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Favoriti Maglia Rosa Giro d’Italia 2021: Bernal e Remco per il riscatto, S.Yates e Landa per l’olimpo, Nibali per la storia

Il Giro d’Italia 2021 presenta vari possibili candidati al successo finale. La Corsa Rosa, come ormai divenuto abitudine negli ultimi anni, si conferma una corsa molto difficile da pronosticare con la presenza di tanti possibili vincitori e molte incognite. Nella corsa che partirà l’8 maggio da Torino e si concluderà a Milano il 30 maggio l’unico corridore che ha già messo in bacheca la corsa sarà Vincenzo Nibali (che però sta lottando contro il tempo per recuperare da un infortunio), ma saranno comunque presenti vincitori di altri GT come Simon Yates ed Egan Bernal, non a caso i favoriti dei bookmaker e coloro che nel nostro sondaggio stanno ottenendo più voti.

Favoriti Maglia Rosa Giro d’Italia 2021

Molti dei favoriti si presentano con alcune incognite, specie riguardo la condizione fisica. L’unico che invece è apparso in crescendo e sembra aver calibrato perfettamente il periodo pre-Giro è Simon Yates (BikeExchange), che per questo motivo più godere di un maggiore (anche se di poco) favore del pronostico rispetto agli altri. Il britannico è reduce dal successo al Tour of the Alps, e vuole tornare a fare bene in una corsa dove ha già vinto tre tappe nel 2018, anno in cui aveva indossato a lungo anche la maglia rosa, prima di cadere sotto i colpi di Chris Froome nella tappa di Bardonecchia. Il timore è che possa essere forse pronto troppo presto.

Un altro corridore in cerca di rivincita, non solo sulle strade del Giro, ma nei GT in generale è Mikel Landa (Bahrain Victorious). Il basco ha spesso dovuto lavorare per i capitani anche quando sembrava più in forma di loro (al Giro è successo ad esempio nel 2015, che è comunque l’unico GT che ha chiuso sul podio) e ora vuole sfruttare la leadership per dimostrare il suo valore e mettere un sigillo importante sulla sua carriera. Nel suo team, però, anche quest’anno c’è un corridore potenzialmente in grado di fare classifica come Pello Bilbao, quinto lo scorso anno. Quest’ultimo ha assicurato che lavorerà per il suo connazionale, ma le situazioni di corsa potrebbero anche cambiare le carte in tavola.

Sono avvolte dal mistero invece le condizioni di Egan Bernal (Ineos Grenadiers). Dopo un avvio di stagione tutto sommato positivo malgrado avesse ancora problemi alla schiena, anche se senza grandi squilli, il colombiano è tornato in patria, saltando anche il Tour of the Alps preferendo una preparazione in altura che ha destato interrogativi. A un certo punto la sua presenza era stata messa persino in dubbio, ma il team si è affrettato a smentire, facendo capire che punta fortemente sul vincitore del Tour 2019 per questa Corsa Rosa. L’ex Androni è intanto rientrato in Europa e si sta allenando per preparare al meglio il Giro. In casa Ineos, comunque, ci sarà anche una possibile altenrnativa in Pavel Sivakov, che potrebbe provare a curare la classifica finché possibile, in modo da garantire continuità alla squadra campione uscente se le condizioni di Bernal dovessero risultare peggiori del previsto.

Difficile capire anche quali saranno le condizioni di Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo), caduto in allenamento procurandosi una frattura al polso proprio nel momento peggiore. La partecipazione del siciliano è stata confermata in extremis, ma ovviamente resta difficile conoscere il suo stato di forma. Resta tuttavia impossibile non inserirlo nel novero dei favoriti, visto che sarebbe l’unico ad aver già messo la corsa in bacheca (per due volte). Lo Squalo dunque proverà ad andare a caccia del tris e anche di un risultato storico che a 36 anni lo renderebbe il corridore più anziano ad aver mai conquistato la Corsa Rosa. In caso le sue condizioni non dovessero consentirgli di puntare in alto in classifica generale, nel team statunitense non mancano le possibili alternative, con un Bauke Mollema apparso in gran forma in questo avvio di stagione e, soprattutto, Giulio Ciccone, che quest’anno ha dichiarato di volersi dedicare alla classifica nei GT e che è una delle più grosse speranze italiane, per questa edizione, ma anche per il futuro.

L’altro dei possibili favoriti con una condizione decisamente incerta è Remco Evenepoel (Deceuninck-QuickStep). Il belga farà infatti il suo ritorno alle corse dopo la caduta del Lombardia dello scorso Ferragosto direttamente al Giro. Non avendo avuto modo di correre nessun’altra gara in preparazione probabilmente nemmeno lo stesso classe 2000 (che lo scorso anno sarebbe stato il grande favorito) sa a che punto sia la sua condizione. Per questo motivo il Wolfpack punterà anche e soprattutto – almeno a parole – su Joao Almeida, che lo scorso anno raccolse il testimone del compagno belga e riuscì a fare una grande corsa, indossando per quindici giorni la maglia rosa e chiudendo la corsa in quarta posizione. Un risultato che quest’anno proverà a migliorare.

