Tour de France 2026, vittoria epica di Tadej Pogačar sull’Alpe d’Huez! Lo sloveno attacca dopo 1 km e polverizza il record di Pantani

Tadej Pogačar si prende una vittoria strepitosa sull’Alpe d’Huez. Il corridore della UAE Team Emirates – XRG ha conquistato la diciannovesima tappa del Tour de France 2026, con arrivo in cima all’iconica salita, attaccando dopo appena un chilometro dall’inizio dell’asperità, a 12,5 km dalla vetta. Con un’azione solitaria, il campione del mondo si è riportato sui fuggitivi di giornata a poco meno di 2 km dalla conclusione, per poi staccare nell’ultimo chilometro Lenny Martinez (Bahrain Victorious) e Richard Carapaz (EF Education – EasyPost), rispettivamente secondo e terzo sul traguardo finale dopo aver animato la tappa con una fuga. Il successo solitario è figlio del miglior tempo di scalata nella storia dell’Alpe d’Huez, 35’26”, battendo quello fatto registrare da Marco Pantani nel 1995.

Chiude in sesta posizione un ottimo Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), che si conferma la seconda forza in gioco tra gli uomini di classifica. Il belga, che ha intelligentemente scelto di non rispondere all’attacco decisivo di Pogačar, ha tagliato il traguardo con un ritardo di 2’29”. Giornata positiva anche per Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG), settimo a 2’41”, giusto qualche secondo davanti a Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) e Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), arrivati insieme a 2’45”. Crolla invece Juan Ayuso (Lidl-Trek), che ha perso contatto non appena è iniziata la salita finale.

In classifica generale, Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG) consolida ancora di più la sua maglia gialla, portando a 7’11” il suo vantaggio su Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe). Conferma il suo terzo posto Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG), ora a 9’42”, mentre Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) rimane quarto a 10’06”. Grande balzo in avanti in classifica per Lenny Martinez (Bahrain Victorious), ora quinto a 13’00”, appena davanti a Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), sesto a 13’09”.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Tutti si aspettano grande battaglia sin dal chilometro zero ed è così solo in parte perché la fuga si forma rapidamente. Le prime accelerazioni creando infatti da subito una forte selezione, che finisce per spezzare il gruppo attorno alla quarantesima posizione e a comporre quella che sarà la fuga di giornata sono, in maniera piuttosto naturale, coloro che si ritrovano davanti. Fatto l’inventario, la UAE Team Emirates XRG lascia fare e così le altre squadre degli uomini di classifica, malgrado la presenza di Lenny Martinez (Bahrain Victorious), che è un pericolo soprattutto per la Lidl-Trek, ma il team tedesco ha davanti molti corridori e punta ad assicurare la Maglia Verde di Mads Pedersen, anche oggi all’attacco.

Con Nils Politt e un Tim Wellens nuovamente in condizioni precarie a controllare, il gruppo concede rapidamente spazio a questi 42 uomini: Adam Yates (UAE Team Emirates XRG), Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike), Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike), Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), Davide Piganzoli (Team Visma | Lease a Bike), Mattia Cattaneo (Red Bull – BORA – hansgrohe), Nico Denz (Red Bull – BORA – hansgrohe), Derek Gee-West (Lidl-Trek), Mads Pedersen (Lidl-Trek), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Mathias Vacek (Lidl-Trek), Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Ben Healy (EF Education-EasyPost), Sean Quinn (EF Education-EasyPost), Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM Team), Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM Team), Harold Tejada (XDS Astana Team), Lenny Martinez (Bahrain Victorious), Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Tobias Foss (Netcompany INEOS), Joshua Tarling (Netcompany INEOS), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Michael Matthews (Team Jayco AlUla), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Anders Halland Johannessen (Uno-X Mobility), George Bennett (NSN Cycling Team), Marco Frigo (NSN Cycling Team), Pablo Castrillo (Movistar Team), Raúl García Pierna (Movistar Team), Javier Romo (Movistar Team), Einer Rubio (Movistar Team), Ion Izagirre (Cofidis), Damien Howson (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), Guillaume Martin (Groupama-FDJ United), Quentin Pacher (Groupama-FDJ United), Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team), Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling Team) e Sebastian Berwick (Caja Rural-Seguros RGA).

A fare gran parte del lavoro sono EF Education – EasyPost e Lidl – Trek, i cui capitani si parlano e trovano rapidamente l’intesa, oltre a Visma | Lease a Bike, Movistar e Netcompany Ineos. Se ne resta invece quasi nascosto Martinez, ben scortato da Tiberi, che probabilmente non aveva neanche l’intenzione di essere lì. Al primo GPM si ripete subito la bagarre tra Valentin Paret-Peintre e Richard Carapaz, con il francese che risponde alla violenta progressione dell’ecuadoriano e si prende i cinque punti a disposizione. Scenario che in qualche modo si ripeterà anche sulla seconda salita di giornata, il più impegnativo Col du Noyer, dove stavolta parte lunghissimo il portatore della maglia a pois, che si assicura i dieci punti in palio al prezzo di uno sforzo non indifferente. Nel frattempo il gruppo, sempre condotto solo dai compagni della Maglia Gialla, concede 2’45”, ma subito dopo arriva un forte rallentamento con l’obiettivo probabilmente di far rientrare Tim Wellens. Il distacco sale così a 3’30”, con il belga che tuttavia resta distante, mentre anche la Red Bull – Bora – hansgrohe si porta in testa.

