Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG): Dopo la debacle di ieri, il 22enne spagnolo trova subito la giornata del riscatto regalandosi un bel successo in fuga e portando alla sua squadra la terza vittoria in tre giorni. È ovvio che i numeri li abbia, come dimostra facendosi gran parte della prima salita in testa da solo mentre dietro di lui scattano a più riprese e perdendo poi poco dal gruppo Maglia Rossa sull’ascesa finale, quello che fa strano è che non sempre riesca ad esprimerli. Oggi, comunque, ci è riuscito alla perfezione, mettendo in mostra tutto il suo talento per prendersi la sua prima tappa nella corsa di casa.
Marco Frigo (Israel-Premier Tech): Un anno fa si era ritrovato a fare i conti con O’Connor, questa volta con Ayuso; in entrambi i casi il 25enne si è dovuto accontentare del secondo posto di giornata, ma alle spalle di certi corridori è un piazzamento che vale quasi come una vittoria. Ancor di più quando il vicentino ammette che, a causa delle note vicende politico-sportive degli scorsi giorni, la sua testa era un po’ da un’altra parte e che solo le gambe lo hanno sostenuto oggi. La speranza è quindi che nelle prossime tappe vada ancora più forte e possa nuovamente lottare per un successo.
Torstein Træen (Bahrain Victorious): Non era scontato che, dopo la giornata trascorsa in fuga ieri, il norvegese avesse le energie per difendere la Maglia Rossa su una salita abbastanza impegnativa e al termine di un’altra tappa piuttosto dura. Il 30enne, supportato al meglio dai compagni di squadra, che tengono sotto controllo la fuga, si dimostra invece brillante e non perde neppure un secondo dai big, assicurandosi così un altro giorno con il simbolo del primato della corsa iberica.
Antonio Tiberi (Bahrain Victorious): Mentre il compagno di squadra Træen difendeva brillantemente la Maglia Rossa, il 24enne andava alla deriva sulla salita finale, perdendo più di 12 minuti dagli altri uomini di classifica. Un crollo inaspettato dopo quanto visto ieri, quando il ciociaro aveva anche dichiarato di sentire buone sensazioni e di essere in crescita. Ormai fuori classifica, ora toccherà reinventarsi e andare a caccia di un successo di tappa, ispirandosi magari a quanto fatto da Ayuso quest’oggi.
David Gaudu (Groupama-FDJ): Diversamente da Tiberi, i 28″ persi ieri erano stati un piccolo campanello di allarme che indicava che qualcosa non andava bene, con il transalpino che oggi cede definitivamente chiudendo con lo stesso ritardo dell’italiano. Quantomeno, il 28enne una tappa l’ha già vinta e ora potrà cercare il bis andando in fuga in quelle frazioni più adatte alle sue caratteristiche.
Movistar: La formazione spagnola sa che ha le migliori chances andando in fuga da lontano e prova a inserirsi a inizio tappa con Cortina e Romo, ma poi mancano il tentativo giusto e provano a rimediare, senza successo, attaccando con Castrillo e nuovamente Romo. È vero che a questa Vuelta mancano diversi dei suoi uomini migliori, ma al momento, trascorso un terzo di gara, la squadra di casa si è vista molto poco. Urge rimediare, ma considerato come la UAE stia cannibalizzando anche le fughe potrebbe non essere semplice.