Milano-Sanremo 2022, Matej Mohoric piazza la zampata in discesa! Battuti Turgis e Van Der Poel

Trionfo di Matej Mohoric alla Milano – Sanremo 2022. Il corridore della Bahrain – Victorious si impone sul traguardo di Via Roma al termine di una giornata velocissima, con la bagarre iniziata sulla Cipressa e scoppiata sul Poggio, ma decisa dall’allungo dello sloveno in discesa. Il classe 1994 ha corso enormi rischi nella picchiata verso via Aurelia, creando un gap poi impossibile da colmare per gli inseguitori, che non trovano la giusta intesa e vedono il loro inseguimento fallire alle spalle del vincitore. Seconda posizione per Anthony Turgis (TotalEnergies), partito in contropiede all’interno dell’ultimo chilometro, mentre a completare il podio è il rientrante Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Fenix), che regola in volata gli altri big, tra i quali Michael Matthews, Tadej Pogacar, autore di quattro scatti sul Poggio, Mads Pedersen e Wout Van Aert. Migliore degli italiani è Vincenzo Albanese, undicesimo.

La partenza dal Velodromo Vigorelli regala da subito l’atmosfera d’altri tempi, con i corridori che si apprestano ad affrontare gli oltre trecento chilometri, contando il trasferimento, che da Milano portano a Sanremo secondo un tracciato che nel tempo è diventato iconico malgrado non presenti grandissime difficoltà. Il trasferimento in via della Chiesa Rossa permette ai corridori di cominciare a far girare le gambe, con il gruppo che si ferma al chilometro zero per una caratteristica partenza da fermo. I primi scatti tuttavia arrivano appena il direttore di corsa sventola la sua bandiera, formando rapidamente la fuga di giornata, composta da Yevgeniy Gidich (Astana Qazaqstan Team), Artyom Zakharov (Astana Qazaqstan Team), Alessandro Tonelli (Bardiani CSF Faizanè), Filippo Tagliani (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Ricardo Zurita (Drone Hopper – Androni Giocattoli) , Filippo Conca (Lotto Soudal) e Samuele Rivi (Eolo-Kometa Cycling Team).

La composizione sembra subito andare bene al gruppo, senza che nessuna altra squadra si mostri interessata ad inserire un proprio uomo all’attacco. Dopo aver concesso rapidamente un vantaggio di tre minuti, Jumbo – Visma, Trek – Segafredo e UAE Team Emirates mettono subito un uomo ciascuna nelle posizioni di testa, per cominciare a tenere un primo ritmo che impedisca al vantaggio di crescere troppo rapidamente, con anche Bora – hansgrohe e Intermarché – Wanty – Gobert che si fanno vedere davanti. A sobbarcarsi gran parte del lavoro in questa fasi di corsa è tuttavia Jos Van Emden (Jumbo-Visma), che resta in prima posizione del gruppo sostanzialmente fino al Turchino, concedendo un massimo di sette minuti una volta arrivati su Via Aurelia, riprendendo le redini del gruppo dopo che Rein Taaraamae (Intermarché-Wanty-Gobert) impone un ritmo più deciso nel corso della discesa dal Turchino, vissuto senza scossoni.

Una caduta nei pressi di Varazze coinvolge Sacha Modolo (Bardiani CSF Faizanè) assieme ad alcuni compagni di squadra e Inigo Elosegui (Movistar), ma tutti riescono a rientrare nel gruppo tirato dai Jumbo-Visma e dai Bahrain-Victorious che in questa fase, complice il vento a favore, non recupera più terreno. Superata Savona, finalmente qualcosa cambia con gli inseguitori che cominciano a macinare secondi, riportandosi a meno di cinque minuti di ritardo all’imbocco di Capo Mele, dove tuttavia non cambia ancora molto. Superato il successivo Capo Cervo, la testa della corsa comincia a perdere accordo con Conca, Gidich, Rivi, Sevilla Lopez e Tonelli che provano a sbarazzarsi dei compagni di fuga, mentre gli inseguitori sono ormai a meno di quattro minuti. Sulle ultime rampe della salita Conca paga lo sforzo, ma rientrerà in discesa prima di perdere nuovamente contatto per i crampi, mentre nel gruppo la prima vittima eccellente porta il nome di Thomas Pidcock (INEOS Grenadiers) che alza bandiera bianca. A 28 chilometri dal traguardo un altro colpo di scena riguarda Peter Sagan (TotalEnergies) che si deve fermare per cambiare bici a causa di un problema meccanico nel momento peggiore.

