Inchiesta Picnic PostNL, botta e risposta tra il gm Iwan Spekenbrink e il giornalista Thijs Zonneveld: “Evidente conflitto di interessi”, “Il mio ruolo in BEAT Cycling non c’entra”

Continuano le discussioni attorno all’inchiesta sul Team Picnic PostNL in cui ci sarebbe una “cultura del terrore”. La formazione neerlandese ha più volte preso le distanze da quanto emerso nell’inchiesta di NOS e In De Waaier, recentemente anche attraverso le parole del team manager Iwan Spekenbrink, che ha parlato di una “storia fuorviante, raccontata in modo unilaterale”. Nell’intervista rilasciata al De Telegraaf, Spekenbrink ha anche accusato il giornalista Thijs Zonneveld, tra coloro che hanno firmato l’inchiesta, per “un evidente conflitto di interessi“, sottolineando che “quando si conduce un’indagine del genere, è fondamentale dichiarare chiaramente di far parte di una squadra ciclistica rivale”. Infatti Zonneveld ricopre anche il ruolo di team manager per il BEAT Cycling Club, nota squadra neerlandese di livello Contiental.

Come riportato da Wielerflits, a riguardo Zonneveld ha risposto alle accuse, tramite la sua newsletter su Substack: “Spekenbrink sostiene che io faccia parte di una ‘squadra ciclistica rivale’. Non so se BEAT Cycling – che gareggia due divisioni più in basso – rientri in questa definizione, ma è vero che ricopro il ruolo di team manager per quella squadra. Lo faccio perché, a In De Waaier, crediamo nel giornalismo partecipativo: vogliamo sporcarci le mani per capire – e continuare a capire – come funzioni davvero il ciclismo moderno. È per questo che di recente ho persino gareggiato in prima persona, ed è per questo che stiamo cercando di organizzare un evento di ciclocross nei boschi”.

Zonneveld ha quindi sottolineato come il suo ruolo da giornalista e il valore dell’inchiesta siano maggiori a quello nel team, considerando anche che non avrebbe tratto alcun benefico nel screditare la Picnic PostNL: “Il mio contratto con BEAT stabilisce che il mio ruolo giornalistico ha sempre la precedenza. Non capisco quale interesse potrei avere io – o noi – a pubblicare resoconti sul declino di Picnic PostNL; eppure, Spekenbrink suggerisce che ci contendiamo gli stessi giovani corridori. Onestamente, non ho idea di chi stia parlando. Non conosco un solo corridore che abbia scelto – o sceglierebbe – BEAT (una squadra Continental) rispetto a Picnic PostNL (una formazione WorldTour). Anzi, è esattamente il contrario: diversi corridori sono passati da BEAT a Picnic PostNL, un passaggio che nessuno in BEAT ha mai cercato di ostacolare”.

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