Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, Paul Seixas: “Ho fatto un errore stupido, non sono fiero di me. I guanti mi hanno salvato, ma non riuscivo a tenere il manubrio”

Giornata durissima per Paul Seixas al Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026. Il francese è stato vittima di una brutta caduta in discesa: nel tentativo di superare altri corridori all’esterno è terminato fuori dalla strada, cadendo di pancia e procurandosi diverse escoriazioni. Pur avendo perso più di quattro minuti dal gruppo principale, il giovane talento è riuscito a rientrare con l’aiuto dei compagni di squadra della Decathlon CMA CGM, in grado di scortarlo fino ai piedi del Grand Colombier. Nella scalata finale, il 19enne ha dovuto presto alzare bandiera bianca per salire con il proprio passo, chiudendo la giornata in settima posizione a 1’21” dal vincitore Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG). Intervistato ai nostri microfoni al termine della tappa, Paul Seixas ha raccontato la dinamica dell’incidente.
Cosa è successo?
Ho fatto un errore stupido. È tutta colpa mia e mi scuso con i corridori che erano attorno a me, che ho messo in pericolo. Ho cercato di superare in curva, mi sembrava che gli altri non arrivassero abbastanza veloci, ma sono arrivato troppo veloce io. Ho cercato di raddrizzare la traiettoria, ma sul bordo della strada c’era del brecciolino e la ruota ha slittato. Penso che andavamo a 70 km/h, quindi sono volato in avanti e son scivolato di pancia come su uno scivolo. penso di aver proseguito per 20-30 metri e ovviamente fa male. Sono scivolato, ma su strada asciutta, non è una bella sensazione. E adesso sono davvero esausto. Quel che mi ha salvato sono i guanti, che sono distrutti. Ma serve sempre portarli e oggi ne è la prova. Se cadi sulle mani te le rovini, ora son colpite ma molto meno.
Questo ti ha impedito di seguire gli altri nel finale?
Non riuscivo a tenere il manubrio. Quindi ho faticato perché non trovavo una posizione, mi ha fatto anche male la schiena e se non riesci a dare potenza con le braccia è decisamente complicato. Vorrei ringraziare tutti i compagni, li amo davvero. Avrebbero potuto lasciarmi lì in mezzo al nulla e me lo meritavo, non ce l’avrei avuta con loro. Ho perso quattro minuti e per me era finita in quel momento, mi son detto che potevo tornare a casa e riprendere a lavorare.
C’è una immagine che ha fatto impressione, con il sangue che ti colava sullo stomaco…
Ho delle abrasioni, niente di grave. Questa è la cosa più importante. Ma sono soprattutto le mani ad essere colpite. Sono piene di ferite e tenere il manubrio era molto dura. Mi fanno male anche le braccia. Era complicato anche in discesa, perché non potevo frenare come gli altri, anche se son comunque riuscito a riprendermi bene e non mi sono bloccato. I ragazzi oggi mi hanno esaltato perché con il lavoro che hanno fatto non potevo pensare solo a me. Ho corso davvero per loro, per la squadra e per tutti coloro che mi sostengono. Solo in piccola parte per me. Pensare che tutti si sono sacrificati per me anche se sapevano che probabilmente sarei scoppiato nel finale ti dà una motivazione enorme. Alla fine, anche se sono a tutta, ho continuato a lottare fino a non avere più niente nelle gambe perché i ragazzi si sono meritati di avere qualcuno che non molla per loro.
Sei fiero di te per come è andata alla fine della giornata, pensi che questa giornata possa esserti utile in futuro?
In qualche modo sì, sicuramente. Sono fiero dei miei compagni. Io ho fatto una stupidaggine in discesa. Non sono di certo fiero di me, ma son fiero di loro, hanno fatto un lavoro enorme. Ho perso anche 1’15”, quindi non posso essere fiero di me. Ma la squadra è stata incredibile..
Ripartirai domani?
Penso di sì. Vedremo meglio stasera, ma voglio battermi fino alla fine per la squadra.
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