Mondiali Montréal 2026, Tim Wellens spiega il motivo della sua rinuncia: “A pagarmi è la UAE”

Tim Wellens ha chiarito alcuni aspetti della sua mancata partecipazione ai Mondiali di Montréal 2026. Il portacolori della UAE Team Emirates-XRG, dopo un inizio di stagione segnato da un infortunio e un prosieguo non semplice in occasione del Tour de France, ha confermato anche quest’anno la sua decisione di non partecipare alla rassegna iridata. Tuttavia, il ritrovato buon stato di forma, provato dalla vittoria al Tour of Britain, ha riportato l’attenzione sulla sua mancata partecipazione ai Mondiali. In un’intervista a DH, il 35enne belga ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a prendere questa decisione.

Dopo il Tour, pensavo sinceramente che non sarei stato pronto in tempo per una gara di quel livello – ha dichiarato Wellens a DH – Il tempo a disposizione per ritrovare la mia forma migliore mi sembrava troppo breve. Vincere il Tour of Britain è stata una vera sorpresa, ma sono rimasto fedele alla mia decisione”.

La conclusione del Tour de France non era stata semplice per Wellens e, nonostante dagli esami medici non fosse emerso un problema specifico, i suoi malesseri erano stati ricondotti principalmente alla stanchezza. Il portacolori della UAE Team Emirates-XRG, insieme alla squadra, aveva quindi deciso di saltare il Renewi Tour e concentrarsi sul recupero e sull’allenamento. “Quando ad agosto ho dovuto saltare il Renewi Tour, ho raggiunto una sorta di accordo con la dirigenza della squadra. Se avessi saltato quella gara, il GP di Vallonia e la CRO Race avrebbero avuto la priorità rispetto ai Mondiali”, ha spiegato Wellens.

A quel punto, anche il commissario tecnico della nazionale belga, Serge Pauwels, era stato informato della situazione e, da quel momento, l’idea di Wellens non è cambiata. Il belga ha comunque voluto fare alcune precisazioni per rispondere alle critiche ricevute e chiarire la sua posizione. “So che la mia decisione è stata criticata, ma certamente non avrei alcun problema a correre per Remco o Wout. La mia squadra di appartenenza resta comunque il mio datore di lavoro, sono loro a pagarmi. Sono sempre stato trasparente e onesto con Serge Pauwels”.

 

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