Lo slovacco prova ad inseguire, ma ormai la Cipressa è iniziata e la UAE Team Emirates impone un ritmo infernale con Jan Polanc e Davide Formolo. Per il tre volte iridato rientrare è impossibile, così come devono alzare bandiera bianca le ruote veloci più temute come Elia Viviani (Ineos Grenadiers) e Fabio Jakobsen (Quick-Step Alpha Vinyl), ma nel corso della salita perde terreno anche l’attesissimo Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), con il gruppo ridotto ad ormai appena una trentina di corridori. Verso il Poggio è sempre Formolo a dare tutto, impedendo a chiunque di rientrare, tenendo a distanza di una ventina di secondi un secondo troncone in cui trovano posto i vari sconfitti di giornata e andando a riprendere gradualmente tutto il margine residuo di Tonelli e Rivi, ultimi ad arrendersi proprio ai piedi del Poggio.

All’ultima grande difficoltà di giornata si presentano dunque in testa Vincenzo Albanese (EOK), Alex Aranburu Deba (MOV), Damiano Caruso (TBV), Benoit Cosnefroy (ACT), Arnaud Demare (GFC), Davide Formolo (UAD), Ivan Garcia Cortina (MOV), Michal Kwiatkowski (IGD), Christophe Laporte (TJV), Michael Matthews (BEX), Soren Kragh Andersen (DSM), Matej Mohoric (TBV), Krists Neilands (IPT), Giacomo Nizzolo (IPT), Quentin Pacher (GFC), Mads Pedersen (TFS), Tadej Pogačar (UAD), Primož Roglič (TJV), Lorenzo Rota (IWG), Florian Senechal (QST), Jan Tratnik (TBV), Anthony Turgis (TEN), Diego Ulissi (UAD), Wout Van Aert (TJV), Mathieu Van Der Poel (AFC) e Loïc Vliegen (IWG). Un gruppetto che viene ulteriormente selezionato quando si comincia a salire, con Tadej Pogacar che lancia le sue offensive già sulle prime rampe della salita.

Ad ogni scatto dello sloveno arriva pronta la risposta di Van Aert, con anche Van der Poel sempre pronto a rispondere, sfilacciando un gruppo che in salita va così veloce che Cosnefroy sbaglia una curva e finisce contro il muro, costringendo Kwiatkowski a fermarsi e creando un piccolo buco nelle retrovie. Dopo altre tre accelerazioni che riducono il gruppetto di testa a meno di venti unità, è Soren Kragh Andersen a piazzare la sua accelerazione decisa, che screma ulteriormente il gruppetto. Al danese resiste inizialmente il solo Pogacar, con Van Aert e Van Der Poel che riescono a rientrare in vista della discesa, mentre Matthews e Pedersen riportano sotto anche gli altri.

Non appena si comincia a scendere inizia lo show di Matej Mohoric, che in poche pedalate si riporta sul quartetto di testa, staccandolo altrettanto facilmente. Il capitano della Bahrain – Victorious corre tantissimi rischi, sfiorando la caduta in un paio di occasione, ma sono accelerazioni che pagano perché rientra in via Roma, a poco più di due chilometri dal traguardo, con un vantaggio che tocca i dieci secondi, mentre alle sue spalle trovare l’intesa per inseguire non è semplice. Il margine finisce così per scendere, metro dopo metro, ma lo sloveno stringe i denti, facendo valere le sue qualità al passo su un gruppetto che alle sue spalle comincia anche a centellinare gli sforzi in vista dello sprint. Un gioco che consente a Mohoric di conservare qualche metro, anticipando Anthony Turgis, uscito in contropiede con grande foga, tanto da essere sembrato anche quasi sul punto di fare a sua volta il colpaccio. A completare il podio Mathieu Van Der Poel, autore di una grandissima prova, che regola gli altri big in uno sprint ridotto a poche unità.

Risultato Milano – Sanremo 2022

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