Alpecin-Premier Tech, Mathieu Van Der Poel: “Per vincere le classiche non bastano i numeri. Per questo sono emozionanti”

Il bello delle classiche spiegato da Mathieu Van Der Poel. A 31 anni, il corridore della Alpecin-Premier Tech vanta già un palmarès incredibile, con ben 8 Classiche Monumento: tre Giri delle Fiandre (2020, 2022 e 2024), tre Parigi-Roubaix (2023, 2024 e 2025) e due Milano-Sanremo (2023 e 2025), oltre a un campionato del mondo (2023). Tutti risultati che già di per sé sarebbero impressionanti e, in più, hanno il merito di essere stati conseguiti affrontando campioni del calibro di Tadej Pogacar Wout Van Aert. Di certo, il neerlandese ha fatto della potenza il suo marchio di fabbrica, l’arma con cui ha costruito buona parte dei suoi successi: per vincere le classiche, però, è servito anche altro.

Al Whoop podcast, il classe ’95 ha proprio parlato del segreto per vincere le classiche: “Il posizionamento è molto importante. Abbiamo dei punti chiave. Andiamo da strade grandi a salite più piccole e devi essere nei primi venti corridori perché se c’è una mossa e sei troppo indietro, è impossibile rispondere. Anche con i numeri migliori, è impossibile essere nel gruppo di testa se non sai posizionarti. Hai bisogno dei numeri, ma puoi anche vincere le corse correndo in maniera più intelligente o facendo le cose giuste al momento giusto”.

Sulle salite, i numeri della potenza parlano da sé – ha proseguito lo stesso Van der Poel – La maggior parte delle volte vince il più forte. Nelle classiche, hai molte situazioni di corsa differenti, molte tattiche. È questo che le rende emozionanti. Siamo in 180 e tutti sanno esattamente dove stare, quindi è sempre una grande battaglia per stare davanti. Hai bisogno di una buona squadra, buoni compagni e hai bisogno di esperienza per sapere come arrivare là davanti”.

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