Tour Auvergne – Rhône-Alpes (ex Delfinato) 2026, vince ancora la fuga: successo di Anthon Charmig – Tutto tranquillo tra i big

Successo di un attaccante anche nella seconda tappa del Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026. A conquistare il successo al termine della lunghissima Saint-Martin-le-Vinoux – Le Puy-en-Velay, di ben 234,3 chilometri, è stato Anthon Charmig (Uno-X Mobility), parte della fuga di dieci uomini che ha caratterizzato tutta la giornata. Il 28enne danese, alla seconda vittoria in carriera, ha staccato i compagni d’avventura superstiti sull’ultimo GPM in programma, a circa 12 chilometri dalla conclusione, tagliando il traguardo in solitaria con 41″ di margine sui quattro più immediati inseguitori, regolati in volata da Henri-François Renard-Haquin (Team Picnic PostNL) davanti a Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious).

Il gruppo, forte di una settantina di unità e comprendente tutti i big (con l’eccezione di alcuni di quelli che avevano già perso terreno ieri), ha chiuso con un ritardo di 3’13”. Alex Baudin (EF Education-EasyPost) mantiene quindi la Maglia Gialla con 32″ di vantaggio su Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech) e Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates XRG).

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Tappa molto temuta, la lunga frazione odierna si apre con la fuga di sei uomini, che partono sin dal chilometro zero. Anthon Charmig (Uno-X Mobility), Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché), Alex Diaz (Caja Rural-Seguros RGA), Nadav Raisberg (NSN Cycling Team), Benjamin Thomas (Cofidis) e Henri-François Renard-Haquin (Team Picnic PostNL) guadagnano rapidamente una ventina di secondi, che gli consentono di resistere agli scatti successivi, con in particolare quello di Callum Thornley (Red Bull-Bora-hansgrohe), Martin Svrček (Soudal Quick-Step), Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling Team), Geoffrey Bouchard (TotalEnergies), Michael Matthews (Team Jayco AlUla) e Gal Glivar (Alpecin-Premier Tech) che si fa molto vicino, prima di doversi arrendere al ritorno del gruppo.

Alle loro spalle la bagarre si fa intensa fino ad arrivare ai piedi del primo GPM di giornata, dove si presentano con 50 secondi di vantaggio dopo una fase di studio. Qui iniziano tuttavia scatti più decisi, con Jordan Jegat (TotalEnergies) rapido a partire e guadagnare terreno; su di lui si riportano Raúl García Pierna (Movistar Team) e Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious), con i tre che vengono poi raggiunti anche da Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United). Questi uomini riescono a riportarsi su Veistroffer, che aveva perso contatto dai battistrada lungo la salita, scollinando con un ritardo di 35 secondi, mentre il resto del gruppo sembra voler rifiatare dopo che inizialmente la Bahrain Victorious ha provato a gestire l’inseguimento.

Nel corso della discesa il gap sale infatti improvvisamente a sei minuti, con i battistrada che possono dunque permettersi a loro volta di rifiatare un attimo permettendo il rientro degli inseguitori in vista del successivo GPM, dopo 35 chilometri di gara. Con la EF Education – EasyPost a controllare la situazione, la corsa entra in una fase molto tranquilla, in cui il gap oscilla costantemente attorno ai sei minuti. Unico pericolo per i corridori è così il meteo, che sembra peggiorare con il passare dei chilometri, tanto che la corsa trova un po’ di pioggia e di strade bagnate dopo il GPM del Col Robert Marchand, a una novantina di chilometri dalla conclusione. Fortunatamente, però, il maltempo non dura molto e, soprattutto, non provoca particolari problemi ai corridori.

Con un gap arrivato a toccare i 6’15”, mettendo così a rischio la Maglia Gialla di Alex Baudin visto che Braz Afonso ha un ritardo di 5’35”, la EF decide di aumentare un po’ l’andatura e il plotone si riavvicina a 4’40” ai -60 dalla conclusione. La situazione si stabilizza per una quindicina di chilometri, fin quando, in un breve tratto di salita, Braz Afonso e Veistroffer allungano e guadagnano una ventina di secondi di vantaggio sugli altri fuggitivi, presentandosi con tale margine all’inizio del GPM della Côte des Baraques. Qui Braz Afonso distanzia Veistroffer, che viene raggiunto e saltato da Garcia Pierna, Van Mechelen e Jegat, con i primi due che scollinano sempre con una ventina di secondi di ritardo dal solitario battistrada e il terzo, raggiunto anche da Charmig, Thomas e Renard-Haquin, poco dietro.

Garcia Pierna e Van Mechelen si riportano presto su Braz Afonso, mentre gli altri quattro impiegano qualche chilometro in più per chiudere il gap, riuscendoci ai -20 dall’arrivo. Saranno questi sette a giocarsi il successo di tappa, anche perché il gruppo, dopo essere tornato ad avere un ritardo di 5′, non appare assolutamente intenzionato ad andare a chiudere sui fuggitivi, accelerando solo un po’ in vista dell’inizio dell’ultimo GPM di tappa, la Côte de Saint-Vidal, dove il distacco scende a 3’15”. Nessun movimento, in ogni caso, tra i big, mentre davanti ci si dà battaglia, con Charmig ad allungare appena iniziata la salita, seguito da Braz Afonso e poi da Garcia Pierna, mentre si muove con un attimo di ritardo Van Mechelen.

In vista dello scollinamento, Charmig accelera nuovamente e riesce a liberarsi della compagnia degli altri due, che giungono in vetta con un ritardo di qualche secondo. Nel tratto seguente, però, il danese spinge a fondo e riesce ad aumentare il proprio vantaggio, mentre Braz Afonso e Garcia Pierna non sembrano in grado di imbastire un inseguimento efficace e vengono poi raggiunti anche da Van Mechelen e Renard-Haquin. I quattro non riescono tuttavia a riavvicinarsi a Charmig, che superata anche l’ultima breve asperità, si lancia verso il traguardo con un margine di ormai mezzo minuto, andando a trionfare con 41″ di vantaggio sugli inseguitori, regolati allo sprint da Renard-Haquin, mentre il gruppo chiude con un ritardo di 3’13”.

Risultato e Classifiche Tappa 2 Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026

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