Movistar, Enric Mas: “Anno altalenante, in cui ho imparato molto. Nel 2023 punto il Tour de France”

Enric Mas vuole un 2023 che riprenda come ha concluso il 2022. Dopo tante difficoltà, l’ormai leader unico della Movistar ha vissuto un grande finale di stagione, confermando il suo secondo posto alla Vuelta a España, dimostrandosi tuttavia per la prima volta in grado anche di vincerla, per poi proseguire con una ottima forma nelle classiche autunnali del nostro paese, trionfando al Giro dell’Emilia in cui si è preso il lusso di staccare in salita Tadej Pogacar, unico poi in grado di batterlo a Il Lombardia. Prestazioni che sembrano rappresentare un ulteriore salto di qualità e fanno ben sperare per l’anno che verrà.

“Vorrei che il 2023 fosse come il finale di questa stagione – spiega al Diario de NavarraSpero che possa essere come alla Vuelta e le Classiche italiane. Non solo per le vittorie, ma anche per essere riuscito a correre senza infortuni e senza problemi, godendomi la bici. Non ho ancora parlato con Eusebio, pero normalmente punteremo tutto sul Tour de France, nel quale credo di poter fare bene. Ci sono poi alcune corse di un giorno in cui credo di poter fare bene. Ho sempre detto che Liegi-Bastogne-Liegi, Clasica San Sebastian e Lombardia mi piacciono molto, quindi perché non provare a fare qualcosa di buono anche lì”.

Autore di un finale di stagione di alto livello, in cui si è mostrato alla pari dei grandi nomi come Remco Evenepoel e Tadej Pogacar, spiega che il 2022 è stata per lui una stagione importante: “È stato un anno in cui ho imparato molto, in cui ho vissuto moltissime emozioni. Credo che l’anno fosse partito piuttosto bene, poi sono arrivate le cadute e i problemi che ne sono derivati. In seguito, fortunatamente, sono riuscito a finire bene la stagione. È stato un anno altalenante: mi sono divertito, ma non sono mancati gli alti e bassi.

Riguardo le cadute racconta i problemi psicologici che ha vissuto come conseguenza: “Quella della Tirreno è stata una caduta senza conseguenza, ma dopo essere caduto una seconda volta al Giro dei Paesi Baschi dentro di me sono iniziati alcuni interrogativi. E poi al Delfinato è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è come se si fosse rotto tutto. Mi sono reso conto che erano state cadute praticamente identiche e ho dubitato di me, se fossi caduto per mancanza di fiducia in discesa o se c’era altro. Non so come descrivere quanto successo. Ho rivisto più volte i video e non so perché sono caduto. Al Tour poi è venuto fuori tutto. Non so se fosse un mix tra tensione in discesa e per il covid, ma mi è sembrato di esplodere”.

Infine, anche un commento sul ritiro di Alejandro Valverde, con il quale ha condiviso molte corse in questi due anni, supportandosi a vicenda. “Alejandro proseguirà nelle nostra squadra, anche se ovviamente non come corridore – aggiunge . SIcuramente la sua presenza e i suoi consigli ci saranno molto utili, allo stesso come lo son stati in questi anni. Ovviamente, in corsa, ci mancherà molto perché quando c’era sapevamo che avevamo delle possibilità di vincere con lui e questo ti dà grande tranquillità. In questo ci mancherà molto, ma comunque sarà ancora con noi”.

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