UAE Team Emirates XRG, Filippo Baroncini, la caduta al Giro di Polonia e il ritorno in bici: “Un miracolo essere ancora vivo”
Filippo Baroncini ripercorre i momenti dell’incidente in Polonia, ma guarda già al futuro. Proprio dopo il successo ottenuto a giungo nella classifica generale del Baloise Belgium Tour, all’inizio di agosto, nella terza tappa del Giro di Polonia 2025, il corridore della UAE Team Emirates XRG è rimasto vittima di un terribile incidente: si è schiantato contro un muro, dopo aver perso il controllo della bici in discesa. L’impatto gli ha causato danni gravissimi, soprattutto al volto, costringendo i medici a indurlo in coma farmacologico, condizione in cui e è rimasto per diverso tempo e durante la quale è stato traferito dalla Polonia all’Italia per concludere il processo di cure e guarigione. Oggi Baroncini sta ancora lavorando per recuperare completamente la forma, non solo fisica ma anche psicologica, in vista della stagione 2026.
“Ricordo ancora ogni dettaglio dell’incidente. In un tratto di discesa pericoloso, c’era molta ghiaia in una curva. Ho perso il controllo della bici e, sfortunatamente, sono caduto proprio lì”, ha dichiarato a Sporza. Poi aggiunge un dettaglio: “Sono rimasto sdraiato per 45 minuti in un’ambulanza ferma. Incredibile, se si pensa alle condizioni in cui mi trovavo”. Le sue condizioni erano infatti molto gravi, aveva la mascella rotta, il naso fratturato ed ha persino rischiato di perdere la vista, possibilità scongiurata, a suo dire, dagli occhiali che indossava. “Indossavo occhiali da sole e questo mi ha causato la frattura del naso – ricorda il corridore italiano – Ma quegli stessi occhiali mi hanno salvato gli occhi. Bastavano pochi millimetri e sarei rimasto cieco“.
Dopo l’incidente i medici hanno deciso di indurlo in coma farmacologico e la sua famiglia lo ha raggiunto in Polonia: “Mio padre e mio fratello sono venuti in Polonia per vedermi dormire in un letto d’ospedale per giorni. In seguito ho saputo quanto sia stato difficile per loro quel periodo – racconta Baroncini – Se avessi potuto dire a mio padre prima del coma che stavo bene, l’avrei fatto. Ma non ero in grado di farlo“. Trasportato in Italia ancora in coma è stato sottoposto a un intervento chirurgico di undici ore alla mascella e al viso. “Quando mi sono svegliato dopo due settimane, mi sono reso conto che era ancora un miracolo essere vivo e poter vedere”.
Sono seguiti poi duri mesi di recupero, ma oggi il corridore romagnolo riesce finalmente a seguire gli allenamenti con la squadra: “Naturalmente soffro più degli altri perché le mie condizioni sono ancora lontane dall’essere buone. Ma so che devo essere paziente”. Il recupero non dovrà essere solo fisico, ma anche mentale, dal momento che un trauma del genere lascia segni profondi. Per questo motivo, il 25enne ha dichiarato di aver iniziato a lavorare con uno specialista: “Di recente ho iniziato a parlare con uno psicologo per poter dimenticare tutta questa esperienza. Perché se continuo a pensare a quell’incidente, non riuscirò a dare il meglio”. In tutto ciò, non gli manca la voglia di ritornare alle gare e di rincorrere i suoi obiettivi, così conclude: “Il mio grande sogno è la Milano-Sanremo”.
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