Tour de France 2026, i dati sul recupero passivo dei corridori della UAE Emirates XRG: Tadej Pogačar gradisce temperature molto basse
Il ciclismo, ma come tutto il resto dello sport professionistico, è una disciplina in cui non si lascia proprio più niente al caso, soprattutto in un contesto come quello del Tour de France 2026. Alimentazione, idratazione, allenamento e tecnologie varie sono tutti campi scandagliati dalla scienza per fare in modo che gli atleti possano rendere sempre al massimo. All’elenco di questi campi di indagine va aggiunto anche quello del riposo, che soprattutto nel caso di un Grande Giro riveste un’importanza fondamentale. Recuperare nel miglior modo possibile dagli sforzi delle ore precedenti può fare tutta la differenza del mondo in una gara che richiede un dispendio così ampio di energie, per tre settimane abbondanti.
Recentemente, la UAE Emirates XRG, la squadra dell’attuale Maglia Gialla, oltre che del già vincitore di quattro Tour, Tadej Pogačar, ha reso nota la sua collaborazione con un’azienda specializzata nel settore del recupero passivo (altrimenti detto sonno), che segue il gruppo emiratino nell’arco di tutto il Tour predisponendo letti “speciali”, adattati alle esigenze di ogni singolo corridore.
Proprio questa azienda ha diffuso alcuni dati relativi alla prima settimana di Tour de France e ai singoli corridori della UAE Emirates XRG. L’attenzione maggiore non può che ricadere su Pogačar, che recupera – a quanto pare in maniera ottimale, almeno dato quello che fa vedere in strada – con un sonno medio di 7 ore e 49 minuti. Il dato che colpisce, parlando del bi-iridato, è la temperatura del letto, che è modulabile dalla tecnologia adottata dalla squadra e che in questi è risultata per lui ideale a 21,8°, molto più bassa rispetto a quella di tutti i suoi compagni di squadra.
Il più vicino alla temperatura “gradita” dallo sloveno è Brandon McNulty, che però arriva a 24,1°. I dati resi pubblici, che potete leggere qui sotto, evidenziano come Florian Vermeersch e Isaac Del Toro siano quello che dormono “meno”, mentre Tim Wellens pare aver bisogno di molto più sonno, viste le quasi 9 ore di media dormite in questa prima settimana di Tour.
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