Giro d’Italia 2026, la classifica big: Eulálio resta in Rosa dopo la crono con 27″ su Vingegaard – Arensman risale, Pellizzari si difende, male Gall
Il Giro d’Italia 2026 si è aperto con una tappa quasi totalmente pianeggiante che si è conclusa in volata. Una giornata inaugurale molto tranquilla a eccezione del finale, dove l’alta velocità ha causato una caduta all’interno dell’ultimo chilometro che ha lasciato solo una decina di corridori a giocarsi il successo. Nessuno dei favoriti per la Maglia Rosa è comunque rimasto coinvolto e tutti hanno poi raggiunto il traguardo di Burgas con calma, vista la neutralizzazione a causa dell’incidente, che vede così tutti i big presentarsi al via della seconda frazione con lo stesso tempo.
Nella seconda tappa, Egan Bernal e Thymen Arensman (Netcompany Ineos) guadagnano rispettivamente 6″ e 4″ di abbuono al Red Bull KM e Giulio Ciccone (Lidl-Trek) 4″ all’arrivo con il terzo posto, ma una caduta a 23 chilometri dal traguardo vede uscire di scena alcuni dei potenziali protagonisti della generale. Derek Gee-West (Lidl-Trek) e Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe) hanno infatti perso 1’01”, mentre Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) si è ritirato. Stesso destino, nella terza tappa, per un altro dei protagonisti attesi, Adam Yates (UAE Team Emirates XRG), che il giorno precedente aveva perso più di 13 minuti.
La quarta tappa, la prima in Italia, regala qualche piccolo movimento in classifica. Grazie agli abbuoni guadagnati tra Red Bull KM e traguardo, Ciccone balza al comando della generale. Bene anche Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), che guadagna 4 secondi su Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) proprio al Red Bull KM, mentre giornata complicata per Bernal, che si stacca in salita, ma riesce a rientrare dopo un inseguimento di alcuni chilometri. Lo stesso non riesce a Johannes Kulset (Uno-X Mobility), vittima di un problema meccanico in salita e attardato di 2’55” all’arrivo così come Vlasov e Harold Martín López (XDS Astana).
La Maglia Rosa cambia nuovamente padrone nella quinta frazione, quando finisce sulle spalle di Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), secondo sul traguardo di Potenza al termine di una fuga da lontano. Il gruppo comprendente tutti i big chiude infatti con un ritardo di 7’13”, anticipato di quattro minuti da Kulset, che recupera così il tempo perso nella giornata precedente e, anzi, guadagna un minuto su tutti gli altri. Unici a perdere terreno sono Einer Rubio (Movistar), che faceva anche parte della fuga di giornata, Filippo Zana (Soudal Quick-Step) e Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), giunto all’arrivo con un distacco di 17’06”.
Nella sesta tappa i leader della generale arrivano tutti con lo stesso tempo, vista la neutralizzazione come da regolamento per la caduta nell’ultimo chilometro dell’arrivo di Napoli. L’unico a guadagnare qualcosa in classifica in questa frazione è Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), che si prende 2″ di abbuono transitando terzo al al Red Bull KM. Eulálio mantiene quindi la Maglia Rosa e lo stesso fa il giorno seguente nonostante un ritardo di 2’55” al termine del primo arrivo in salita di questo Giro, sul Blockhaus, dove Vingegaard non delude le attese e si impone in solitaria staccando tutti quanti. Unico a contenere i danni dal danese è Felix Gall (Decathlon CMA CGM), che chiude con soli 13″ di ritardo, mentre è di poco sopra il minuto il distacco di Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe), Pellizzari e Ben O’Connor (Team Jayco AlUla). Si gestiscono abbastanza bene e perdono tra 1’29” e 1’44” Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team), Ciccone, Gee-West, Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e Arensman, mentre perdono parecchio terreno Bernal, giunto a 2’57”, ed Enric Mas (Movistar), crollato a 5’47”.
Situazione sostanzialmente invariata nella tappa dei muri marchigiani, che vede i big restare in controllo fino allo strappo finale, dove un lungo sprint di Jai Hindley consente all’australiano, e a Jonas Vingegaard, unico a seguirlo, di prendere due secondi su tutti gli altri. In Maglia Rosa resta dunque ampiamente Afonso Eulálio, con distacchi invariati su tutti gli altri. Esce dalle zone alte della classifica invece Giulio Ciccone, che dopo aver provato più volte la fuga nelle fasi iniziali di tappa, punta a riprovarci con più libertà nei giorni seguenti. L’abruzzese va infatti all’attacco nella nona frazione, ma a vincere è nuovamente Vingegaard, che stacca di 12″ Gall nell’arrivo in salita di Corno alle Scale. Eulálio si difende nuovamente molto bene e perde solo 41″, arrivando così al secondo giorno di riposo con il simbolo del primato sulle spalle, mentre è da segnalare la giornata negativa di Giulio Pellizzari, che Enric Mas escluso (giunto a più di 5′), è colui che tra i big ha perso più terreno, chiudendo a 1’28” dal danese. Per gli altri uomini di classifica, 34″ il ritardo di Arensman, 46″ quello di Gee-West e Rondel, 50″ di Hindley e Storer e 1’12” per Bernal e O’Connor.
Dopo il secondo giorno di riposo, la cronometro di 42 chilometri tra Viareggio e Massa vede Eulálio riuscire a mantenere la Maglia Rosa per 27″ su un Vingegaard non brillantissimo, che perde 1’06” da Arensman, 44″ da Gee-West e anche 18″ da un sorprendente O’Connor. Il danese guadagna invece solo 5″ su Storer, 18″ su Pellizzari e 31″ su Hindley, che nel complesso riescono a contenere i danni, mentre paga un passivo pesante Gall, che perde 1’22” da Vingegaard e, con l’eccezione di Rondel, è risultato il peggiore tra i big.
Classifica Big Giro d’Italia 2026
| 1 | Afonso Eulálio | 39:40:34 |
| 2 | Jonas Vingegaard | +0:27 |
| 3 | Thymen Arensman | +1:57 |
| 4 | Felix Gall | +2:24 |
| 5 | Ben O’Connor | +2:48 |
| 6 | Jai Hindley | +3:06 |
| 7 | Michael Storer | +3:28 |
| 8 | Derek Gee-West | +3:34 |
| 9 | Giulio Pellizzari | +3:36 |
| 10 | Markel Beloki | +4:16 |
| 11 | Mathys Rondel | +4:45 |
| 12 | Davide Piganzoli | +5:27 |
| 13 | Egan Bernal | +5:39 |
| 14 | Damiano Caruso | +6:11 |
| 15 | David De La Cruz | +6:37 |
| 17 | Chris Harper | +7:22 |
| 18 | Jan Hirt | +7:47 |
| 19 | Lennert Van Eetvelt | +8:00 |
| 20 | Sepp Kuss | +8:53 |
| 22 | Harold Martín López | +9:43 |
| 23 | Johannes Kulset | +10:00 |
| 25 | Giulio Ciccone | +11:45 |
| 27 | Aleksandr Vlasov | +13:57 |
| 29 | Enric Mas | +15:36 |
| 32 | Juan Pedro López | +20:09 |
| 37 | Einer Rubio | +28:25 |
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