Vuelta a España 2026, le reazioni in casa UAE al ritiro di Pogačar: “Da oggi sarà una gara diversa”

La UAE Team Emirates – XRG deve prepararsi a un nuovo modo di correre la Vuelta a España 2026. La formazione emiratina si era presentata alla partenza del Grand Tour spagnolo con il grande favorito Tadej Pogačar, che aveva iniziato la corsa dominando in lungo e il largo. La caduta nell’ottava tappa ha di fatto privato la corsa del suo punto di riferimento e, di conseguenza, costretto la sua squadra a ripensare l’approccio alle prossime giornate. A cominciare da quella odierna, dove ben tre uomini sono riusciti a entrare nella fuga per cercare il successo di tappa. Senza più uomini di classifica, d’altronde, gli obiettivi cambiano in modo deciso.

Intervistato ai nostri microfoni alla partenza della tappa odierna, Joao Almeida ha dichiarato: “Da questo momento in poi, ovviamente, sarà una gara completamente diversa per tutti, non solo per noi. Siamo fuori dalla classifica generale, quindi punteremo alle tappe, ed è tutto quello che possiamo fare e quello che cercheremo di fare. Non è tanto una questione di mentalità, ma avevamo un leader molto forte e proprio nella tappa forse più facile di tutta la Vuelta, con tutte queste cadute, lo abbiamo perso. Quindi sì, è triste, ma dobbiamo andare avanti e mantenere alta la motivazione“.

Non mi sento al meglio, ovviamente – ha poi proseguito il portoghese, che ha faticato non poco in questa prima settimana del Grand Tour spagnolo – Ma farò del mio meglio per aiutare i miei compagni di squadra e cercherò di migliorare giorno dopo giorno, vedendo ogni giorno come mi sento. Se riuscirò a fare qualcosa, ne sarò felice. Altrimenti, continuerò semplicemente ad aiutare i miei compagni di squadra”.

Nelle dichiarazioni raccolte da HLN alla partenza, Pavel Sivakov ha raccontato la dinamica della caduta: “È stato un incidente strano. Stavo viaggiando sulla sua ruota quando è successo. Stava bevendo e ha colpito quella roccia e ha perso l’equilibrio. Poi era finita. Come squadra non eravamo certo mal posizionati, sul ciglio della strada e nel nostro treno. Nel mezzo del gruppo è più pericoloso, perché non vedi arrivare le cose. Quindi è stato solo un incidente sfortunato. Forse se non fosse stato impegnato a bere nel momento in cui ha colpito la pietra, la caduta sarebbe stata diversa. Così non ha avuto tempo di reagire, quindi non ha potuto evitare lo schianto”.

Gli fa eco il d.s. Joxean Matxin: “Il morale di Tadej è ovviamente basso. Aveva già un bel vantaggio in classifica e oggi, con una dura tappa di montagna, avrebbe potuto aumentarlo. Ma questa Vuelta è finita. Non sappiamo ancora cosa questo significhi per il resto della sua stagione. Tadej stava bevendo. Teneva il manubrio con una mano, ma poi c’era quella pietra o qualche altro oggetto. Perdiamo il miglior corridore mondo, ma siamo in questa Vuelta con ancora il miglior team del mondo. Rimaniamo combattivi e vogliamo ancora dare il massimo. Anche senza Pogacar.”

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