Strade Bianche 2022, assolo di 50 km per Tadej Pogačar!

Tadej Pogacar regala ancora spettacolo alla Strade Bianche 2022. Il capitano della UAE Team Emirates attacca a 50 chilometri dalla conclusione scavando un distacco incolmabile per tutti i rivali, poi costretti a giocarsi la seconda posizione. Ad aggiudicarsela, con un ritardo di 37″, è il sempiterno Alejandro Valverde (Movistar), che nello strappo finale stacca Kasper Asgreen (Quick-Step Alpha Vinyl), con il quale componeva inizialmente un gruppetto di cinque corridori che aveva provato a lanciarsi all’inseguimento dello sloveno, quando ormai questi era già lanciatissimo verso il successo con un vantaggio di oltre 1’30”. Primo degli italiani è Simone Petilli (Intermarché-Wanty-Gobert), che chiude la corsa in nona posizione.

Per avere la fuga di giornata non bisogna aspettare molto, con il primo scatto che si rivela quello decisivo. A partire sin dal chilometro zero sono Lilian Calmejane (Ag2r Citroën Team), Davide Martinelli (Astana Qazaqstan Team), Edoardo Zardini (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Simone Bevilacqua (Eolo-Kometa Cycling Team), Taco Van Der Hoorn (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Marco Brenner (Team DSM) e Leon Heinschke (Team DSM), che vengono raggiunti da Samuele Zoccarato (Bardiani CSF Faizanè) e Sergio Garcia Gonzalez (Eolo-Kometa Cycling Team), attesi dopo che gli attaccanti comprendono che il gruppo non ha intenzione di inseguire. I nove fuggitivi possono così cercare di guadagnare più tempo possibile prima della reazione del gruppo, che arriva quando il distacco tocca i 5’32”.

Il gruppo, del quale non fa più parte Domenico Pozzovivo (Intermarché-Wanty-Gobert) dopo appena venti chilometri di corsa,  accelera in maniera vistosa avvicinandosi al quinto e poi al sesto settore di sterrato, cominciando ad infiammare la corsa. A quel punto arrivano le prime accelerazioni da parte di Jakob Fuglsang, Tim Wellens, Dries Devenyns, Krists Neilands e Clement Russo, che guadagnano una ventina di secondi. Ci provano allora anche altri uomini, tra cui Tadej Pogacar, ma il gruppo rientra subito, mangiandosi anche Martinelli, rimasto attardato dalla fuga per una foratura.

A 100 chilometri dalla conclusione in gruppo la situazione è in fermento, ma a sconvolgere la corsa è una caduta provocata dal vento. Primo a finire a terra è un uomo Alpecin – Fenix, che lancia per aria Julian Alaphilippe (Quick-Step Alpha Vinyl), involontario autore di un giro completo prima di finire a terra. Numerosi i corridori a cadere appresso a loro, con il gruppo sconvolto e numerosi corridori costretti al ritiro come Gianni Vermeersch, Stefano Oldani, Michael Gogl (Alpecin-Fenix), Brent Van Moer e Victor Campenaerts (Lotto Soudal), nonché Ties Benoot (Jumbo-Visma) e Michael Matthews (Team BikeExchange-Jayco). Coinvolto nella caduta Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) riesce a rialzarsi velocemente per reintegrare in poco tempo il primo troncone, mentre perdono intorno ai due minuti Alpahilippe, Lorenzo Rota, Alejandro Valverde e Matej Mohoric, con quest’ultimo che tuttavia deve presto rinunciare alla corsa. Mentre davanti perdono contatto Zardini e i due corridori della Eolo-Kometa, alle loro spalle il gruppo non forza l’andatura, pur senza rendere facilissimo il ricongiungimento, che avviene a 75 chilometri dalla conclusione grazie al grandissimo lavoro di Mikkel Honoré, Mauro Schmid (Quick-Step Alpha Vinyl) e Jan Bakelants (Intermarché-Wanty-Gobert).

