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Giro delle Fiandre 2019, Sagan non brilla: “Non mi sento al 100% come tre anni fa”

Peter Sagan non ha certo entusiasmato al Giro delle Fiandre 2019. Lo slovacco è riuscito a rimanere nel gruppo degli inseguitori arrivato alle spalle di Alberto Bettiol (EF Education First), ma non è mai parso tra i più brillanti lungo i muri. A completare una giornata non particolarmente felice, uno sprint che non ha rispettato completamente le aspettative, per quanto in palio ci fosse soltanto il terzo posto. L’undicesima posizione finale non può accontentare il tre volte campione del mondo, che sta vivendo evidenti difficoltà durante questa campagna delle classiche, anche a causa di un’influenza che lo ha debilitato durante la preparazione precedente alla Tirreno-Adriatico 2019.

Il capitano della Bora-Hansgrohe non ha comunque perso il proprio spirito guascone nell’intervista riportata da Cyclingnews: “È strano che tutte le telecamere delle televisioni sono qui e non con il vincitore – ha commentato a caldo dopo il suo risultato al Fiandre – ho detto nella conferenza stampa che non si sa mai come la corsa sarebbe andata, oggi (ieri, ndr) ne è stato un esempio. È stata davvero dura. Di certo non sono al 100% come prima, come tre anni fa, ma ogni anno è diverso e devo semplicemente accettarlo”.

Lo slovacco ha poi riconosciuto i meriti del vincitore, individuando gli altri corridori che hanno dimostrato un’ottima gamba: “Il modo di correre è stato molto diverso dagli anni passati. A 150 km dall’arrivo la corsa si è aperta, ed è stata molto dura. Penso che Bettiol abbia sfruttato al meglio le proprie possibilità e abbia sorpreso tutti per quanto è stato forte. Anche Van der Poel e Van Avermaet sono stati molto forti, ma alla fine solo Bettiol è stato in grado di fare una gran differenza. Io non sono deluso, è solo una corsa. A volte va bene, a volte no. Alla fine ero lì. Ho fatto un piccolo errore alla fine con lo sprint, ma è così che va”.

Infine Sagan si è accodato a chi ha riconosciuto nell’alto numero di inseguitori la causa delle scarse possibilità di riprendere il fuggitivo, spendendo qualche parola fiduciosa per le prossime classiche: “Ognuno era davanti e tutti volevano attaccare, ma era difficile perché c’era vento contro. Quindi tutti sono stati a ruota. C’erano molti corridori e quando qualcuno attaccava erano in tanti a poter chiudere il gap. Per fare la differenza serviva andare in fuga con tre o quattro corridori, così da poter collaborare per prendere il primo, ma con un grosso gruppo come questo era praticamente impossibile. Comunque non è successo niente di male, guardo avanti. Le prossime classiche stanno arrivando e sono molto fiducioso di poter stare meglio, perché ho perso molto quando mi sono ammalato. Penso che la forma stia arrivando, ma vedremo. Voglio solo rilassarmi dopo la corsa, poi penserò alla Roubaix tra un paio di giorni”.

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