Chi dovrà certamente migliorare rispetto alla passata stagione è Alexander Vlasov (Astana-PremierTech), che l’anno scorso si è ritirato nella prima tappa in linea per dei problemi fisici che forse avrebbe potuto gestire. In ogni caso il russo era poi andato alla Vuelta mettendosi in luce soprattutto nella terza settimana e accumulando una importante  che gli potrà tornare utile al Giro di quest’anno, con il team che gli ha già dato piena fiducia. Il classe ’96 al momento l’ha ripagata chiudendo sul podio Parigi-Nizza e il Tour of the Alps, ma ora è il palcoscenico del Giro che dovrà dargli la consacrazione definitiva.

Dopo la Vuelta dello scorso anno, chiusa rispettivamente in terza e quarta posizione, si sono guadagnati una chance importante anche Hugh Carthy (EF Education-Nippo) e Dan Martin (Israel Start-Up Nation), che avranno i propri team al servizio e proveranno a sfruttare la buona condizione che hanno dimostrato di avere nelle ultime uscite (il britannico più dell’irlandese). Grande occasione da capitano unico anche per George Bennett (Jumbo-Visma), che dovrà sfruttare una delle rare occasioni che gli saranno concesse in un team stellare come il suo, e Marc Soler (Movistar), che aspettava un’occasione come questa da una vita. Lo spagnolo è reduce da un buon Giro di Romandia, dove ha vinto anche una tappa, e sembra arrivare al Giro proprio con la condizione giusta per affrontare le tre settimane. Il classe ’93 vorrà dunque dimostrare al team di aver fatto la scelta giusta nel concedergli quello spazio che lui reclamava ormai da anni.

Il team DSM punterà invece su Jai Hindley, già sul podio lo scorso anno e in maglia rosa prima della crono conclusiva che ha poi incoronato Geoghegan Hart. L’avvio di stagione dell’australiano non è stato dei più brillanti, ma è anche vero che tutto è stato finalizzato al Giro, che sarà dunque il momento della verità. Il classe ’96 spera di poter ripresentarsi con il livello di forma dello scorso anno (quando aveva anche vinto una tappa), ma ha vissuto un approccio non molto semplice e se così non dovesse essere la formazione di Iwan Spekenbrik ha un’alternativa più che interessante in Romain Bardet. Il transalpino sarà al suo debutto nella Corsa Rosa, arrivandoci a fare spenti come forse mai gli era successo prima in carriera. Una situazione che forse potrebbe servirgli ad allontanare la pressione, che invece era inevitabile prima del GT di casa, dove lui era spesso la più grande speranza dei francesi, che però non si è mai concretizzata fino in fondo nonostante sia salito due volte sul podio finale.

Più opzioni possibili anche in casa Bora-Hansgrohe, nella quale il designato dovrebbe essere Emanuel Buchmann, reduce da un 2020 difficile dopo aver sfiorato il podio del Tour nel 2019, ma è impossibile non tenere in considerazione anche i progressi di Felix Grossschartner, sempre più competitivo su tutti i terreni e già in grado di chiudere un GT in top 10 alla scorsa Vuelta, nonché uno scalatore in grande spolvero come Matteo Fabbro, uno degli italiani forti in salita e apparso in ottima forma nelle sue ultime uscite.

Il grimpeur trentino potrebbe tuttavia trovarsi piuttosto chiuso dalle gerarchie interne e nella stessa situazione si trovano Damiano Caruso (Bahrain Victorious), che ha davanti Landa e Bilbao, e Fausto Masnada (Deceuninck-QuickStep), che però potrebbe avere qualche chance in più in caso di un eccessivo ritardo di condizione di Evenepoel, provando a curare la classifica insieme ad Almeida, come aveva già fatto lo scorso anno chiudendo in nona posizione.

Con il forfait di McNulty, invece, Davide Formolo dovrebbe essere il capitano unico della UAE Team Emirates per provare a ottenere un risultato importante sulle strade di casa, dopo aver lavorato per tutta la primavera al servizio di Pogacar, risultando spesso anche decisivo per sfiancare gli avversari dello sloveno (come successo ad esempio alla Liegi). Un altro italiano che vestirà i panni di capitano sarà poi l’esperto Domenico Pozzovivo (Qhubeka Assos) che sarà alla sua quindicesima partecipazione e che ha sempre ben figurato sulle strade della Corsa Rosa, conclusa svariate volte in top 10.

Tra i team Professional al via, potrebbero cercare di lottare per un buon piazzamento finale Jefferson Cepeda ed Eduardo Sepulveda (Androni-Sidermec), anche se è più probabile che entrambi punteranno ai successi di tappa, con il colombiano che però potrebbe tenere un occhio alla classifica nel caso si dovesse presenterà un’opportunità nella speciale graduatoria dedicata ai giovani.

Corridori che a loro volta potrebbero cercare un piazzamento in classifica generale sono anche i vari Harm Vanhoucke (Lotto Soudal), Clément Champoussin (Ag2r Citroën), Jan Hirt (Intermarché-Wanty-Gobert),  James Knox (Deceuninck-QuickStep) e Dani Martinez (Ineos Grenadiers), con i primi due che si metteranno alla prova per la prima volta con un’ottica di corridori protetti, il ceco che avrà libertà di azione, mentre gli ultimi due dovranno necessariamente sottostare agli ordini di scuderia.

Borsino dei Favoriti Giro d’Italia 2021

***** Simon Yates
**** Egan Bernal, Mikel Landa
*** Joao Almeida, Hugh Carthy, Alexander Vlasov
** Pello Bilbao, Emmanuel Buchmann, Dan Martin, Marc Soler
* George Bennett, Giulio Ciccone, Remco Evenepoel, Jai Hindley, Vincenzo Nibali

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