Milano-Sanremo 2026, vittoria monumentale di Tadej Pogacar! Cade, rimonta e vince allo sprint su Tom Pidcock

Tadej Pogacar strepitoso alla Milano – Sanremo 2026. Il fenomeno sloveno si sblocca nella Classicissima al termine di una corsa che a 30 chilometri dall’arrivo sembrava persa, a seguito di una caduta che lo ha visto perdere contatto dal gruppo a ridosso della attesa Cipressa. Scortato dai compagni, tra cui spicca Brandon McNulty, il campione del mondo è partito una prima volta a 24 chilometri dalla conclusione, seguito solo da Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5) e Mathieu van der Poel (Alpecin – Premier Tech). Con loro stacca tutti e arriva sul Poggio con un margine di 20 secondi, ma al primo scatto il campione uscente, a sua volta coinvolto nella caduta, si stacca, mentre il britannico gli resta incollato a ruota ad ogni sua accelerazione.

I due proseguono la loro azione assieme, collaborando in discesa e fino all’ultimo chilometro, resistendo così per quattro secondi al ritorno di un altrettanto sfortunato Wout Van Aert, anche lui finito a terra a Imperia e per di più costretto ad aspettare una nuova bici. La coppia di testa si gioca la vittoria con una volata tiratissima che vede il leader della UAE Team Emirates XRG spuntarla per mezza ruota coronando un sogno durato sei anni di tentativi e innumerevoli scatti. A completare il podio è Van Aert, che con la sua azione da finisseur riesce ad anticipare di un soffio la volata del gruppo, regolato da Mads Pedersen (Lidl-Trek) su Corbin Strong (NSN Cycling) e Andrea Vendrame (Team Jayco-AlUla).

Il video dell’arrivo

Il racconto della gara

Appena giunti al chilometro 0, alcuni corridori allungano e riescono subito ad avvantaggiarsi e a prendere qualche secondo di margine, ma in una rotonda sbagliano strada e vengono quindi ripresi dal gruppo, che a sua volta ha rischiato l’errore di percorso. La situazione, tuttavia, non resta compatta a lungo e nove corridori riescono rapidamente a prendere il largo: trattasi di Alexy Faure Prost (Team Picnic PostNL), Martin Marcellusi e Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Lorenzo Milesi e Manlio Moro (Movistar Team), Andrea Peron e David Lozano (Team Novo Nordisk), Dario Igor Belletta e Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta).

Il gruppo rallenta a concede subito spazio, lasciando agli attaccanti fino a 4’15” di margine prima che il solito Silvan Dillier (Alpecin-Premier Tech) si porti davanti per iniziare a controllare il gap. Inizialmente, il margine si attesta sui quattro minuti, mentre al termine della prima ora di gara scende sui 3’20” e, in seguito, anche sui 2’40”. In questa fase il gruppo si spezza anche un paio di volte per poi ricompattarsi rapidamente, e si verifica anche una caduta che porta al ritiro di Orluis Aular (Movistar) e Jan Christen (UAE Team Emirates XRG).

La situazione si normalizza, con Dillier che continua a fare il ritmo in testa e con il vantaggio del fuggitiv che gravita a lungo fra i 2’30” e i 2’45. Al transito della corsa a Ovada, poi, la UAE al completo decide di risalire il gruppo e di piazzarsi al gran completo (eccezion fatta ovviamente per Christen) a ruota di Dillier. Si tratta però solo di un movimento transitorio, dato che lungo l’ascesa del Turchino non accade alcunché e i fuggitivi, allo scollinamento, vantano ancora circa 2’30” di vantaggio sul gruppo. In discesa, però, si verifica una leggera accelerazione, con Danny van Poppel (Red Bull-Bora-hansgrohe) a fare le traiettorie e con il grosso che si porta a poco più di 2′ dai battistrada.

Finita la discesa e durante l’attraversamento di Genova il gruppo si concede qualche minuto di rilassamento e il vantaggio degli uomini al comando torna ad aumentare. Fra una pausa fisiologica e l’altra, si rivede Dillier in testa al gruppo, mentre il margine fra fuga e plotone torna ad aumentare, andando prima oltre i 3 minuti fino poi ad arrivare a sfiorare i sette minuti a 80 chilometri dalla conclusione. A quel punto interviene la UAE Team Emirates XRG che mette Domen Novak davanti, imponendo un netto cambio di ritmo.

Al comando si stacca invece Lozano, che si rialza e viene rapidamente riassorbito da un gruppo che vede anche Lotto – Intermarché e Pinarello – Q36.5 portarsi in testa. Come spesso accade, il cambio di ritmo porta anche a una caduta e a farne le spese è Michal Kwiatkowski (Ineos Grenadiers), che cade a 65 chilometri dalla conclusione, mentre il suo capitano Filippo Ganna riesce miracolosamente a evitarlo. L’andatura intanto aumenta ulteriormente visto che ormai ci si avvicina anche ai Capi, che Peron non riesce a fare in testa, perdendo a sua volta contatto.

