Parigi-Roubaix U23 2026, la gioia del vincitore Davide Donati: “Era la seconda volta che correvo in un velodromo… Voglio dimostrare di essere più di un velocista”
In una domenica memorabile per il ciclismo, Davide Donati ha regalato il sorriso più ampio agli appassionati italiani vincendo la Parigi-Roubaix 2026 riservata agli Under 23. Il corridore della squadra di sviluppo della Red Bull-Bora-hansgrohe ha firmato quello che – finora – è il capolavoro del suo percorso agonistico, imponendosi nella volata ristretta che ha deciso la prova Espoirs della Classica delle Pietre. Il successo di Donati arriva a 10 anni di distanza dall’ultima vittoria in categoria di un corridore italiano: all’epoca a vincere fu Filippo Ganna…
“Ganna l’ho incontrato in aeroporto proprio prima di venire qui, perché entrambi i nostri voli erano stati cancellati – le parole di Donati riportate da DirectVelo – Abbiamo scambiato due chiacchiere e devo dire che mi ha trasmesso una grande tranquillità, anche perché secondo alcuni pronostici ero uno dei favoriti per questa corsa”.
Il 21enne (da pochi giorni) bresciano racconta la gara dal suo punto di vista: “Dopo che è andata via la fuga si sono formati un po’ di piccoli gruppi, ma alla fine ci siamo ricompattati in un gruppetto di una decina di corridori. Ho cercato di rimanere coperto e di seguire i tentativi degli altri, perché avevo due compagni di squadra che erano davanti. Poi, al Carrefour de l’Arbre ci siamo trovati tutti insieme e un mio compagno ha fatto l’andatura fino alla fine, per tenere il ritmo alto”.
Gli ultimi metri, poi, sono stati ricchi di emozioni: “So di essere veloce – le considerazioni di Donati – Ma questa era solo la mia seconda volta in un velodromo, dopo quella dell’anno scorso sempre qui. Alla fine, l’ho affrontata come una volata normale. Ero nelle prime posizioni e ho accelerato quando ho pensato fosse il momento giusto”.
Lo è stato, anche se di pochissimo, visto l’esiguo margine sul secondo, l’irlandese Seth Dunwoody: “Per un pelo, ma è andata alla perfezione. È magnifico, una vera liberazione, anche perché l’anno scorso non era andata bene. Ho capito che dovevo allenarmi un po’ sul pavé per pensare di poter vincere. Poi, c’è stata quella conversazione con Ganna che mi ha aiutato a gestire bene la situazione, soprattutto della vigilia della gara”.
Donati ha le idee chiare sul suo futuro agonistico: “Non mi piace l’appellativo di ‘velocista’. Non sono solo quello. Voglio dimostrare di molto di più e oggi ho fatto vedere di poter essere un corridore da Classiche. Ho ancora molto da imparare, ma miglioro di anno in anno. Penso di essere sulla strada giusta”.
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