Mondiali Montréal 2026, Remco Evenepoel: “Filippo Ganna è il grande favorito assieme a me”
Remco Evenepoel a caccia di un poker storico ai Mondiali di Montréal 2026. Nessuno nella storia ha infatti mai vinto quattro edizioni di fila della prova a cronometro e il belga è in ottima posizione per riuscirci. Sostanzialmente, al netto di eventuali problemi atmosferici visto che non si esclude la pioggia, l’uomo che sembra poterglielo impedire è uno solo, Filippo Ganna. L’italiano non era certo di partecipare alla rassegna iridata, visto anche il finale in salita, ma sarà invece della partita e appare decisamente motivato da un tracciato che per lunghi tratti è molto adatto a lui, forse ancor più che al belga. Tra i due c’è grande rivalità e grande stima e questo sarà un nuovo confronto di una sfida che ormai da anni si ripete ad ogni grande rassegna internazionale.
“Ganna è il mio principale rivale – ha commentato in conferenza stampa Evenepoel, senza neanche doverci pensare – È il grande favorito, assieme a me. È un corridore capace di realizzare un finale di corsa molto veloce negli ultimi due o tre chilometri, vista la sua esperienza nell’inseguimento. Per questo, è molto pericoloso. Penso che sarà una giornata molto più appassionante rispetto allo scorso anno”.
Malgrado non si sia preparato speficatamente per questo evento, come in generale spiega di fare anche per le varie crono nel corso della stagione, il classe 2000 è ovviamente l’uomo a cui tutti guardano ancora una volta. Una situazione alla quale è abituato e che non lo tocca, malgrado l’alta posta in gioco. “Rimango concentrato sulla mia preparazione, cerco di mantenere le mie abitudini e di metterle in pratica nella settimana prima della gara – aggiunge – Per il resto, cerco di concentrarmi su ciò che faccio sempre nelle prove a cronometro: andare il più veloce possibile. Ho già disputato molte gare a cronometro e ne ho vinte molte. In fin dei conti, la ricompensa al termine di questa cronometro sarà un po’ più grande rispetto alle altre se diventerò il primo corridore a conquistare quattro titoli mondiali consecutivi: questa è l’unica differenza. Ma penso che l’arte stia proprio nell’affrontare ogni cronometro allo stesso modo, nel rimanere costanti e nel non mettersi sotto pressione dicendosi ‘siamo al Mondiale’, perché può rivelarsi una trappola. I migliori specialisti della nostra generazione sono ancora in lizza, quindi non è una vittoria scontata. È del resto un approccio che mi rifiuto di adottare. Una volta che si indossa quella maglia arcobaleno, non si vuole più lasciarla andare. È una motivazione in più per conquistarla ogni volta. Se salti europei e nazionali, rimane solo una maglia da conquistare”.
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