UCI, le nuove proposte per aumentare il coinvolgimento del pubblico: dorsali fissi per riconoscere i corridori e insight basati sull’intelligenza artificiale
Sono numerosi gli spunti usciti dalla consultazione realizzata dall’UCI tra le parti interessate alla riforma del ciclismo su strada professionistico. Il documento presentato ai membri del Comitato Direttivo dell’Unione Ciclistica Internazionale a margine dei Mondiali di Montréal 2026, contiene una visione sul futuro del ciclismo, sotto diversi aspetti, con cinque macro-temi, tra cui c’è il coinvolgimento del pubblico. L’obiettivo in tal senso è quello di rendere questo sport “più comprensibile, coinvolgente e incentrato sui corridori” attraverso una maggiore attenzione per l’aspetto mediatico, ma anche sulla visibilità dei corridori e sulla loro partecipazione alle corse più importanti del calendario.
Il primo aspetto riguarda la possibilità di creare una “piattaforma digitale unificata” che sarebbe la “base per la valorizzazione di nuovi diritti commerciali e per un nuovo modello di coinvolgimento dei tifosi”. Si tratterebbe di una potenziale rivoluzione nel modo in cui assistiamo al ciclismo in diretta, con la possibilità di avere per tutte le corse principali grafiche televisive più ricche e insight basati sull’intelligenza artificiale, basandosi sui tracker GPS dei corridori, su cui l’UCI sta già lavorando come punto cruciale della riforma della sicurezza. A questo si aggiungono nuovi requisiti per migliorare le riprese televisive, come l’utilizzo di droni e della realtà virtuale. Verranno anche analizzate le produzioni degli altri sport, ma si sottolinea comunque come tutto questo debba avere “costi operativi bilanciati rispetto a ricavi realistici”.
Altra possibile grande novità riguarda i dorsali dei corridori, che potrebbero diventare univoci per singolo corridore e non in base alla corsa, come ad esempio accade in Formula 1. Infatti si sottolinea come “l’UCI ravvisa un concreto potenziale in ottica di riconoscibilità e merchandising, fatte salve le esigenze pratiche legate all’attività agonistica”. Altro punto importante riguarda la riforma del calendario, con la volontà di incentivare la “presenza dei migliori corridori agli eventi di maggior prestigio”, anche attraverso una possibile riduzione dei giorni di gara dei Grandi Giri e nuovi obblighi di partecipazione alle corse.
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