UAE Team Emirates XRG, Mauro Gianetti su Tadej Pogačar: “L’incidente è stato grave, l’operazione molto complessa”. Sulla Parigi-Roubaix: “Non è solo lì che si può cadere”

Mauro Gianetti ha fatto il punto su Tadej Pogačar. Il direttore generale della UAE Team Emirates XRG ha rilasciato alcune dichiarazioni nella puntata di martedì 10 settembre del programma Rai, RadioCorsa, spiegando quale sia la condizione del campione sloveno, punta di diamante della squadra emiratina, dopo la caduta alla Vuelta, passando poi alle dinamiche che hanno portato al prolungamento del suo contratto, fino ai programmi futuri per la prossima stagione. Il 2026 agonistico del campione del mondo è infatti giunto anzitempo al termine a causa della brutta caduta subita nell’ottava tappa della Vuelta a España. Nonostante le importanti conseguenze riportate, Pogačar si è potuto sottoporre a un intervento che si è concluso con successo, rimandando così alle prossime stagioni le sue importanti ambizioni.

Quando si parla di infortuni, spesso si torna a una delle poche gare che mancano nell’enorme palmarès dello sloveno, ovvero la Parigi-Roubaix. Il timore che questo incidente potesse escluderla dal programma di Pogačar è stato ridimensionato da Gianetti, che ha spiegato come, ad oggi, non sia necessariamente questa la corsa più pericolosa per i corridori, basti vedere il contesto nel quale è avvenuta la caduta che è costata la fine della stagione proprio allo sloveno.

“Stagione finita, e una caduta banale ma con gravi conseguenze. L’incidente è stato grave: la rottura scomposta della clavicola ha necessitato di un’operazione molto complessa, oltre alla commozione cerebrale – ha spiegato Gianetti alla trasmissione Rai –  Da lì era evidente che non avrebbe più potuto correre quest’anno, ma era anche giusto lasciargli qualche giorno di tempo per assimilare questa decisione forzata, proprio perché era in testa alla Vuelta, aveva in testa il Campionato del Mondo e l’Europeo, davanti alla porta di casa, alla sua gente. Obiettivi importantissimi, oltre al Lombardia, che poteva giocarsi”.

Il direttore generale della UAE Team Emirates XRG  ha comunque specificato che anche queste situazioni fanno parte del gioco. “Questo è il ciclismo. Lui è sereno in questo momento. Chiaro che la delusione di non poter correre è grande, ma questo fa parte dello sport e sa che la caduta poteva anche avere conseguenze peggiori. Penserà alla prossima stagione con grande impegno”, ha dichiarato. Relativamente al prolungamento del contratto fino al 2032 ha aggiunto: “Già da qualche mese stavamo discutendo di prolungare l’accordo, anche perché ha voglia di correre, impegnarsi, divertirsi e voleva dare un segnale importante della fiducia che ha nei confronti della squadra stessa. Fiducia che noi abbiamo in lui e nel suo staff. È una bella notizia per il mondo del ciclismo sapere che Pogačar sarà professionista almeno fino al 2032”.

Gianetti ha inoltre rassicurato sul fatto che l’incidente non dovrebbe avere ripercussioni sui programmi futuri dello sloveno, spiegando come in realtà non sia scontato che sia proprio la Roubaix il contesto nel quale possa verificarsi una caduta più grave di altre. “La verità è che sembra che la Roubaix possa essere più rischiosa di altre gare, ma poi, al tirare delle somme, le cadute più brutte e con peggiori conseguenze non sono tanto lì ultimamente, ma su gare e in momenti come questi, dove è caduto Tadej, dove c’è una velocità estremamente alta, tutto il gruppo è veramente vicino, tanti corridori, tutti di altissimo livello. Quindi, cadute ad alta velocità sono più devastanti di quello che magari potrebbe succedere a una Roubaix, cadendo sul pavé, dove rischi di cadere magari a velocità inferiore. Certo, non bisogna andare a cercarsele, si parla della Roubaix, che è una gara difficile, ma abbiamo visto che non è solo lì che si può cadere”.

La strategia sarà dunque quella di farsi guidare da scelte il più possibile ponderate. “Bisognerà pensare bene al calendario, ma non si può pensare di evitare le cadute. Bisogna piuttosto cercare di arrivare alla gara freschi, in modo che i corridori abbiano la massima concentrazione, perché quella è la cosa più importante”, ha concluso.

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