Mondiali Montréal 2026, Ashlin Barry centra la vittoria nella prova in linea U23 maschile – 6° Matteo Scalco, 7° Mattia Negrente

Successo di  Ashlin Barry nella prova in linea U23 maschile ai Mondiali di Montréal 2026. Lo statunitense ha tagliato il traguardo in solitaria, dopo aver trascorso più di 130 chilometri in testa alla gara, regalandosi la maglia iridata proprio nel giorno del suo diciannovesimo compleanno. La lotta per le altre due posizioni sul podio si è invece ristretta a cinque corridori, che sono riusciti a guadagnare terreno sul gruppo, senza però avvicinarsi mai a Barry. Le medaglie d’argento e di bronzo si sono decise al termine di una lunga volata, nella quale Héctor Álvarez (Spagna) ha avuto la meglio su Jesper Stiansen (Norvegia). Nel gruppo dei cinque inseguitori era presente anche l’azzurro Matteo Scalco, che ha concluso la sua prova al sesto posto. Settimo un altro azzurro Mattia Negrente, capace di imporsi nella volata del gruppo.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Corsa subito molto movimentata appena dopo la partenza con numerosi attacchi. Il primo tentativo a riuscire ad aprire un gap è quello che si forma dopo una ventina di chilometri con tredici corridori: Enea Sambinello (Italia), Pierre-Henry Basset e Timothée Coudière-Cantin (Francia), Viktor Soenens (Belgio), Kristian Egholm e Mads Landbo (Danimarca), William Heffernan e Wil Holmes (Australia), Halvor Dolven (Norvegia), Jaider Muñoz (Colombia), Dawid Lewandowski (Polonia), Mil Morang (Lussemburgo) e Alejandro Granados (Costa Rica). Un gruppetto però troppo ampio e le squadre rimaste escluse spingono per chiudere il buco. Il loro tentativo dura così solo una decina di chilometri, visto che vengono ripresi a 132 chilometri dal traguardo e subito dopo ripartono gli attacchi. Si forma un altro gruppetto con Samuel Novák (Slovacchia), William Heffernan (Australia), Matthew Dodd (Great Britain), Ashlin Barry (Stati Uniti) e Kristian Egholm (Danimarca). Questa fuga ottiene spazio, con il vantaggio che oscilla tra 1’30” e 2’.

A 90 chilometri dalla conclusione ricominciano però gli attacchi in gruppo, con diversi tentativi e tra i corridori più attivi c’è Victor Loulergue (Francia). A cinque giri dalla fine si forma un gruppetto di inseguitori con dieci corridori, ma anche questo viene rapidamente neutralizzato. Anche tra i fuggitivi scoppia la bagarre e non c’è più l’accordo per tirare, così il vantaggio scende attorno al minuto. A 65 chilometri dal traguardo escono dal gruppo Jacob Bush (Gran Bretagna) e Rémi Arsac (Francia), ai quali si accodano Matteo Scalco (Italia), Max Bock (Germania), Matteo Vanhuffel (Belgio) e Jack Ward (Australia). Si forma così un sestetto all’inseguimento dei battistrada, che transita al passaggio dei quattro giri alla conclusione con 25” di ritardo dalla testa, mentre il gruppo transita a 1’10”.

Sulla successiva salita allunga in testa il Kristian Egholm, seguito da Ashlin Barry, mentre alle loro spalle il gruppetto con Scalco raggiunge gli altri fuggitivi. La corsa esplode anche nel gruppo, che si fraziona in più parti, con la prima che ai -52 km va a riprendere gli inseguitori. Si forma così un gruppetto con 25 corridori con 45” di ritardo dalla coppia Egholm-Barry. Al passaggio a tre giri dalla conclusione, i due di testa hanno 40” su un terzetto formato da Paul Fietzke (Germania), Ugo Fabries (Francia) e Erazem Valjavec (Slovenia), che vengono però poco dopo ripresi dal gruppo. Sul successivo passaggio sulla salita esce dal gruppo Héctor Álvarez (Spagna), a cui risponde nuovamente l’azzurro Matteo Scalco e Jurgen Zomermaand (Paesi Bassi), ma vengo tutti riassorbiti dal gruppo.

A 30 chilometri dal traguardo in testa si stacca Egholm e quindi resta solo al comando Barry a due giri dalla conclusione, mentre da dietro ricominciano gli scatti. Ai -25 km attacca ancora Matteo Scalco, che questa volta riesce a fare la differenza e si mette all’inseguimento dello statunitense. Da dietro però reagiscono e rientrano sull’azzurro anche Héctor Álvarez, Aubin Sparfel (Francia), Niels Driesen (Belgio) e Jesper Stiansen (Norvegia). Questo quintetto inseguitore inizia l’ultimo giro con 40” di ritardo da Barry, mentre ciò che resta del gruppo passa a 1’08”.

Il vantaggio dello statunitense resta praticamente invariato per i successivi 25 chilometri, e conclude la sua cavalcata tagliando il traguardo in solitaria. Accesa anche la lotta per le altre due medaglie, con i cinque corridori del gruppetto inseguitore a contendersi i restanti due posti sul podio. Tutto si decide allo sprint, nel quale lo spagnolo Álvarez precede il norvegese Stiansen e il francese Sparfel. L’azzurro Matteo Scalco chiude al sesto posto, mentre il compagno di squadra Mattia Negrente si impone nella volata del gruppo e conquista la settima posizione.

 

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