Doping Tecnologico, Madiot: “È necessario dotarsi di mezzi per fare i controlli”

Marc Madiot interviene nel dibattito sul doping tecnologico. Il team manager della FDJ, sempre in prima linea su temi delicati e mai restio a far valere la sua opinione, ha commentato gli ultimi sviluppi sulla regolamentazione delle pratiche di controllo su questa pratica, commentando a margine del suo intervento il caso di cronaca che è salito alla ribalta negli ultimi giorni.

Fra i professionisti è necessario dotarsi di mezzi per fare i controlli”, esordisce il direttore sportivo francese a Cycling Weekly. Il giusto scossone, secondo il cinquantottenne, può essere dato dalla persona che occupa la giusta carica: “David Lappartient si vuole impegnare per questo”, conferma Madiot sul Neopresidente dell’UCI. Il due volte vincitore della Roubaix prosegue: “È abbastanza facile regolare questo campo e mi sembra essenziale che i commissari siano adeguatamente addestrati per fare i controlli, deve diventare un lavoro effettivo”.

Madiot fa sapere la sua circa il caso di doping tecnologico verificatosi in Francia in occasione di una gara di livello amatoriale. Il caso viene condannato dal francese, il quale si dimostra al contempo stupito e sconcertato. “È patetico – esordisce senza mezzi termini – È un gioco che non vale la candela. Tutto questo per vincere tre salsicce e due pacchetti di patatine. Voleva solo essere il campione della sua strada”, concludendo il suo intervento.

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