Ai piedi di Capo Mele, primo della rapida successione, a fare il ritmo è Felix Grossschartner (UAE Team Emirates XRG) e a 50 chilometri dalla conclusione il gap scende a tre minuti, crollando poi ulteriormente sui due strappi successivi, Capo Cervo e Capo Berta, dove davanti restano i soli Milesi, Belletta e Maestri, che scollinano con un margine ormai ridotto a meno di 90 secondi.

La UAE Team Emirates XRG prosegue nel suo forcing, riducendo il distacco sotto il minuto a 35 chilometri dalla conclusione, ma tutto cambia tre chilometri più avanti, quando a finire a terra è Tadej Pogacar, creando una carambola che vede coinvolti anche Wout Van Aert (Visma|Lease a Bike), Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), Biniam Girmay (NSN Cycling), Giulio Pellizzari (Red Bull – Bora – hansgrohe) e Matteo Jorgenson (Visma|Lease a Bike). Il campione del mondo sembra il più colpito, ma riparte velocemente, finendo comunque per dover inseguire, ben scortato dai compagni. Prima di lui in gruppo rientra il suo grande rivale per oggi, che riesce così a posizionarsi in tempo per la Cipressa, mentre la maglia iridata rientra solo una volta iniziata la salita, superando tutti a velocità doppia grazie al lavoro di Brandon McNulty, che lo scorta fino alla testa della corsa.

L’americano spara così le sue ultime cartucce per fare da traino a Isaac Del Toro, autore di una breve ma intensa sparata che fa da rampa di lancio per lo scatto del suo capitano. Pogacar lancia così la sua prima offensiva a 24 chilometri dalla conclusione, seguito solamente da Tom Pidcock e Mathieu van der Poel, mentre Filippo Ganna non riesce a seguire creando un buco che subito sono gli uomini della Lidl – Trek a provare a chiudere, a pieno servizio di Mads Pedersen. Pogacar prova subito un nuovo scatto, ma gli altri due non lo mollano, con Pidcock che dà anche un cambio sulla Cipressa, al contrario di Mathieu van der Poel, che resta passivo a ruota.

I tre iniziano così la discesa con 19 secondi di vantaggio, accrescendo rapidamente il proprio margine fino a trenta secondi visto che dietro c’è qualche attimo di tentennamento. Una situazione comunque che dura poco visto che anche la Bahrain Victorious e la Decathlon CMA CGM si portano a tirare al servizio dei propri capitani. Il ritmo alle spalle dei battistrada diventa ancora più alto nel momento in cui rientrano anche Van Aert e Jorgenson, con la Visma | Lease a Bike che si porta a sua volta a tirare. Il lavoro di Victor Campenaerts permette al gruppo di avvicinarsi ad appena 16 secondi nella pianura che precede il Poggio, arrivando alle prime rampe con un gap di appena sette secondi.

Tuttavia, in salita Pogacar non tarda ad alzare di nuovo il ritmo. Alla prima accelerazione Mathieu van der Poel deve cedere il passo, creando un piccolo buco che Pidcock è abile a chiudere immediatamente. Il britannico resiste anche ai due scatti successivi del campione del mondo, e i due scollinano assieme con 15 secondi di vantaggio sul neerlandese, ormai sostanzialmente ripreso dal gruppo, sempre condotto da Lidl – Trek e Visma|Lease a Bike.

In discesa Pidcock non tarda a portarsi davanti, aprendo così il fianco a uno scatto di Pogacar che comunque riesce nuovamente a rintuzzare prima di riportarsi davanti. La coppia di testa arriva così a due chilometri dalla conclusione, dove sostanzialmente finisce la discesa, con un vantaggio di venti secondi. Dietro di loro decide così di partire Wout Van Aert, mentre davanti si danno cambi fino al triangolo rosso, quando Pidcock fa passare un riluttante Pogacar e si mette alla sua ruota.

Pogacar a quel punto non può far altro che andare avanti, cercando di aspettare il momento giusto per la sua azione, evitando il rientro da dietro di un Wout Van Aert in forte rimonta. Il belga comunque è lontano e la vittoria se la giocano i primi due, che partono quasi in contemporanea a 200 metri dall’arrivo. Pidcock sembra inizialmente voler partire dal lato delle transenne, ma è la stessa traiettoria dello sloveno, che lo costringe così a dover fare il giro. I due si affiancano, ma il campione del mondo conserva mezza ruota di vantaggio che gli consente, non senza un dubbio iniziale, di festeggiare la sua prima, tanto attesa, vittoria alla Classicissima.

Risultato Milano-Sanremo 2026

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