Tokyo 2020, Gianni Moscon: “Si sudava tantissimo, una corsa logorante”

L’Italia della prova in linea uomini di Tokyo 2020 torna a casa con in mano un pugno di mosche. Il migliore della spedizione è stato Alberto Bettiol, 14° al traguardo a causa dei crampi, seguito a breve distanza da Gianni Moscon (20°), Damiano Caruso (24°), Vincenzo Nibali (53°) e Giulio Ciccone (60°), vittima anche di una caduta dopo 60 chilometri. La prova di squadra è stata buona, con gli azzurri che hanno provato in tutti i modi a creare qualche diversivo quando era possibile, ma senza successo. Sulla difficile ascesa del Monte Fuji, lo sforzo è stato enorme per gli azzurri che hanno lasciato davanti il solo Bettiol, che però ha pagato nel finale con i crampi.

Gianni Moscon ha faticato molto: “Si sudava tantissimo su questo percorso molto esigente. Abbiamo provato a rompere i piani dei favoriti. Sul Mikuni pass è stata quasi una questione di sopravvivenza. Ripeto: Abbiamo disputato una corsa logorante in cui non si dovevano sprecare energie”.

Giulio Ciccone invece ammette: “Mi sono messo a disposizione. Il nostro piano era di essere al servizio di Bettiol, che era quello che stava meglio. La gara è stata molto strana e non toccava a noi tirare. Il risultato ha premiato chi veniva dal Tour de France“.

 

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