Giro delle Fiandre 2026, Tadej Pogačar: “Per me è positiva la presenza di Evenepoel, ma può diventare un fattore di stress in più. Può attaccare nei punti più inaspettati”
Per Tadej Pogačar, Remco Evenepoel potrebbe essere un alleato, ma anche un rivale in più, al Giro delle Fiandre 2026. Campione uscente della classica fiamminga, il fenomeno sloveno punta alla terza vittoria in questa gara e, dopo il successo alla Milano-Sanremo, ad aggiudicarsi anche la seconda Monumento stagionale, cosa che porterebbe a quota 12 il suo bottino nelle corse di un giorno più importanti del calendario. Oltre agli avversari solitamente presenti sui muri e sulle pietre del Belgio, però, quest’anno il portacolori della UAE Team Emirates XRG si troverà di fronte anche il campione olimpico della Red Bull-Bora-hansgrohe, che negli ultimi giorni si è aggiunto a sorpresa alla lista dei partenti e che ovviamente è stato il principale tema di discussione nella tradizionale conferenza stampa che precede la gara.
“Dal mio punto di vista è positivo che ci sia un corridore come Remco – le parole di Pogačar – Vuole sempre attaccare da lontano e fare gara dura ben prima del traguardo. Abbiamo visto nelle ultime gare che punta sempre alla vittoria, a tutti i costi. Penso che domenica possa fare una gara davvero ottima. Credo sia in buona forma ed è sicuramente un corridore da tenere d’occhio per i suoi attacchi da lontano. Domenica non dobbiamo perderlo di vista“.
Il campione del mondo teme soprattutto gli attacchi da lontano del belga: “Quando guardo le gare in televisione, mi piace vedere Remco attaccare da lontano. Ma se sei in gara e ti capita un momento no… Allora mi piace meno. Remco può diventare un fattore di stress in più durante la gara. Con lui non si sa mai. Può attaccare nei punti più inaspettati. Ciò significa che bisogna essere sempre pronti. Se gli lasci un vantaggio di qualche secondo, potrebbe diventare impossibile riprenderlo. Penso che Remco possa attaccare sui tratti più pianeggianti della gara e creare così un distacco, e a quel punto sarà difficile riprenderlo”.
Le ultime azioni dalla lunga distanza viste nelle classiche belghe sono state però spesso annullate, o quantomeno c’è stata più battaglia tra gli attaccanti e il gruppo: “Le squadre sembrano ora rendersi conto che possono ancora organizzarsi a 60 chilometri dal traguardo. E che è meglio agire in questo modo piuttosto che bombardarsi a vicenda con attacchi. Lo si è visto alla In Flanders Fields e alla Dwars door Vlaanderen”.
Rispetto a queste ultime due gare, però, il Fiandre è sicuramente più dura, dunque un attacco da lontano potrebbe avere più chances di andare a buon fine: “È molto più lunga e impegnativa, quindi dipende da come la si affronta. Ma non sto dicendo che voglio attaccare in ogni gara a 50 o 60 chilometri dall’arrivo, quindi vedremo“, ha concluso lo sloveno.
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