Picnic PostNL, prosegue il calvario di Max Poole, che non corre da febbraio: “Speriamo che possa disputare qualche gara alla fine della stagione”

Sulla complicata stagione del Team Picnic PostNL pesa anche la lunga assenza di Max Poole. Uomo di punta della formazione neerlandese, soprattutto per le gare a tappe, il 23enne non attacca il numero sulla schiena dallo scorso 22 febbraio, giorno dell’ultima tappa della Volta ao Algarve, e ancora non sa quando potrà tornare a gareggiare e se potrà farlo in questo finale di 2026. Causa di questo lungo stop è il virus di Epstein-Barr, l’herpes virus che causa la mononucleosi e che già aveva costretto il britannico a saltare quasi tutta la seconda metà della scorsa annata, lasciando così la squadra senza un corridore che avrebbe potuto portare importanti punti UCI e, forse, qualche vittoria in più.

“Il virus da cui è affetto richiede un lungo periodo di recupero – ha spiegato il direttore sportivo Matt Winston a Wielerflits parlando della situazione di Poole – Ogni organismo reagisce in modo diverso. I nostri medici di squadra, ma anche altri esperti in materia, affermano che non è possibile stabilire una tempistica precisa. Non si può dire: ci vogliono sempre quattro settimane o sempre sei mesi. Dipende da persona a persona. Puoi iniziare a migliorare e poi arrivare a un punto in cui ti scontri quasi con un limite. A quel punto devi rallentare di nuovo. Due passi avanti, uno indietro”.

“Ogni giorno è diverso – ha proseguito il DS britannico – Dobbiamo continuare a farlo tornare in forma con calma e, soprattutto, non forzare la situazione, perché non serve a nulla. Speriamo, e lo spera anche Max stesso, che possa disputare qualche gara alla fine della stagione. Ad esempio in ottobre. Ma è ancora tutto molto incerto. Non ci aspettiamo che Max raggiunga la forma-gara quest’anno. Si tratterebbe piuttosto di lavorare in vista di una certa gara e poi provarci. Potrebbe fare bene sia alla sua mente, che al suo corpo. Ma se non dovesse funzionare, non forzeremo la situazione. Se riusciremo a farlo tornare a gareggiare, sarà già di per sé un successo. Non ci aspettiamo assolutamente che poi vada subito forte”.

Per la seconda stagione di fila, dunque, Poole disputerà un numero basso di gare: “Ovviamente non è l’ideale. È lontano dal circuito agonistico da molto tempo, ma la situazione è quella che è, non possiamo cambiarla. Dobbiamo prenderci cura di Max nel miglior modo possibile. Quando sarà pronto a tornare, saremo lì a sostenerlo. Bisogna essere pazienti. Molto pazienti e molto tranquilli. Questa è la cosa più importante in tutto questo. È un ragazzo giovane che vuole semplicemente correre. Questo rende tutto molto difficile. Inoltre riceve continuamente domande: quando torni, come va? Per un giovane atleta che non desidera altro che correre, è frustrante. Soprattutto perché ha davvero molto talento. A volte può essere facile prendere una scorciatoia e mettere una pezza. Magari funziona per un mese o due, ma poi ci si ritrova al punto di partenza. Ecco perché è importante agire nel modo giusto e seguendo il processo corretto. La ripresa a lungo termine di Max è la cosa più importante di tutte“, ha concluso Winston.

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