Giro delle Fiandre, Alberto Bettiol ricorda la sua vittoria di 7 anni fa: “Ho fatto appena in tempo, oggi queste corse le possono vincere solo due corridori”

Alberto Bettiol è pronto per la nona partecipazione al Giro delle Fiandre. Il toscano sarà al via della Monumento fiamminga con la maglia della XDS Astana, colori con cui ha già raccolto il nono posto nell’edizione del 2025. Anni addietro, però, il corridore italiano seppe fare ancora meglio, tanto da imporsi, in perfetta solitudine, sul rettilineo finale di Oudenaarde. Alle sue spalle finirono gli atleti più importanti di quel periodo storico, oltre a quel Mathieu van der Poel che all’epoca era molto giovane e che si piazzò comunque quarto nell’ordine d’arrivo.

Di anni ne sono ormai passati sette, ma il ricordo è ancora ben vivo nella mente di Bettiol: “Sono molto, molto orgoglioso di quella vittoria del 2019 – le parole del corridore italiano in un’intervista concessa a WielerFlitsNessuno potrà mai portarmela via. Penso di aver vinto quella corsa appena in tempo. Forse, sarebbe stato ancora possibile farcela nel 2020, ma oggi è tremendamente difficile vincere il Fiandre, le altre Monumento e le corse più importanti”.

Bettiol aggiunge: “Anche nel 2019 c’erano grandi nomi, come Peter Sagan, Greg Van Avermaet, Alexander Kristoff, Tiesj Benoot, e pure altri corridori interessanti. Ma, adesso, ci sono uno, due corridori che possono vincere una corsa come il Fiandre. Io ho ancora in testa ancora tante gare in cui voglio far bene e magari vincere. È importante tenere vive le tue ambizioni ed è importante lavorare in direzione di un obiettivo. Certo, oggi è più dura vincere, ma non lo è fissare obiettivi. A me piace avere un progetto e vedere fino a che punto posso arrivare seguendolo”.

Il toscano, all’epoca in azione con i colori della Ef Education First, firmò una vera e propria impresa caratterizzata da una nota statistica quasi irreale: quella del Fiandre 2019 fu infatti la prima vittoria, in assoluto, della carriera da professionista di Bettiol: “Prima di partire sapevo che avrei potuto fare una bella gara – ricorda il corridore italiano – Mi sentivo bene in quel periodo e avevo grandi motivazioni. Ma per me era già una gran corsa essere davanti quando c’erano le riprese televisive. Attaccare sul Vecchio Kwaremont è stato un sogno e, comunque, in quel momento, pensavo ancora di portar via un gruppetto e di lottare per il podio. Alla vittoria ho creduto solo sulla linea d’arrivo”.

Bettiol ora ha 32 anni. Si può già fare un bilancio di carriera? “Non so se ho ottenuto il massimo che potevo ottenere finora – le sue parole – Ma immagino che questo sia il mio livello. Nessuno è perfetto. E comunque, alla fine della carriera, potrò dire di aver vinto la gara più importante al mondo, di essere stato campione d’Italia e di aver vinto una tappa della mia corsa preferita, il Giro d’Italia. Ne sono orgoglioso. Poi, ho fatto due Giochi olimpici e parecchi Mondiali. Sono tutte cose belle, ne sono felice”.

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