto al mio agente di non cercare per me una squadra in questo periodo. L’idea che ho adesso è quella di una pausa, con il pensiero però di ritornare al ciclismo il prima possibile“.

Questo ritorno, però, sicuramente non avverrà con la maglia della Movistar: “Già nel 2024 avevo chiesto al mio rappresentante (Giuseppe Acquadro – ndr) di andar via. Non c’era la giusta comunicazione e il rapporto da allora era un semplice ‘segui il calendario e riempi i giorni’. Loro sono molto attaccati a un sistema di allenamento e io non sono mai riuscito ad abituarmici. Pagavo molto il carico e non mi sono mai adattato all’allenamento e al loro modo di vedere le cose in termini di prestazioni. Lo scorso giugno, poi, ho parlato con un’altra squadra WorldTour; la cosa non si è materializzata, ma forse è stato meglio così perché più tardi mi sono reso conto di aver bisogno di tempo per risolvere la mia situazione fisica”.

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