Doping, Michael Boogerd: “Sembra che prima e dopo la mia generazione venga tutto dalla casa nella prateria. Il libro di Dekker mi ha mandato in depressione”

Michael Boogerd rivela di essere finito in depressione. Durante le registrazione del programma televisivo Most Dangerous Road, l’ex corridore della Rabobank ha raccontato del suo primo approccio al doping, rivelando di aver cominciato subito dopo essere passato professionista; rivelazioni che arrivano soltanto un giorno dopo le parole di Lance Armstrong sul doping in giovane età. Il neerlandese, poi, si è soffermato a parlare soprattutto della biografia del compagno di squadra Thomas Dekker, in cui veniva raccontato alcuni retroscene sul doping e non solo, in un modo che per Boogerd è stato spettacolarizzato e l’ha portato alla depressione.

“Negli amatori ero tra i migliori al mondo, poi all’improvviso tutti andavano più forte di me – ha esordito – Capisci subito che c’è qualcosa sotto. Se ne comincia a parlare: c’è un mezzo che tanti corridori usano ed è il motivo per cui vanno così forte. Quindi ho preso quella decisione velocemente, quasi tutti lo facevano, non ho mai avuto la sensazione che stessi imbrogliando. Odio il non far parte di un’altra generazione. Nella generazione precedente accadevano molte cose, ma riuscivano a cavarsela molto meglio. La generazione dopo la mia si vantava parlando della nostra cattiva generazione. Sembra che tutto prima e dopo di noi venisse direttamente dalla casa nella prateria”.

L’ex ciclista si è poi espresso con toni duri anche nei confronti di Dekker: “Dopo l’uscita del libro, non che volessi colpirlo o fargli del male, ma per mesi ho pensato di dover ottenere giustizia. È un pensiero brutto, che ti fa stare male. Finisci in una sorta di depressione. L’ho provata davvero e mi succede ancora. Forse non è giusto dirlo in questo modo, ma è soltanto a causa dell’ingiustizia che mi è stata fatta. Queste sono le mie sensazioni. Innanzitutto perché si tratta di fare soldi sulle mie spalle e poi quel libro è stato scritto in una maniera molto spettacolarizzata. Non dico che non siano cose vere, assolutamente. Ma alcune cose qua e là sono state ingrandite. Se leggi tra le righe sembra che sia stato io a doparlo, ma questo non è vero. Dekker è venuto da me soltanto all’ultimo minuto e prima ha organizzato tutto da solo o tramite qualcun altro”.

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