UAE Emirates XRG, il direttore generale Mauro Gianetti sul suo passato alla discussa Saunier Duval: “Fui una vittima, sbagliai a prendere in squadra Piepoli e Riccò”

La UAE Emirates XRG è la squadra maggiormente dominante, ormai da anni, dell’intero panorama ciclistico mondiale. Ovviamente, molto di questo dominio è dato da quel che fa Tadej Pogačar, che ha appena vinto il quinto Tour de France della sua carriera, ma l’intera struttura di licenza degli Emirati Arabi Uniti viaggia su livelli di rendimento altissimo, sia per via dell’altissimo valore assoluto dei corridori in organico sia per il livello a cui questi riescono a esprimersi. A capo di questa struttura c’è lo svizzero Mauro Gianetti, che ha vissuto una lunghissima carriera da corridore prima di intraprendere quella da dirigente sportivo.

Nel suo passato giù dalla sella ci sono state diverse stagioni, prima da direttore sportivo e poi da direttore generale, nei quadri di quella che è stata nota come Saunier Duval e che ha poi assunto altre denominazioni nell’arco del periodo compreso fra il 2004 e il 2011. La squadra, di licenza spagnola, fu molto discussa soprattutto per i casi legati ai nomi di Riccardo Riccò e di Leonardo Piepoli, oltre che alla Vuelta a España 2011, vinta da Juan José Cobo, successo che fu tolto, molti anni dopo, al corridore spagnolo per “riscontrate irregolarità nel passaporto biologico”.

Gianetti, intervistato da L’Équipe, ha dato il suo punto di vista su quelle vicende: “Feci l’errore di prendere quei corridori nella mia squadra – le parole dell’ora direttore generale della UAE Emirates XRG – All’epoca avrei poi dovuto comportarmi in maniera diversa, essere più chiaro con la stampa e spiegare che io, in quella situazione, ero una vittima”.

Il dirigente svizzero aggiunge: “In quel momento la mia preoccupazione era quella di salvare il posto di lavoro di 70 persone. Non puoi sapere quello che fanno i tuoi figli nelle loro stanze, così come non puoi sapere quello che fanno i corridori quando sono nelle loro case. Prima di mettere sotto contratto Riccò, gli chiesi di farsi fare i controlli dall’UCI e la stessa UCI mi mandò un documento in cui si diceva che Riccò aveva un ematocrito naturalmente superiore al 50 per cento. Io continuo a sentirmi una vittima. In Italia ho presentato una denuncia contro quei corridori che mi hanno causato la perdita degli sponsor di allora e il danneggiamento della mia reputazione“.

Sui sospetti che ciclicamente tendono ad avere come bersaglio Tadej Pogačar, Mauro Gianetti è abbastanza fatalista: “Lui è talmente forte che i dubbi su di lui ci sarebbero in ogni caso, per qualsiasi squadra possa correre – il pensiero dell’ex corridore svizzero – Io penso solo a fare il mio lavoro. Negli ultimi anni ho portato più di 600 milioni di euro nel ciclismo, fra contratti firmati e stipendi.

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