Arrivati a Monteroni d’Arbia, con il settimo settore di sterrato oramai imminente, è la Lotto Soudal ad aumentare l’andatura in gruppo, dopo aver ripreso tutti i corridori che hanno perso contatto dalla testa della corsa, il cui vantaggio è ormai ridotto a 30 secondi. Con il gruppo che resta in controllo senza forzare, la bagarre è così rimandata al Monte Sante Marie, sul quale i fuggitivi vedono il proprio margine crollare non appena si comincia a salire. Nuovamente è la Lotto Soudal a cambiare ritmo, almeno sino allo scatto di Julian Alaphilippe, che lancia la battaglia. Pimpanti risultano anche Tim Wellens (Lotto Soudal), Simon Clarke (Israel-PremierTech), Sepp Kuss (Jumbo-Visma), Benoit Cosnefroy (Ag2r Citroën) e Quinn Simmons (Trek-Segafredo), con anche Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), Alejandro Valverde (Movistar) Jonathan Narvaez e Carlos Rodriguez (Ineos Grenadiers) che seguono questi movimenti.

Dopo alcuni scatti che non fanno la differenza ad opera di Wellens e Clarke, è Pogacar a cogliere l’attimo, con uno scatto in discesa a 50 chilometri dalla conclusione. Lo sloveno inizialmente non spinge a tutta, ma dopo essersi girato più volte per capire se qualcuno lo segue, decide di muoversi da solo, tenendo duro quando Julian Alaphilippe prova a rientrare quando la strada torna a salire. Il distacco resta inizialmente piuttosto esiguo, con Carlos Rodriguez (Ineos Grenadiers) che prova seguirlo da solo, uscendo dal settore di Sante Marie con una dozzina di secondi. Lo sloveno tuttavia non ci pensa due volte e si mette a pedalare a testa bassa, mentre alle sue spalle si fa fatica a trovare una organizzazione, con tutti che guardano la Quick-Step Alpha Vinyl di Alaphilippe. Il campione del mondo tuttavia non ha la gamba dei giorni migliori, complice la brutta caduta subita, e non tarda a trasformarsi in gregario in favore di Kasper Asgreen, che inizialmente si era messo a sua volta in testa per cercare di chiudere.

Il distacco tuttavia sale rapidamente, con Pogacar che sembra pedalare con grande facilità, respingendo l’assalto di Rodriguez, che sembrava ad un certo punto poter rientrare. Nel tratto che sembrava poter favorire gli inseguitori, tra due settori di sterrato, è invece Pogacar a costruire la sua vittoria, distanziando il gruppo a oltre 90 secondi, con Rodriguez che a sua volta deve arrendersi dopo essere rimasto a lungo nel mezzo, venendo ripreso a 25 chilometri dalla conclusione, quando la Trek – Segafredo prende coraggio e alza l’andatura.

A quel punto dal gruppo esce Kasper Asgreen (Quick-Step Alpha Vinyl), venendo seguito dai soli Quinn Simmons (Trek-Segafredo), Jonathan Narvaez (Ineos Grenadiers), Tim Wellens (Lotto Soudal) e Alejandro Valverde (Movistar). Inizialmente questo quintetto, pur faticando a trovare l’intesa, riesce a guadagnare rapidamente, sembrano in grado di poter impensierire un Pogacar che inevitabilmente deve gestirsi, proseguendo con una andatura ovviamente affaticata. Alle sue spalle tuttavia non trovano intesa e non si riesce quasi più a guadagnare, anche quando prima Wellens e poi Asgreen si isolano al suo inseguimento. Il danese viene poi ripreso da Valverde a dieci chilometri dalla conclusione, con i due che riescono a riportarsi a 45 secondi da Pogacar.

Nuovamente si apre qualche spiraglio, ma la reazione Pogacar non si scompone e respinge a distanza anche questo tentativo di avvicinamento, tenendo i due avversari ad oltre 50 secondi. Con il passare dei chilometri la coppia all’inseguimento perde la sua verve, cominciando anche a ragionare al piazzamento, mentre davanti ormai Pogacar è irraggiungibile, tanto da poter cominciare a festeggiare già prima della terribile salita di Via Santa Caterina. Per lui è ormai una passerella fino al trionfo in Piazza del Campo, dove ad arrivare per secondo è Alejandro Valverde, che nel finale stacca Asgreen, per diventare il più anziano corridore della storia a salire sul podio di una classica di Coppa del Mondo o del WorldTour. Dietro di loro è Attila Valter (Groupama-FDJ), partito sull’ultimo tratto di sterrato assieme a Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), a rimontare gli altri inseguitori concludendo in quarta posizione, con un ritardo tuttavia superiore al minuto.

Risultato Strade Bianche 2022

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