Team Picnic PostNL, il team manager Spekenbrink: “Il ciclismo ha bisogno di un sistema di trasferimenti uguale a quello del calcio”

Iwan Spekenbrink riflette sul sistema dei trasferimenti nel ciclismo. Il team manager del Team Picnic PostNL ha vissuto una sessione di ciclomercato piuttosto intensa, soprattutto a causa di Oscar Onley, uno dei pezzi pregiati della squadra. Dopo il quarto posto in classifica generale al Tour de France 2025, lo scozzese ha attirato l’attenzione della Ineos Grenadiers, nonostante il suo contratto fosse in vigore fino alla fine del 2027. Dopo qualche mese di tira e molla, la corazzata britannica si è assicurata le prestazioni del classe 2002 pagando 6 milioni di euro al team: una cifra mai sborsata prima per un corridore, che potrebbe segnare una svolta nel modo di intendere il mercato dei corridori nel ciclismo.

Dal ritiro del Team Picnic PostNL a Calpe, il team manager Iwan Spekenbrink ha condiviso il suo pensiero sul trasferimento di Oscar Onley: “A livello personale, quando è successo, per tre o quattro giorni ho continuato a dire ‘M…, non è quello che volevamo’. Quando costruisci qualcosa, quando hai successo e quando c’è una connessione davvero buona, è sempre difficile. Oscar è un ragazzo onesto, dà tutto per il suo lavoro, quindi è stato bello lavorare con lui. Ma se lasci da parte questo aspetto, costruisci squadre, e se guardi a ciò che facciamo, siamo bravi a scovare buoni corridori e a farli crescere. Due anni fa, poche persone conoscevano Oscar. Sappiamo scovare talenti e ci investiamo molto. Ciò che è successo con Oscar non è il risultato di un lavoro scadente, ma di un buon lavoro. È la conferma di un lavoro”.

Inevitabilmente, la modalità di approdo alla Ineos Grenadiers può aprire un nuovo modo di fare ciclomercato, più simile a quanto avviene nel calcio: “Quando hai successo, molti corridori possono fare bene. È come nel calcio: quando fai un buon lavoro, molti atleti hanno successo e devi fare delle scelte. È quello che è successo con Oscar e abbiamo dovuto mettere in prima posizione il miglior interesse per il team. Abbiamo bisogno di un sistema di trasferimenti come nel calcio. Nel calcio puoi cambiare squadra, ma devi negoziare un costo per il tuo trasferimento. Ora vengono fatti troppi giochini nel ciclismo, specialmente dagli agenti. È il caos. Che ci piaccia o no, dobbiamo avere un sistema in cui se hai un contratto, c’è anche una clausola stabilita. Per quella clausola, non devi neanche negoziare: puoi andare. Ma se la clausola non è pagata, il corridore deve restare e rispettare il contratto”. Un sistema che, senza dubbio, aiuterebbe le squadre più piccole e creerebbe qualche difficoltà in più alle più grosse.

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