I Migliori Momenti del 2026, 9-10: Strade Bianche, Tappa 21 Tour de France

La stagione 2026 fa ormai parte dei libri di storia, dunque è tempo di iniziare a fare un bilancio dell’annata appena conclusa partendo da quelli che sono stati i Migliori Momenti di quest’anno. Durante questa settimana vi proporremo dunque una rassegna di quelle che, a nostro avviso, sono state le dieci corse (o tappe) più avvincenti ed emozionanti degli scorsi mesi, grazie soprattutto ai grandi campioni che in questo periodo storico del ciclismo regalano spesso grande spettacolo interpretando le gare in maniera offensiva. Giorno dopo giorno, dunque, vi sveleremo progressivamente quelli che sono stati i momenti che ci hanno maggiormente appassionato durante questa stagione, in attesa di vivere nuove emozioni in quella nuova.

9. Strade Bianche

Per il terzo anno di fila la corsa toscana segue il medesimo (spettacolare) copione, ovvero Tadej Pogačar che a un certo punto accelera, stacca tutti e inizia un assolo che lo porta nuovamente a entrare per primo in Piazza del Campo a Siena. Per il fenomeno sloveno, che era all’esordio stagionale, si tratta della vittoria numero quattro nella “classica del Nord più a Sud d’Europa” (nuovo record) e questa volta, come nel 2024, l’attacco decisivo avviene a circa 80 chilometri dalla conclusione. Il ritmo dell’allora campione del mondo è eccessivo per tutti tranne che, come accaduto l’anno prima, per Tom Pidcock, che però poco dopo deve cedere per uno sfortunato salto di catena. A emergere poco dietro è invece il talentino Paul Seixas, che prova anche a riportarsi sulla ruota dell'”alieno” in maglia UAE (quasi riuscendoci) prima di alzare bandiera bianca a sua volta e decidere di giocarsi il secondo posto con gli altri “umani”. Seconda posizione che il 19enne va poi a prendersi nel finale, prima staccando gli altri sul secondo passaggio da Colle Pinzuto e poi un altro giovane che è già un big, Isaac Del Toro, che completa un podio di grande livello.

10. Tappa 21 Tour de France

Nel giorno del quinto trionfo finale di Tadej Pogačar alla Grande Boucle la scena se la prende anche Mathieu van der Poel, che proprio assieme allo sloveno dà spettacolo lungo i tre passaggi dallo strappo di Montmartre nonostante (o forse proprio grazie a) la decisione di neutralizzare i tempi nel circuito finale, come era già avvenuto l’anno prima. Dopo una serie di azioni infruttuose in precedenza, nell’ultima scalata il neerlandese accelera e viene seguito solo dalla Maglia Gialla, con i due che fanno il vuoto e prendono un buon margine su un drappello di inseguitori e su ciò che resta del gruppo. Quest’ultimo riesce tuttavia a organizzarsi velocemente e, dato che quest’anno lo scollinamento era più lontano dal traguardo rispetto al 2025, a riavvicinarsi alla coppia di fenomeni negli ultimi chilometri, fin quasi a chiudere il gap all’imbocco del rettilineo finale degli Champs-Élysées. Con un grande sforzo, però, Van der Poel rilancia, si toglie di ruota Pogačar e riesce a resistere di un soffio alla rimonta dei velocisti, andando a cogliere uno splendido successo davanti al compagno di squadra Jasper Philipsen in un finale al cardiopalma.

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