Il distacco a quel punto scende a 3’15”, ma è solo un sussulto prima di tornare a salire nel lungo tratto di saliscendi che precede le ultime due salite. Il merito è soprattutto del grande lavoro di Ben Healy (EF Education – EasyPost), Joshua Tarling (Netcompany Ineos), Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike) e Tobias Foss (Netcompany Ineos), che spendono tantissime energie per tenere a distanza il gruppo. Ai piedi del Col d’Ornon, che inizia poco dopo il TV di Le Périer dove ovviamente è Mads Pedersen a fare il pieno di punti, il gap è così di 4’30”.

Qui la situazione cambia tuttavia completamente, con gran parte del blocco Lidl-Trek che si rialza per farsi riassorbire dal gruppo e iniziare a tirare per limitare il distacco dei propri capitani da Martinez, ma anche davanti il ritmo si alza e sono in molti a perdere contatti. A rimanere davanti sono così i soli Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike), Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), Tiesj Benoot (Decathlon CMA CGM), Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM Team), Mattia Cattaneo (Red Bull – bora – hasgrohe), Harold Tejada (XDS Astana Team), Lenny Martinez (Bahrain Victorious), Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Tobias Foss (Netcompany INEOS), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Javier Romo (Movistar Team) ed Einer Rubio (Movistar Team), ma anche dietro la selezione è importante grazie al ritmo dei compagni del leader della generale.

Ai piedi dell’Alpe d’Huez il gruppo Maglia Gialla è dunque composto dai soli Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), Felix Großschartner (UAE Team Emirates XRG), Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), Jai Hindley (Red Bull – BORA – hansgrohe), Maxim Van Gils (Red Bull – BORA – hansgrohe), Juan Ayuso (Lidl-Trek), Mads Pedersen (Lidl-Trek), Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Mathias Vacek (Lidl-Trek), Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team), Aurélien Paret-Peintre (Decathlon CMA CGM Team), Nicolas Prodhomme (Decathlon CMA CGM Team) e Tom Pidcock (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), con quest’ultimo che tuttavia dura poco, quando la Red Bull – Bora – hansgrohe e la UAE Team Emirates XRG alzano il ritmo dopo le ultime trenate di Pedersen.

In realtà è proprio il concetto di gruppo a non esistere più perché poco dopo arriva anche lo scatto di Tadej Pogacar, che dopo neanche un chilometro di salita piazza una accelerazione secca che gli altri non provano neanche a seguire. Alle sue spalle infatti Decathlon CMA CGM e Red Bull – Bora – hansgrohe gestiscono il ritmo al servizio dei propri capitani, mentre subito Juan Ayuso va in difficoltà dopo che già era al limite prima dello scatto del suo ex capitano. Al comando intanto Arensman ha dato fuoco alle polveri, iniziando una selezione che porta i soli Carapaz, Kuss, Martinez e Riccitello a restare al comando, almeno fino a quando il gregario di Jonas Vingegaard non capisce che è il momento di muoversi, probabilmente avvisato dello scatto di Pogacar.

Con lui restano solo Carapaz e Martinez, ma i tre non trovano una intesa, preferendo salire e scatti. Il loro vantaggio di poco meno di tre minuti comincia così a crollare sotto i colpi dello sloveno, che si prende solo qualche minuto di rifiatare alla ruota di un Adam Yates perfettamente posizionato. A dieci chilometri dalla conclusione il distacco è di 2’30” e potrebbe forse ancora essere sufficiente se ci fosse accordo, ma Carapaz e Martinez viaggiano soprattutto a scatti, mentre Kuss sale più regolare, provando comunque ad accelerare quando li riprende. Dietro invece Pogacar va a ritmo infernale, avvicinandosi a venti secondi a quattro chilometri dalla conclusione, poco dopo l’inizio delle transenne, dopo che nel tratto precedente aveva dovuto forse anche rallentare per la presenza massiccia di pubblico.

Un destino che sicuramente ha subito invece Remco Evenepoel, che quasi 90 secondi più tardi prova una azione per allungare rispetto a Seixas, Del Toro e Skjelmose, riuscendo a distanziarli progressivamente. A fare il ritmo resta così Riccitello, rialzatosi dalla testa della corsa una volta che Pogacar ha reso inutili i suoi sforzi per una possibile vittoria di tappa. L’intervento dello statunitense è provvidenziale, perché quando parte anche Del Toro il suo giovane compagno gli resta a ruota, assieme a Skjelmose. Il prodigio transalpino poi reagirà e limiterà i danni in pochi secondi, supportato anche dal danese che deve cercare a sua volta di contenere il distacco da Martinez.

Intanto davanti Carapaz, i cui scatti ormai non si contano più, riesce a staccare Kuss e Martinez, ma è troppo tardi per respingere l’assalto di Pogacar, che lo riprende entrando negli ultimi due chilometri, portandosi appresso un più riflessivo Martinez. La Maglia Gialla prova subito una accelerazione, ma i due gli resistono, prima di doversi arrendere all’attacco successivo, ben più deciso, portato all’ingresso del chilometro finale. Il campione del mondo va così a prendersi anche questa mitica salita, concludendo con pochi secondi sugli ex fuggitivi, con Martinez secondo e Carapaz terzo, ma un vantaggio di 2’29” su Evenepoel, sesto di giornata, 2’41” su Del Toro e 2’45” su Skjelmose e Seixas.

Risultato e Classifiche Tappa 19 Tour de France 2026

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