Tour de France 2025, UCI contro la presenza di Johan Bruyneel alla Grande Boucle: “È squalificato a vita, non può entrare nel villaggio di partenza o nelle aree riservate”

Scoppia il caso Johan Bruyneel al Tour de France 2025. Dopo aver annunciato la sua presenza nelle scorse settimane, l’ex corridore e team manager della US Postal / Discovery Channel ha partecipato la scorsa settimana alla trasmissione Vive le Vélo, del canale pubblico belga VRT1. Per farlo ha avuto accesso al villaggio di partenza, circostanza che ha portato l’UCI a ricordare che “il 25 ottobre 2018, il sig. Bruyneel è stato sanzionato dal Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) con una squalifica a vita per violazioni delle norme antidoping” e pertanto “gli è severamente vietato partecipare all’evento in qualsiasi ruolo o veste, o accedere ad aree chiuse al pubblico”.

Questo ovviamente include tutte le zone che richiedono accesso al pubblico, come quelle dove si svolgono le trasmissioni televisive dei famosi Right Holders, ovvero le emittenti che hanno pagato per la possibilità di trasmettere la corsa, come è il caso della TV fiamminga. “Sebbene sia libero di assistere a un evento ciclistico registrato nel calendario internazionale dell’UCI, come il Tour de France, in qualità di spettatore normale [….] in quanto persona soggetta a squalifica a vita, il signor Bruyneel non era quindi autorizzato a essere presente nel villaggio di partenza del Tour de France o nell’area riservata alle squadre”, precisa pertanto l’UCI, che prendendo le distanze da un eventuale errore, ha intenzione di monitorare quanto successo.

“L’UCI desidera aggiungere che il processo di accreditamento per il Tour de France non è di sua competenza, ma piuttosto di quella di Amaury Sport Organisation (ASO), l’organizzatore della gara – aggiunge – L’UCI conferma di aver contattato ASO per chiarire se al signor Bruyneel sia stato concesso un accreditamento ufficiale, per capire come ciò sia potuto accadere e per garantire che non gli venga rilasciato alcun ulteriore accreditamento”.

Sottolineando di “seguire da vicino la questione”, l’UCI aggiunge “che adotterà tutte le misure appropriate”, anche se non è chiaro quali possano essere, oltre all’eventuale revoca dell’accredito.

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